Roma, Museo Archeologico Nazionale Romano: “Riapre il Medagliere del Museo Nazionale Romano”

Roma, Museo Archeologico Nazionale Romano
MEDAGLIERE DEL MUSEO NAZIONALE ROMANO
Direzione e coordinamento
Alfonsina Russo
– Capo Dipartimento per la Valorizzazione del Patrimonio Culturale

Edith Gabrielli – Direttrice Generale Vittoriano e Palazzo Venezia (già Direttrice ad interim MNR)
Federica Rinaldi – Direttrice Museo Nazionale Romano
Curatela e progetto scientifico
Marta Barbato
– Responsabile Medagliere MNR

Agnese Pergola – Funzionaria e responsabile di sede Palazzo Massimo
Simona Ricchitelli – Funzionaria, area tecnica e allestitiva
Marina Angelini – Restauratrice, sezione Medagliere MNR
Roma, 22 dicembre 2025
Riaprire il Medagliere del Museo Nazionale Romano significa restituire alla città e al pubblico uno dei luoghi più densi di memoria della nostra istituzione. Non si tratta soltanto di riaprire una sezione museale rimasta a lungo inaccessibile, ma di ricollocare al centro del discorso culturale un patrimonio che racconta, forse più di ogni altro, la storia del potere, del valore e della rappresentazione attraverso la materia. La moneta, nell’antichità romana e non solo, non fu mai un semplice strumento di scambio: fu immagine, linguaggio, autorità resa visibile. Ogni moneta porta con sé una responsabilità simbolica. Incisa nel metallo, essa rende presente il potere là dove il potere non può fisicamente essere. Attraversa confini, mercati, territori, parlando a chi non sa leggere attraverso immagini codificate, ritratti, segni divini e formule celebrative. La moneta è, a tutti gli effetti, uno dei primi mezzi di comunicazione di massa della storia, e il Medagliere ne custodisce la lunga e complessa genealogia. La riapertura, dopo sei anni di chiusura, è il risultato di un lavoro paziente e condiviso, che ha riguardato aspetti conservativi, scientifici, ambientali e allestitivi. Tornano oggi visibili oltre mezzo milione di reperti: monete, medaglie, pesi monetali, tessere, strumenti di conio, gemme, oreficerie e manufatti metallici che coprono un arco cronologico vastissimo, dal V secolo a.C. fino all’età contemporanea. Una ricchezza che rende questo Medagliere uno dei più importanti a livello internazionale. Le origini di questa raccolta coincidono con quelle del Museo stesso. Sin dagli inizi del Novecento, la volontà fu quella di sottrarre la moneta alla dispersione e al solo interesse collezionistico, riconoscendole pieno valore di fonte storica. Dopo una prima sistemazione alle Terme di Diocleziano, dal 1996 il Medagliere ha trovato sede stabile a Palazzo Massimo alle Terme. La lunga chiusura, necessaria per adeguamenti strutturali e per un ripensamento complessivo del settore, aveva temporaneamente interrotto il dialogo con il pubblico. La riapertura segna oggi un momento di rilancio e di responsabilità culturale. Il Medagliere conserva due anime complementari. Da un lato i materiali provenienti dagli scavi, in gran parte rinvenuti nel territorio di Roma e del Lazio durante i grandi interventi urbanistici della capitale e nella sistemazione dell’alveo del Tevere; dall’altro i materiali confluiti attraverso donazioni e acquisizioni, frutto di una lunga storia di collezionismo erudito. Questa doppia natura restituisce una visione completa della moneta come oggetto d’uso quotidiano, di deposito, di offerta votiva e di studio scientifico. Particolarmente significativo è il nucleo proveniente dal deposito votivo delle Aquae Apollinares di Vicarello, sulle rive del lago di Bracciano. Qui, nel corso di secoli, furono accumulate migliaia di monete insieme a oggetti metallici di straordinaria qualità: coppe, anforette, utensili, vasi rivestiti in oro, argento e bronzo. I celebri bicchieri con inciso l’itinerario da Roma a Gades rappresentano una testimonianza unica della mobilità romana e del carattere internazionale del santuario. Il restauro di questi materiali ha restituito dettagli decorativi e tecnici che ampliano significativamente la nostra conoscenza delle pratiche votive e delle tecniche di lavorazione del metallo in età romana. Un altro punto centrale del nuovo percorso riguarda il sistema monetario romano prima dell’introduzione del denario. Si tratta di una fase complessa e poco nota, segnata da sperimentazioni, pluralità di forme e standard ponderali non ancora uniformi. Monete romano-campane, barre fuse in bronzo, aes grave librale raccontano un momento cruciale della storia romana, in cui l’organizzazione monetaria si intreccia con l’espansione militare e con la costruzione di nuove strutture politiche. In questo contesto si inserisce uno dei pezzi più straordinari dell’intero Medagliere: un rarissimo multiplo da dieci assi, testimonianza concreta delle tensioni economiche e belliche della media Repubblica. La moneta, in tutte queste fasi, si conferma strumento di rappresentanza prima ancora che di scambio. Il diritto di coniare equivale al diritto di governare, e ogni immagine impressa sul metallo è una dichiarazione di sovranità. Questo principio attraversa anche il medioevo e l’età moderna, quando la frammentazione del potere politico si riflette in una molteplicità di emissioni, ciascuna portatrice di identità e legittimazione. In questo quadro si colloca la straordinaria collezione numismatica di Vittorio Emanuele III, la più ampia raccolta di monete di zecca italiana dall’età medievale all’età contemporanea. Il suo studio rigoroso e sistematico della moneta rappresenta ancora oggi un riferimento imprescindibile per la disciplina. L’esposizione di una selezione significativa di questi materiali, affiancata dal busto del sovrano e da un filmato storico che documenta la prima esposizione pubblica della collezione, restituisce al visitatore non solo un patrimonio numismatico, ma una pagina di storia culturale e istituzionale del nostro Paese. La riapertura del Medagliere è stata accompagnata da un miglioramento complessivo delle condizioni di visita: nuovi apparati didascalici, adeguamento degli spazi, servizi rinnovati, attenzione all’accessibilità e alla qualità dell’esperienza. Tornano inoltre visibili reperti iconici legati al tema del potere e del rito, ampliando ulteriormente il racconto. In un’epoca in cui il denaro è sempre più smaterializzato, ridotto a cifra digitale, il Medagliere restituisce al pubblico la dimensione fisica, simbolica e culturale del valore. Le monete, con il loro peso, la loro usura, le immagini che portano incise, ricordano che il valore non è mai neutro, ma nasce da un patto sociale, da un’autorità riconosciuta, da una rappresentazione condivisa. Riaprire il Medagliere significa, oggi, offrire uno spazio di conoscenza e di riflessione sul nostro passato, per comprendere più consapevolmente il presente.