Roma, Sala Umberto
FINCHE’ GIUDICE NON CI SEPARI
di Augusto Fornari, Toni Fornari, Andrea Maia e Vincenzo Sinopoli
Con Biagio Izzo
con la partecipazione straordinaria di Augusto Fornari e con in o.a. Adriano Falivene, Carla Ferraro,Roberto Giordano, Adele Vitale
regia di Augusto Fornari
produzione A.G. Spettacoli Tradizione e Turismo
musiche Gruppo SMP
assistente alla regia Ciro Paciullo
scene Massimo Comune
disegno luci Luigi Raia
costumi Federica Calabrese
grafica Max Laezza
organizzazione Giacomo Monda
Roma, 02 dicembre 2025
“Finché giudice non ci separi” approda al Sala Umberto con la sua capacità di trasformare un tema complesso come la separazione in una commedia divertente, leggera ma mai superficiale. È uno spettacolo che fa ridere, ma che allo stesso tempo lascia affiorare riflessioni sincere. Il finale può essere definito una “commedia dolce”: non un lieto fine forzato, ma un approdo emotivo morbido, umano, che restituisce allo spettatore un senso di tenerezza verso i personaggi e, in qualche modo, verso se stesso. Si ride tanto, ma si esce con quella sensazione di calore che solo le storie vere, anche quando sono buffe, sanno lasciare.
Mauro, Paolo, Roberto e Massimo sono quattro amici, tutti separati. Massimo, libraio antiquario, è fresco di separazione e ha appena tentato il togliersi la vita. Il giudice gli ha levato tutto: la casa, la figlia e lo ha costretto a versare un cospicuo assegno mensile alla moglie. Con quello che resta del suo stipendio gli amici gli hanno trovato uno squallido appartamento, 35 mq. Massimo è disperato e i tre amici gli stanno vicino per rincuorarlo e controllare che non riprovi a mettere in atto l’insensato gesto. Ognuno da consigli su come affrontare la separazione, questa nuova situazione e come ritornare a vivere una vita normale. Proprio quando i tre sembrano essere riusciti a riportare alla ragione il loro amico, un’avvenente vicina di casa suona alla porta. All’apparire dell’affascinante donna, gli amici hanno un guizzo. Ma la sorpresa sarà grande quando i 4 amici scopriranno chi è la donna misteriosa.
La regia di Augusto Fornari sceglie una linea di recitazione essenziale, priva di fronzoli, proprio per creare l’impressione di assistere a un frammento di vita quotidiana. I dialoghi sono rapidi, continui, diretti: per nulla semplice; un vero flusso di coscienza condiviso tra amici che si sostengono, si provocano, si pungolano e si confessano. La comicità nasce dalla realtà, non dalla caricatura, e questo rende ancora più semplice identificarsi in uno dei protagonisti: chiunque ritrova un pensiero, un difetto, un dolore o una situazione vissuta in prima persona. Oltre alla presenza brillante di Biagio Izzo, che guida il pubblico con ironia e calore, merita un forte applauso tutto il cast: Augusto Fornari, Adriano Falivene, Carla Ferraro, Roberto Giordano e Adele Vitale. Gli attori dimostrano un affiatamento solido, precisione nei tempi comici e naturalezza. Ognuno porta un’energia distinta, ben definita, contribuendo a creare un gruppo credibile e umano.
È la coralità, più che il singolo, a rendere lo spettacolo così efficace: una partitura comica e emotiva suonata all’unisono. La scenografia, curata nei dettagli e ben organizzata, ricostruisce con efficacia lo squallido appartamento di Massimo, trasformandolo in un piccolo teatro delle fragilità. Gli abiti, realistici e coerenti, contribuiscono alla verosimiglianza dell’insieme. Il disegno luci è semplice e pulito, adatto a una storia che vuole parlare la lingua della quotidianità. La musica, per quanto piacevole, a tratti risulta leggermente dissonante rispetto ai toni della scena, ma senza mai disturbare davvero il racconto. A conferma della riuscita dello spettacolo, il pubblico ha applaudito con forza, accompagnando gli attori con vere e proprie urla di entusiasmo. Si ride molto e si torna con qualcosa in più: una piccola riflessione, un sorriso più consapevole, la sensazione di aver guardato da vicino un pezzo di vita che potrebbe essere il nostro.
Roma, Sala Umberto: “Finché giudice non ci separi”