Roma, Largo della Fontanella Borghese: “Galleria 21ART”

Roma, Largo della Fontanella di Borghese
GALLERIA 21ART
Roma, 28 gennaio 2026
Con l’apertura della nuova sede romana in Largo della Fontanella di Borghese 89, 21Art inaugura una fase decisiva del proprio percorso di espansione, presentando nella capitale non soltanto un nuovo spazio espositivo, ma una visione complessiva che intreccia programmazione culturale, ricerca curatoriale e costruzione di una comunità internazionale di artisti e collezionisti. Il nuovo indirizzo romano, oggetto di un significativo intervento di ristrutturazione firmato dal collettivo Fosbury Architecture, diviene così la cornice simbolica entro cui è stato annunciato il programma 2026 della società benefit fondata da Alessandro Benetton su un progetto dell’imprenditore Davide Vanin. La presenza di 21Art sul territorio si configura oggi come una rete articolata e in crescita, con tre sedi operative tra Roma, Padova e Treviso, cui si aggiungerà a breve Montecarlo, mentre sono previste per il 2027 nuove aperture a Milano e Cortina d’Ampezzo. Un’espansione che non appare soltanto quantitativa, ma strutturale, orientata a consolidare un ecosistema culturale capace di connettere luoghi e geografie artistiche differenti. Il modello adottato da 21Art si fonda su una duplice strategia: da un lato l’apertura di gallerie ex novo, dall’altro l’integrazione di realtà già esistenti. Nel caso di Roma, l’ingresso nel network della storica Galleria Mucciaccia non costituisce soltanto un ampliamento logistico, ma un passaggio di competenze e memoria istituzionale destinato a rafforzare l’intero gruppo. È all’interno di questa cornice che il programma espositivo 2026 si dispiega come una sequenza di otto mostre già calendarizzate, delineando un itinerario che attraversa linguaggi diversi e aree culturali, oscillando tra la scena italiana e quella internazionale. Il 13 febbraio sarà Treviso ad accogliere la personale di Pascale Marthine Tayou, in collaborazione con Galleria Continua, mentre il 16 aprile Roma ospiterà Ahmet Güneştekin, artista capace di costruire narrazioni stratificate in cui la memoria collettiva si intreccia a mitologie contemporanee. Tra il 22 e il 23 aprile si apriranno due appuntamenti paralleli: Pier Paolo Calzolari a Treviso e Piero Pizzi Cannella a Padova, in un dialogo ideale tra materia, gesto e sedimentazione pittorica. In primavera, inoltre, la personale di Jan Fabre inaugurerà la nuova sede di Montecarlo, segnando un ulteriore passo nella dimensione internazionale del progetto. Settembre vedrà un nuovo movimento delle mostre tra le sedi: Calzolari sarà protagonista anche a Montecarlo, Gonzalo Borondo esporrà a Treviso e Güneştekin approderà a Padova, confermando quella logica di circuitazione interna che costituisce uno degli elementi identitari di 21Art. Come evidenzia il direttore artistico Cesare Biasini Selvaggi, la politica culturale del gruppo si fonda su un equilibrio tra artisti emergenti ed established, tra autori direttamente rappresentati e altri coinvolti attraverso partnership. Ogni mostra diviene così parte di un percorso condiviso e non un episodio isolato. Accanto alle personali, un ruolo centrale sarà svolto dall’attività di scouting globale, con una mostra collettiva annuale dedicata ai diversi continenti. Le prime due edizioni, previste nel biennio 2026-2027, saranno concentrate rispettivamente sull’Africa e sull’America Latina, con il coinvolgimento di istituzioni e curatori-advisor locali. Significativo è anche il progetto editoriale, pensato non come semplice corredo documentario, ma come strumento critico di approfondimento. Ogni mostra sarà accompagnata da una pubblicazione inserita in una collana di un primario editore d’arte, concepita come contributo di studio durevole, capace di restituire un quadro di ricerca sugli artisti protagonisti. Il programma include inoltre un sistema di residenze d’artista sviluppato in sinergia con partner industriali di rilievo come Zoppas Industries e Sipa, aziende di riferimento internazionale nei sistemi di riscaldamento sostenibile e nelle tecnologie per il packaging. Un dialogo tra industria e arte che conferma la volontà di intrecciare produzione culturale e innovazione. A completare questa visione è il 21Art Club, una community di collezionisti, artisti e operatori di settore affiancata a ogni sede. Attraverso salotti culturali mensili e momenti di dialogo, il Club diviene luogo di relazione e confronto, offrendo anche servizi professionali di advisory, catalogazione e gestione delle collezioni. Nel 2025 è stata inoltre lanciata l’App 21Art, accessibile su iOS e Android, che raccoglie informazioni sul programma e consente ai membri del Club di usufruire di funzionalità riservate, rafforzando ulteriormente il senso di continuità tra le diverse sedi. Negli spazi di 21Art Roma è attualmente presentata, fino al 24 aprile 2026, una panoramica delle opere degli artisti del gruppo: Valerio Adami, Gonzalo Borondo, Pier Paolo Calzolari, Mario Ceroli, Jan Fabre, Ahmet Güneştekin, Ania Hobson, Cristiano Pintaldi, Piero Pizzi Cannella ed Emma Talbot. Dieci autori differenti per linguaggio e sensibilità, dall’Arte Povera alla pittura aniconica, dall’arte pubblica alla riflessione sul digitale. Dal 6 all’8 febbraio 2026, infine, 21Art parteciperà alla 49esima edizione di Arte Fiera a Bologna, presentando un dialogo inedito tra Jan Fabre e Gonzalo Borondo. 21Art si afferma così come un progetto che supera la dimensione commerciale della galleria per configurarsi come infrastruttura culturale complessa, capace di sostenere la carriera degli artisti nel lungo periodo e di costruire un dialogo virtuoso tra creazione, collezionismo e territorio. Photocredit Giorgio Benni