München, Bayerische Staatsoper: “Notsch pered Rochdestwom”

Bayerische Staatsoper, Nationaltheater, Stagione 2025/26
“NOTSCH PERED ROCHDESTWOM” (LA NOTTE PRIMA DI NATALE)
Opera in quattro atti. Libretto del compositore, dal racconto omonimo di Nikolai Gogol
Musica di Nikolai Rimsky-Korsakov
La Zarina VIOLETA URMANA
Il Capo del Villaggio SERGEI LEIFERKUS
Tschub DMITRY ULJANOV
Oksana ELENA TSALLAGOVA
Solocha EKATERINA SEMENCHUK
Wakula SERGEY SKOROKHODOV
Il Diavolo TANSEL AKZEYBEK
Panas MILAN SILJANOV
Il Diacono VSEVOLOD GRIVNOV
Pazjuk MATTI TURUNEN
Una donna con il naso viola ALEXANDRA DURSENEVA
Una donna con il naso normale LAURA AIKIN
Bayerische Staatsorchester
Bayerische Staatsopernchor
Balletto, mimi e acrobati della Bayerische Staatsoper
Direttore Vladimir Jurowski     
Maestro del Coro Christoph Heil
Regia Barrie Kosky
Scene e Luci Klaus Grünberg
Drammaturgia Saskia Cruse
Costumi Klaus Bruns
Coreografie Otto Pichler
München, 7 dicembre 2025
Come prima nuova produzione della stagione, la Bayerische Staatsoper ha presentato La notte prima di Natale di Rimsky Korsakov, mai finora non ancora eseguita a monaco. Si tratta della sesta opera lirica scritta dal compositore russo, che scelse come fonte letteraria per il libretto il racconto omonimo di Nikolai Gogol, già utilizzato prima di lui da Tschaikowsky per la sua opera Čerevički (Gli stivaletti). La produzione operistica di Rimsky Korsakov non è molto conosciuta fuori dalla Russia, ed è un peccato perché si tratta di partiture dalla stupenda scrittura orchestrale e vocale, rivestita di una strumentazione che produce effetti coloristici davvero irresistibili per la loro squisita bellezza. Anche La notte prima di Natale è un’opera ricca di pagine ispiratissime e di un ritmo teatrale coinvolgente, tramite il quale la fiaba del fabbro che riesce a conquistare la ragazza di cui è innamorato procurandosi gli stivaletti della Zarina con l’aiuto del Diavolo, viene raccontata in maniera assolutamente avvincente grazie a una musica sempre di altissimo livello, ricca di melodie di origine popolari che vengono elaborate dal compositore in maniera magistrale.

Con una scelta assolutamente azzeccata, la Bayerische Staatsoper ha affidato la messinscena a Barrie Kosky, regista che nei suoi spettacoli dimostra sempre di possedere una fortissima immaginazione e che con una partitura di questa genere ha avuto la possibilità di scatenare tutta la sua fantasia. A partire dall’idea del coro presente in scena che all’inizio dello spettacolo accoglieva il direttore con un applauso, Il racconto scenico creato da Kosky era veramente ammirevole per ricchezza di idee e vivacità narrativa. In una scena senza riferimenti temporali, con i cantanti vestiti quasi da figure dei cartoni animati e con gli interventi di ballerini e acrobati, la favola si sviluppava in una splendida alternanza di momenti sentimentali, comici e grotteschi senza la minima traccia di platealità o cadute di gusto. Uno spettacolo allegro, coloratissimo e davvero perfetto per concezione e trattamento scenico, sicuramente uno dei risultati migliori tra quelli ottenuti dal grande regista australiano in tutta la sua carriera.
Anche la parte musicale era senza dubbio di altissimo livello. Vladimir Jurowski è un profondo conoscitore della musica di Rimski Korsakov e la sua direzione era assolutamente esemplare per fantasia, ricchezza dinamica, senso del fraseggio e bellezza di sonorità, squisitamente realizzate dalla Bayerische Staatsorchester che in una partitura come questa aveva la possibilità di mettere in mostra tutta la sua bravura tecnica. Quella del maestro russo-tedesco era un’interpretazione da considerare di assoluto riferimento, che a me personalmente ha fatto venire il desiderio di ascoltarlo dirigere opere come La fidanzata dello Zar o Il gallo d’oro, delle quali potrebbe offrire esecuzioni davvero interessanti. A completare lo splendido esito artistico di un’esecuzione davvero degna di un grande teatro internazionale era una compagnia di canto omogenea e di livello complessivo eccellente. La migliore prestazione era sicuramente quella del soprano russo Elena Tsallagova, che a Monaco tre anni fa era stata una splendida Bystrouska nella Piccola volpe Astuta di Janáček e che ha raffigurato una Oksana vivace, sentimentale ma determinata fino quasi alla sfrontatezza, cantata molto bene con una voce di bel colore e buona estensione. Il tenore pietroburghese Sergey Skorokhodov impersonava il fabbro Wakula con mezzi vocali robusti e di buona proiezione. Tra le voci gravi maschili, la più interessante quella del basso finlandese Matti Turunen, interprete del cosacco Pazjuk, davvero attraente per bellezza e profondità. Scenicamente e teatralmente davvero irresistibili per comicità e arguzia erano le caratterizzazioni di Ekaterina Semenchuk come Sorocha, del tenore berlinese Tansel Akzeybek nelle vesti del Diavolo e del basso Dmitry Uljanov come Tschub, il padre di Oksana. Impeccabili anche le prestazioni di tutti gli interpreti delle parti di fianco. Il pubblico si è divertito moltissimo e un successo trionfale ha salutato l’esecuzione di un’opera davvero da riscoprire come molte altre del repertorio russo. Foto Geoffroy Schied