Torino, Piccolo Teatro Regio: “Hänsel e Gretel”

Torino, Teatro Piccolo Regio: l’Opera In Famiglia, La Scuola all’Opera 2025-26
“HÄNSEL E GRETEL”
Fiaba Musicale in un atto. Versione per orchestra ridotta. Elaborazione di Luca Tessadrelli. Rifacimento drammaturgico e versione ritmica di Lorenzo Arruga. Libretto originale tedesco di Adelheid Wette dall’omonima fiaba di Jacob e Wilhelm Grimm.
Musica di Engelbert Humperdinck
 Hänsel MARTINA MYSKHOLID* 

Gretel ALBINA TONKIKH* 
La Madre e la Strega NATALIA GAVRILAN
Il Padre EDUARDO MARTINEZ*
Sandmann FLAVIA PEDILARCO*
Bambini Biscotto (figuranti) NIKE ACCOSSATO, NORA BRICCO, LUCA CONTE, DIANA GALLO, SILVANO GIANNINI, STELLA SIMALA. 
Orchestra e  Voci Bianche del Teatro Regio di Torino
Direttore Simon Krečič
Maestro del Coro  Claudio Fenoglio
Regia Gianmaria Aliverta
Costumi Sara Marcucci
Scene Francesca Donati
Luci Andrea Rizzitelli
Nuovo Allestimento del Teatro Regio di Torino 
*Artisti del Regio Ensemble
Torino, 22 novembre 2025
Da alcuni anni è tradizione che, avvicinandosi il Natale, si avvii, sulla scena del Piccolo Regio, una ministagione di spettacoli per giovani e giovanissimi che porta la doppia denominazione: Opera in Famiglia e La Scuola all’Opera. I prezzi di abbonamenti e di ingressi di estrema convenienza e gli orari delle recite particolarmente flessibili, mattino alle 10,30, pomeriggio alle 16 e sera alle 20, favoriscono una consistente partecipazione del pubblico. Il Piccolo Regio può così fregiarsi di un costante e sicuro “tutto esaurito”. I titoli proposti, una mezza dozzina, sono sempre popolari quindi di immediato richiamo. Immancabili poi i riferimenti a favole e racconti che tutti, fin dalle prime letture infantili, abbiamo ben conosciuto. L’avvio è con Hänsel e Gretel di Engelbert Humperdinck, il musicista renano seguace e collaboratore di Wagner. Il racconto spaventevole e nero, tipico delle favole dei Fratelli Grimm, viene sostenuto e trasfigurato da una musica dal prepotente impatto. L’orchestra è wagnerianamente ricca e possente, il canto svaria da un recitativo melodicamente sostenuto ad un arieggiare di ballatine infantili arricchito con qualche gorgheggio nel canto della Strega. Nella fossa del Piccolo Regio non c’è spazio per la grande orchestra prescritta dall’autore ma ugualmente, pur rinunciando ai raddoppi e a file consistenti di archi, tutte le sezioni e i diversi timbri sono presenti con il pianoforte, intruso necessario, che ne rinforza gli accompagnamenti. Sia l’Orchestra del Teatro Regio che la Direzione di Simon Krečič sono artefici di una prestazione di tutto rilievo fonico, il loro sostegno al racconto è fondamentale ed appassionante. Gli intermezzi strumentali sono impeccabili ed ammirevoli. Il pubblico viene costantemente invogliato a seguire un racconto musicale che lo induce a ritmarne la progressione anche fisicamente con l’agitare ritmico di mani e braccia. Prassi a cui pochissimi tra il pubblico infantile riescono a sottrarsi. La riduzione per piccola orchestra dell’enorme partitura, opera di Luca Tessadrelli, ha avuto così, anche grazie all’angustia del luogo, effetti sorprendenti e assolutamente positivi. La sobria regia di Gianmaria Aliverta garantisce la linearità del racconto, cercando anche di superare gli anacronismi introdotti dalla deviante drammaturgia, rielaborata congiuntamente alla traduzione, dal geniale ed estroverso Lorenzo Arruga. Le scene, tre pareti “tutto legno” di Francesca Donati, sicuramente un adattamento da altri spettacoli del Piccolo Regio, con l’ausilio delle luci assai appropriate di Andrea Rizzitelli e delle proiezioni che trasformano, nel secondo atto, la disadorna stanza con focolare in un rigoglioso e verde bosco, hanno riaffermato la magia del racconto. I costumi di Sara Marcucci, assai semplici ma ben ideati, hanno dato credibilità alle trasformazioni dal femminile al maschile di Hänsel. Sorprende e convince la metamorfosi, opera di costumi fantasiosamente abbondanti, dei Bambini Biscotto in ospiti vivaci di quadri di Botero. L’abito fiammeggiante, dall’ampio decolté, avvalla la trasformazione, non si sa quanto opportuna, della povera Madre del racconto dei Grimm, nell’astiosa e malevola madre-strega della rielaborazione di Arruga. I cantanti, quasi tutti gratificati sulla locandina dall’asterisco che li classifica come membri dell’eccellente Regio Ensemble, nonostante siano sostanzialmente anidiomatici, hanno fornito prestazioni più che apprezzabili. Martina Myskholid è un Hänsel sbarazzino e vivace che, con un timbro fanciullesco e sfumature che indulgono al grave, ben entra nei panni dello scatenato ragazzetto. Il canto pulito e corretto ben l’associa poi, nei molti duetti, al timbro più dolce e più chiaro di Albina Tonkikh, la sorella Gretel. Natalia Gavrilan, Strega e Madre, unisce fin dalle battute iniziali le due personalità, esibendo una buona caratterizzazione attoriale. Nel lungo monologo del terzo atto sciorina doti vocali tali da renderne credibile l’ironica mutazione in una stregonesca e capricciosa cantante d’opera. Il Padre, Eduardo Martinez, chiarissimo, per timbro e per dizione, è forse più un tenore che un baritono. Molto buona la sua ballata del primo atto che, grazie a una baldanza e una dizione appropriata, conquista l’applauso del pubblico. Flavia Pedilarco, Nano Sabbiolino, con flebile soavità addormenta la coppia di fratelli, quando il sole tramonta, nel finale del secondo atto. La coppia, di conserva, si sostituisce con un duettino all’unisono, all’assente Nano Rugiadoso che dovrebbe risvegliarli, con più determinazione del collega, all’alba, in avvio dell’atto finale. Ben agiscono i figuranti che, nell’ultima scena, si ingozzano di marzapane, saltellando con l’aiuto della splendida colonna sonora fornitagli dal Coro di Voci Bianche del Teatro Regio, efficacemente e amorevolmente retto ed istruito da Claudio Fenoglio. Successo e applausi per tutti. Così viene felicemente suggellato il buon inizio della nuova stagione dedicata all’utenza giovanile del Regio. Foto Mattia Gaido