Gilles Binchois (ca 1400-1460): “Loyal Souvenir”

Gilles Binchois (ca 1400-1460): Sanctus; Adyeu ma tres [Adieu mes tres belles amours] (instrumental); Veneremur Virginem; Je loemors [ Je loe amours] (instrumental); Salve sancta parens; Qui vult messite [Qui veut mesdire si mesdie] (organ); Adieu, jusques je vous revoye; Dixit sanctus Philippus (instrumental); Dixit sanctus Philippus (instrumental); Gloria ‘hominibus’; En sera il mieulx voustre cuer; Redeuntes in re (instrumental); Jamais tant que je vous revoye (instrumental); J’ay tant de deul que nul homs peut avoir; Triste plaisir basse danse (instrumental); Adyeu ma tres belle [Adieu mes tres belles amours] (organ); Depuis le congié que je pris; Geloymors [ Je loe amours] (organ); Agnus Dei ‘cum jubilo’. Le miroir de musique. Grace Newcombe (soprano, arpa gotica, organo gotico). Dorothea Jakob (soprano). Sabine Lutzenberger & Tessa Roos (mezzosoprani). Ivo Haun de Oliveira & Jacob Lawrence (tenori). Cyprien Sadek (baritone). Claire Piganiol (arpa gotica). Elizabeth Rumsey (viella, viola d’arco). Aliénor Wolteche (viella). Silke Schulze (bombarda, pipa & tabor). Marc Lewon (quinterna, liuto). Rui Stähelin (liuto). Henry van Engen (tromba da tirarsi). Baptiste Romain (viella, ribeca, cornamuse e direzione). Registrazione: Aprile 2024 presso Leymen (F), chiesa di Saint-Léger. T. Time: 74′ 1 CD Ricercar LC08851
Nato a Mons nel 1400 e morto a Soignes, nell’Hainaut, nel 1460, Gilles Binchois fu uno dei massimi esponenti della scuola polifonica fiamminga, chiamata anche borgognona o franco-fiamminga che fiorì attorno alla corte del duca di Borgogna Filippo l’Ardito e del suo successore Filippo il Buono. Dopo aver svolto la funzione di organista presso la chiesa di San Waudru a Mons, Binchois, tra il 1420 e il 1430, entrò al servizio della cappella borgognona in qualità di cantore, come si evince dal suo mottetto Nove cantum melodie. Ritiratosi dalla sua attività, si stabilì, mantenendosi probabilmente con una generosa pensione, a Soignes, dove sarebbe morto nel 1460. Il suo soggiorno nell’ambiente di corte diede un nuovo impulso alla sua cultura che si rifletté nella sua produzione musicale. Egli, infatti, mostrò vivo interesse per la poesia, soprattutto di Alain Chartier, di Charles d’Orléans e di Christine de Pisan, dalle cui opere derivò i versi che gli sarebbero serviti per le sue chansons. La sua produzione è, infatti, costituita da circa 60 chansons scritte principalmente nella forma del rondeau. Nata nell’ambiente di corte, la produzione di Binchois ne riflette le caratteristiche essenziali soprattutto nell’eleganza delle melodie affidate al superius, il quale detiene un ruolo predominante sulle altre voci che accompagnano. Quest’ultime, inoltre, possono essere sostituite da strumenti musicali in una concezione che, tuttavia, non esclude, in alcuni passi, interessanti intrecci polifonici. Meno cospicua è la produzione sacra, nella quale Binchois trasferì alcuni procedimenti già adottati nella musica profana, come, soprattutto, la predominanza assunta dalla parte superiore, alla quale è affidata la melodia che, in questo caso, è di origine liturgica. Di estremo pregio è questa proposta discografica dell’etichetta Ricercar dedicata ad alcune opere di Binchois, alcune delle quali di rara esecuzione, come la ballata J’ay tant de deul que nul homs peut avoir, che, tratta dallo Chansonier di Oxford, presenta dei problemi inerenti all’interpretazione della struttura ritmica, o ancora En sera il mieulx a voustre cuer, del quale è stato ricostruito il testo francese, non riportato nel codice del 1441, nel quale si leggevano la parte musicale e il testo italiano, grazie a un canzoniere che era stato posseduto dal Cardinale di Rohan. Nel Cd si possono ascoltare anche delle trascrizioni strumentali di brani quali Adyeu mes tres belles amours, Je loe amours e Qui veut mesdire, provenienti dal Buxheimer Orgelbuch, una raccolta di arrangiamenti per strumenti a tastiera proveniente dal Sud della Germania e risalente al 1460, che testimonia il profondo interscambio esistente fra la musica vocale e quella strumentale nel XV sec., dal momento che quest’ultima spesso era una trascrizione della prima. Questi, insieme ad altri lavori sacri di Binchois, come il mottetto Veneremur Virginem, Salve sancta parens e Gloria ‘hominibus’, sono eseguiti in modo egregio dall’ensemble Le miroir de musique costituito da  Grace Newcombe (soprano, arpa gotica, organo gotico), Dorothea Jakob (soprano), Sabine Lutzenberger e Tessa Roos (mezzosoprani), Ivo Haun de Oliveira, Jacob Lawrence (tenori), Cyprien Sadek (baritone), Claire Piganiol (arpa gotica), Elizabeth Rumsey (viella, viola d’arco), Aliénor Wolteche (viella), Silke Schulze (bombarda, pipa e tabor), Marc Lewon (quinterna, liuto), Rui Stähelin (liuto). Henry van Engen (tromba da tirarsi) e Baptiste Romain (viella, ribeca, cornamuse e direzione). Si tratta di un gruppo di specialisti di questo repertorio che riesce nell’intento di trasportare l’ascoltatore nel mondo musicale di Binchois grazie anche all’uso di strumenti storici e a un approccio storicamente informato.