Napoli, Teatro San Carlo: “Lo Schiaccianoci”

Napoli, Teatro di San Carlo, Stagione di balletto 2025/2026
“LO SCHIACCIANOCI”
Balletto in due atti e tre scene su uno scenario di Marius Petipa dalla versione di Alexandre Dumas padre del racconto di  E. T. A. Hoffmann, Nußknacker und Maüsekönig (Schiaccianoci e il Re dei Topi)
Musica Pëtr Il’c Čajkovskij
Coreografia Simone Valastro
Clara CLAUDIA D’ANTONIO

Principe DANILO NOTARO
Orchestra, Étoiles, Solisti e Corpo di Ballo del Teatro di San Carlo con la partecipazione della Scuola di Ballo e del Coro di Voci Bianche del Teatro di San Carlo

Direttore  Maurizio Agostini
Maestro del Coro di Voci Bianche  Stefania Rinaldi
Scene Nicola Rubertelli
Costumi Giusi Giustino
Luci Valerio Tiberi
Video Alessandro Papa

Allestimento del Teatro di San Carlo 
Napoli, 2 gennaio 2026
Anche quest’anno il Teatro di San Carlo accoglie tra le sue sontuose mura Lo Schiaccianoci, nella ripresa coreografca di Simone Valastro, con l’orchestra diretta da Maurizio Agostini. Una scelta che coniuga canone e modernità: un caposaldo del repertorio classico riletto attraverso un linguaggio attuale che, volutamente, non stravolge la storia ma ne rispetta l’impianto narrativo e poetico. La sala è gremita, i palchi colmi fino al loggione. Un pubblico eterogeneo, di tutte le età, conferma uno dei grandi meriti de Lo Schiaccianoci: la sua capacità di parlare a generazioni diverse, rinnovando ogni volta il proprio incanto. Ispirato al racconto di E.T.A. Hoffmann e dalla riscrittura di Alexandre Dumas, Lo Schiaccianoci è una delle tre “corone” musicate da Pëtr Il’ič Čajkovskij per Marius Petipa: un balletto che fa sognare, che accoglie, che fa sentire a casa.  Il sipario si apre su un portone dal quale entrano gli invitati a Casa Stahlbaum, le scene sono di Nicola Rubertelli, che si contraddistinguono per maestosità e ricchezza dei dettagli.
L’atmosfera è subito accogliente: l’albero di Natale in scena, i colori caldi e la vivacità dei bambini interpretati dagli allievi della Scuola di Ballo del Teatro conducono immediatamente in una dimensione familiare e rassicurante. Clara è interpretata da Claudia D’Antonio, nominata Étoile nel 2023 sotto la direzione di Clotilde Vayer, che lascia dal 1° gennaio di quest’anno la direzione a Renato Zanella. La sua Clara rispecchia pienamente le caratteristiche del personaggio: briosa, sognante, ingenua ed entusiasta. Limpida nella tecnica come nell’interpretazione. Particolarmente riuscita la connessione con Fritz, il fratello di Clara, interpretato da Pietro Valente: insieme restituiscono al pubblico una dimensione di gioco e di scherzo autentico. Giuseppe Ciccarelli dà vita a un Drosselmeyer eccentrico e misterioso, in piena aderenza alla scrittura scenica, e che donerà a Clara lo Schiaccianoci. Dopo un’ironica danza dei nonni, che coinvolge il corpo di ballo, cala la notte: ed è allora che fanno irruzione i topi con il loro Re, numerosi e infestanti, nel tentativo di intrappolare Clara. La giovane li affronta con coraggio, cercando invano di divincolarsi. In suo soccorso giunge lo Schiaccianoci/Principe interpretato da Danilo Notaro Étoile dal 2023, che, fino a quel momento semplice giocattolo malridotto donato a Clara, prende vita. Notaro conferisce al personaggio un’aura coraggiosa e nobile, lo interpreta con eleganza costruita attraverso una tecnica pulita e un fraseggio coreografico chiaro, che privilegia la musicalità e la qualità del movimento. La sua danza restituisce un senso di protezione e affidabilità, mantenendo intatto il clima fiabesco dell’opera. Entrano in scena i soldati, dando avvio alla battaglia contro i topi: potenti e puliti nei movimenti, si muovono in equilibrio tra il linguaggio coreografico tradizionale ed elementi nuovi, esprimendo in modo totalizzante la forza dell’ensemble. Il Principe e il Re dei Topi si affrontano in un combattimento corpo a corpo; questa volta è Clara a intervenire in soccorso del Principe, colpendo alle spalle il Re dei Topi e favorendo così il suo amato. Il Principe sconfigge definitivamente il Re dei Topi, strappandogli dal capo la preziosa corona. Il cambio scena avviene a vista: il salotto si trasforma in un bosco innevato che accoglie i due innamorati. Il pas de deux delle due Étoiles diventa allora manifestazione pura della magia dell’amore, con una sintonia avvolgente che avvince lo sguardo e sospende il tempo scenico. Piccoli fiocchi di neve scendono dal cielo, siamo ad uno dei momenti più iconici del balletto. Impeccabili i diciotto fiocchi di neve con la Regina dei fiocchi interpretata da Annalina Nuzzo, armoniose e rigorose, hanno saputo creare un effetto di incanto collettivo. Siamo giunti al secondo atto: menzione speciale ai Divertissements. La danza spagnola, araba, russa, cinese e la danza pastorale sono state concepite per rendere omaggio alle culture da cui traggono ispirazione, incorporando elementi delle rispettive tradizioni e dei costumi tipici. Ottima la resa della danza russa, con Giuseppe Aquila, Francesco Scotto di Perta e Luca Carannante che brillano nei salti. A seguire, il Valzer dei fiori: il corpo di ballo riempie il palco di armonia e coesione, senza alcuna sbavatura. I costumi di Giusi Giustino, con i loro delicati colori pastello, amplificano la magia della scena, rendendo il valzer una vera carezza per l’anima. Un cambio d’abito per Clara annuncia l’emozionante passo a due, accompagnato da una delle musiche più belle della storia del balletto. Il feeling tra Claudia D’Antonio e Danilo Notaro è magnetico, con applausi a scena aperta durante le due variazioni, entrambe impeccabili. Lo spettacolo si chiude tra applausi fragorosi e sorrisi commossi: uno Schiaccianoci che conferma ancora una volta il talento del Balletto e la capacità del Teatro di San Carlo di far sognare generazioni di spettatori. Tra precisione tecnica, magia scenica e sentimento, questa versione rimane impressa come un’esperienza che riscalda il cuore, proprio come i fiocchi di neve che lentamente scendono sul palco, chiudendo il sipario su un incanto senza tempo. (foto Luciano Romano)