Napoli, Teatro Bellini: “La città dei vivi” dal 27 gennaio al 1º febbraio 2026

Dal 27 gennaio al 1º febbraio 2026, al Teatro Bellini, va in scena La città dei vivi, liberamente tratto dal romanzo di Nicola Lagioia. Regia, video e drammaturgia, videomaking e regia video sono di Ivonne Capece; le scene sono di Rosita Vallefuoco; costumi e concept visivo: Micol Vighi; light designer: Luigi Biondi; sound designer: Simone Arganini; riprese: Antar Corrado; post-produzione video: Domenico Parrino.
Con: Sergio Leone, Daniele Di Pietro, Pietro De Tommasi, Cristian Zandonella. Interpreti in video: Tindaro Granata, Arianna Scommegna, Pasquale Montemurro, Marco Té, Samuele Finocchiaro, Stefano Carenza, Pietro Savoi, Lorenzo Vio, Ioana Miruna, Penelope Sangiorgi, Barbara Capece, Luigi de Luca, Pietro Gennuso, Giuseppina Manaresi, Olmo Broglia Anghinoni.
Produzione Elsinor Centro di Produzione Teatrale, TPE Teatro Piemonte Europa, Teatri di Bari, Fondazione Teatro di Napoli – Teatro Bellini, Teatro di Sardegna.
Un delitto brutale scuote Roma: due giovani sotto sostanze stupefacenti torturano e uccidono un coetaneo in un appartamento, senza apparente motivo. Questo fatto di cronaca realmente accaduto diventa metafora per scavare nel buio delle nostre coscienze. La prima produzione Elsinor 2025 è uno spettacolo struggente con attori reali e semi olografici sul rapporto genitori-figli, sulla bellezza e la violenza.
La città dei vivi, bestseller mondiale di Nicola Lagioia, nuova creazione della regista e digital artist Ivonne Capece, interroga il confine tra narrazione e realtà, esigenza artistica e ossessione esistenziale. Non è la cronaca di un delitto, ma il riflesso di un’autopsia interiore.
AVVERTENZA: «Lo spettacolo […] è un’opera di finzione, seppur liberamente ispirato ad un romanzo che tratta vicende di cronaca note al pubblico. Esso non ha finalità informative, documentaristiche o giornalistiche, né intende rappresentare fedelmente fatti, persone o responsabilità realmente accertate. […] Eventuali riferimenti a nomi, situazioni o dinamiche riconoscibili sono frutto di elaborazione drammaturgica e non devono essere intesi come affermazioni veritiere o ricostruzioni attendibili dei fatti. […] In nessun caso la rappresentazione va intesa come accusa, insinuazione o giudizio reale nei confronti di soggetti eventualmente riconoscibili. Ogni elemento narrativo mira a manipolare la vicenda specifica per raccontare una storia universale, proposta in chiave poetica, simbolica e provocatoria.».
N. B. Lo spettacolo non è adatto ai minori di 16 anni. Qui per ulteriori informazioni.