Roma, Casina Vignola Boccapaduli: “Nuova Apertura”

Roma, Casina Vignola Boccapaduli
LA CASINA VIGNOLA BOCCAPADULI
Roma, 20 dicembre 2025

La Casina Vignola Boccapaduli, edificio storico affacciato su piazza di Porta Capena, occupa una posizione di singolare rilevanza nel palinsesto urbano romano, là dove l’antica porta segnava l’accesso monumentale alla via Appia, arteria primaria della Roma repubblicana e imperiale. La sua presenza, apparentemente discreta, si configura oggi come un nodo di raccordo tra stratificazioni storiche, politiche di tutela e nuove modalità di fruizione del patrimonio culturale, in un’area che rappresenta uno dei più densi e complessi paesaggi archeologici del mondo. Originariamente concepita come dimora suburbana del conservatore capitolino Prospero Boccapaduli, la costruzione cinquecentesca – attribuita in modo suggestivo ma non documentato a Jacopo Barozzi detto il Vignola – nasceva in un contesto ancora segnato dalla compresenza di vigne, orti e rovine monumentali. Il nome stesso dell’edificio, oscillante tra l’evocazione di un grande architetto del Rinascimento e il riferimento semantico alla “vignola” come luogo agricolo, restituisce l’ambiguità fertile di un’architettura sospesa tra rappresentanza nobiliare e rapporto diretto con il paesaggio. Il profondo intervento di valorizzazione recentemente concluso, sotto la direzione scientifica della Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, ha restituito alla Casina una funzione pubblica coerente con la sua collocazione strategica. Oggi Vignola Boccapaduli si propone come punto di riferimento informativo per cittadini e visitatori, crocevia tra l’Area Archeologica Centrale e la via Appia Antica, a breve distanza dal Celio, dal Palatino e dall’Aventino. Il portico cinquecentesco in travertino del piano terra è stato trasformato in uno spazio di accoglienza e servizio, destinato alla vendita dei biglietti del sistema dei Musei Civici e di prodotti editoriali, nonché a infopoint per i principali siti monumentali dell’area. L’intervento architettonico, finanziato con fondi giubilari, si distingue per un approccio misurato e rispettoso del contesto storico. L’inserimento di vetrate a taglio termico e acustico, un nuovo sistema di climatizzazione e la sostituzione degli infissi in legno con serramenti tecnologicamente aggiornati rispondono a esigenze di comfort e sostenibilità senza alterare la leggibilità dell’impianto originario. Particolare attenzione è stata riservata all’accessibilità: la realizzazione di una rampa esterna, progettata in coerenza con il paesaggio storico, consente la rimozione delle barriere architettoniche, riaffermando il principio dell’accesso universale al patrimonio. All’interno, un nuovo impianto di illuminazione e un desk centrale disegnato su misura articolano lo spazio in diverse aree funzionali: postazione informativa per il personale, sedute dotate di prese elettriche per la ricarica dei dispositivi mobili, superfici per la consultazione e una piccola libreria. L’insieme restituisce un ambiente sobrio e contemporaneo, capace di dialogare con la materia storica senza sovrapporsi ad essa. Il nuovo ruolo della Casina è sancito da un protocollo d’intesa tra il Parco Archeologico dell’Appia Antica e la Sovrintendenza Capitolina, che individua nell’edificio un punto di collegamento tra Celio, Colosseo e Terme di Caracalla, nonché una stazione di partenza per percorsi pedonali e ciclabili diretti verso l’Appia Antica e, idealmente, verso i Castelli Romani lungo il tracciato dell’antica via consolare. Questo intervento si inserisce nel più ampio progetto del Centro Archeologico Monumentale (CArMe), piano strategico di trasformazione dell’area compresa tra Fori, Colosseo, Celio, Terme di Caracalla, Circo Massimo e Campidoglio. La Nuova Passeggiata Archeologica, primo tassello di questo disegno, configura un grande anello pedonale continuo, restituendo unità e leggibilità a un contesto frammentato da decenni di interventi infrastrutturali. Dal punto di vista storico, la Casina Vignola Boccapaduli è essa stessa esito di una ricostruzione critica della memoria urbana. Con le leggi sulla zona monumentale di Roma tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, e con l’istituzione della Commissione Reale per la Passeggiata Archeologica, si avviò un processo di radicale trasformazione della valle tra Celio e Aventino. Il casino originario di Prospero Boccapaduli fu demolito perché divenuto ostacolo al nuovo tracciato di via delle Terme di Caracalla, ma la Commissione si impegnò a ricostruirlo nel sito attuale. Nel 1911 l’architetto Pietro Guidi riedificò l’edificio in piazzale della Moletta, recuperando elementi decorativi in travertino e rispettando, per quanto possibile, volumetrie e impianto originari. Sul fianco destro fu murata una lapide a memoria del fons Mercurii, antica sorgente consacrata al dio, ulteriore testimonianza della stratificazione sacra e simbolica del luogo. L’inaugurazione della Passeggiata Archeologica, il 21 aprile 1917, Natale di Roma, sancì definitivamente il valore simbolico di questo spazio. Oggi, a oltre un secolo di distanza, la Casina Vignola Boccapaduli torna a svolgere una funzione pubblica e civile, confermandosi non solo come edificio recuperato, ma come dispositivo culturale attivo, capace di mettere in relazione storia, paesaggio e cittadinanza in una delle soglie più eloquenti della città eterna.