Le Cantate di Johann Sebastian Bach: Natale del Signore

Durante i suoi primi dieci anni come Kantor a Lipsia (1723-1733), Bach creò un formidabile repertorio di cantate da eseguire settimanalmente nella Thomaskirche e nella Nicolaikirche. Poche aggiunte successive apparvero durante gli anni Trenta e Quaranta del Settecento, ma esistono alcune opere parodistiche, ossia riadattamenti di altri lavori. Tra queste vi è la Cantata BWV 191, unica tra le partiture sacre di questo genere a non utilizzare la lingua tedesca. Eseguita per la prima volta il giorno di Natale del 1745, è un adattamento di tre sezioni del Gloria dalla Messa in si minore, BWV 232. La prima è il coro di apertura del Gloria della Messa, con testo e partitura praticamente invariati, tranne che per l’omissione nella Cantata, dei fagotti. Gli altri due movimenti sono contrassegnati come post orationem (dopo il sermone). Il duetto per soprano e tenore è una versione abbreviata del “Domine Deus” (n. VII della Messa) con il testo modificato nella prima parte della dossologia, “Gloria Patri”, mentre la sezione corale finale completa il testo della dossologia con la musica utilizzata nella Messa per il “Cum Sancto Spiritu” (n. XI), leggermente modificata per adattarsi al testo. L’opera è infatti un interessante esempio del modo in cui Bach perfezionava e ripensava costantemente il materiale esistente, un punto intermedio tra la concezione originale del Gloria, che risale al 1733, e la sua forma finale come parte della maestosa Messa completa del 1748.
Nr.1 – Coro
Gloria nell’alto dei cieli
e pace in terra agli uomini
di buona volontà.
Nr.2 – Aria/Duetto (Soprano, Tenore)
Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo
Nr.3 – Coro
Com’era in principio, ora e sempre,
nei secoli dei secoli, amen.