Reggio Emilia, Teatro Municipale Valli, Stagione di Danza 2025/26
“LO SCHIACCIANOCI”
Balletto in due atti
Musica di Pëtr Il’ič Ciajkovskij
Coreografia Mauro Bigonzetti
Clara GIORGIA RAFFETTO
Lo schiaccianoci NICOLA STASI
Drosselmeyer FABIANA LONARDO
Fritz GIUSEPPE VILLAROSA
MM Contemporary Dance Company
Con: Matilde Abbati, Filippo Begnozzi, Jacopo Bellani, Elisa Bocconi, Anna Dal Maso, Sara Ferrentino, Mario Genovese, Paolo Giovanni Grosso, Aurora Lattanzi, Fabiana Lonardo, Giulia Lusetti, Sara Manzini, Luca Marchi, Lorenzo Molinaro, Federico Musumeci, Andrea Palmieri, Giorgia Raffetto, Alice Ruspaggiari, Diletta Savini, Maxime Schiavon, Nicola Stasi, Giuseppe Villarosa
Scene, luci e ideazione video Carlo Cerri
Costumi Lois Swandale, Kristopher Millar
Video OOOPStudio
Produzione LAC Lugano Arte e Cultura, coproduzione MM Contemporary Dance Company con la collaborazione produttiva di Fondazione Teatro Comunale di Modena
Reggio Emilia, 24 gennaio 2026
Dopo la prima assoluta al LAC di Lugano, e la prima nazionale del 18 gennaio 2026 al Teatro Comunale di Modena, la MM Contemporary Dance Company porta in scena
“Lo schiaccianoci” al Teatro Valli di Reggio Emilia per due spettacoli (24 e 25 gennaio). Da subito possiamo dire che “Lo schiaccianoci” di Mauro Bigonzetti sdogana, grazie alla danza contemporanea, uno spettacolo tipicamente da balletto classico, con scenografie e costumi davvero magici, rimanendo fedele alla musica senza tempo di Ciajkovskij e al testo di Ernst Theodor Amadeus Hoffmann. Ciò che rimane impresso è la forza immaginifica che irrompe sul palco per effetto delle atmosfere musicali di Ciajkovskij. Con il “Valzer dei fiori” l’intero corpo di ballo danza in una coreografia di gruppo ben calibrata e vivace. Con “La danza della fata confetto” e il suo inconfondibile xilofono, la compagnia di Michele Merola porta in scena un duetto grazioso e ben definito. Con “La Marcia” e i suoi dolci violini e le trombe, ancora il gruppo di
danzatori si contendono gli spazi scenici narrando le vicende dei protagonisti della fiaba di Hoffmann. Nel primo atto vediamo subito il misterioso sig. Drosselmeier (interpretato da Fabiana Lonardo) mentre regala a Clara, interpretata da Giorgia Raffetto, il famoso schiaccianoci, qui nelle sembianze di un burattino. Poi arrivano i roditori, guidati dal Re dei topi, che tentano di impadronirsi del burattino, però i cuochi giungono in soccorso e sventano il rapimento. Allora l’emblematico Drosselmeier anima lo schiaccianoci trasformandolo in un giovane principe che assieme a Clara balla con passione sotto la neve che cade dal cielo (valzer dei fiocchi di neve). Mentre il primo atto è spiccatamente narrativo il secondo è espositivo dove si sfoggia la bravura di ogni singolo danzatore. Qui le proiezioni video mostrano ambienti grandiosi e barocchi da sembrare ambienti metafisici; un impianto scenico visionario firmato da Carlo Cerri. Ora Clara per il Principe Schiaccianoci vive il suo primo sentimento amoroso come passaggio dall’infanzia all’adolescenza. Nel
secondo atto quindi assistiamo alla messa in scena di diverse sequenze danzate fini a loro stesse, ognuna suggellata da fragorosi applausi del pubblico. Ora spagnola (molto bello il gioco dei ventagli), poi russa, e tutte finiranno per concentrarsi nel finale con il celeberrimo Valzer dei fiori. Nel primo atto Drosselmeier è un personaggio centrale come nel racconto di E.T.A. Hoffmann a cui Bigonzetti si rifà. Nel secondo atto tutti i personaggi hanno il loro momento di gloria sul palco per effetto di una serie di coreografie cucite su di loro grazie alle musiche di Ciajkovskij. Mai visto uno Schiaccianoci così avvincente e variegato. Un plauso va senza dubbio riconosciuto a tutte le maestranze, dallo scenografo al costumista, dal coreografo ai danzatori, tanti coinvolti in uno spettacolo dei sensi che non rimpiange affatto la danza sulle punte del balletto classico. Foto di Luca Del Pia