Milano, MTM Teatro Leonardo: “Sinceramente bugiardi”

Milano, MTM – Teatro Leonardo, Stagione 2025/26
SINCERAMENTE BUGIARDI”
Di Alan Ayckbourn nella traduzione  di Luigi Lunari
Con Max Pisu, Matteo Pisu, Valeria Lo Verso, Roberta Petrozzi
R
egia Marco Rampoldi
C
ollaborazione alle scene Lucio Diana
C
ostumi Laura Liguori
C
oproduzione Manifatture Teatrali Milanesi, Rara produzione in accordo con Arcadia & Ricono Ltd per gentile concessione di Casarotto Ramsay & Associates Ltd
Milano, 20 gennaio 2026
Alan Ayckbourn, in Inghilterra, è una leggenda: con settantacinque commedie scritte e messe in scena in cinquantadue anni, Sir Alan – giacché è stato pure nominato baronetto – incarna per il teatro inglese la commedia borghese del Novecento, lontana dalla lotta di classe di Osborne e Delaney, tanto quanto dal desiderio di scandalo di Orton, meno cerebrale di Stoppard e Pinter, ma comunque consapevole del milieu culturale nel quale si innesta. “Relatively speaking” (in italiano “Sinceramente bugiardi”) del ‘67, è la sua consacrazione, vi rivive tutta la tradizione della pochade, la commedia degli errori a sfondo sentimentale di Faydeau e Wilde: due coppie, una di giovani, l’altra di mezz’età, un adulterio a legarli, una serie di equivoci di per sé scioccherelli che, però, innescati dai ritmi scenici, esplodono in maniera esilarante. Una commedia che non avverte i segni del tempo, e per questo rimaniamo un po’ disorientati dalla decisiva connotazione cronologica che vuole dare la regia di Marco Rampoldi, con riferimenti musicali e un muro per la scena iniziale composto di copertine di dischi iconici e film musicarelli di fine anni Sessanta – oltre che con una discutibile acconciatura al protagonista più giovane. Per il resto le scene approntate da Lucio Diana sono essenziali quanti efficaci, così come la regia che si avvale di giochi en silhouette. Ma, come prevedibile, è il lavoro degli attori che fa funzionare tutta la recita: Max Pisu e suo figlio Matteo condividono un innato, spontaneo talento comico che mettono totalmente a servizio del testo, ottenendo gli effetti sperati, anche se talvolta si rifugiano – specialmente Pisu “il giovane” – in qualche forzatura (pensiamo alla scena iniziale delle pantofole); accanto a loro Valeria Lo Verso e Roberta Petrozzi forniscono prove all’altezza della situazione, inserendosi perfettamente nelle dinamiche della paradossale vicenda e oliando con frizzantezza gli ingranaggi della commedia. La formula è semplice e funziona a meraviglia, scatenando l’ilarità del pubblico – e in questo caso ci deve bastare, perché la commedia di Ayckbourn nasce appositamente per questo, per il puro intrattenimento della stessa borghesia che ridicolizza in scena, e sarebbe per l’appunto ridicolo pretendere altro. Foto Fabrizio De Martino