Senza trucco!…Maximilien Seren-Piccinni

Maximilien Seren-Piccinni è un regista Italo-belga, la cui carriera ha abbracciato il teatro di prosa, l’opera e il cinema. Nato e cresciuto in un ambiente familiare con profonde radici artistiche (discende per ramo materno dal compositore Niccolò Piccinni), si è laureato alla Universität Mozarteum di Salisburgo in regia e ha completato un master in regia per l’opera lirica al Polo Nazionale Artistico di Alta Specializzazione sul Teatro Musicale e Coreutico di Verona. Presidente del Fondo Niccolò Piccinni e Direttore Artistico del Garda Festival, Seren-Piccinni ha recentemente presentato alla 82esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia un cortometraggio, Orfeo, imperniato su una lettura visionaria del celebre mito. Lo abbiamo intervistato in occasione della promozione del film, che è in lizza per i David di Donatello 2026.
Il tratto principale del tuo carattere?
Gli altri mi vedono come una persona accogliente, divertente e generosa. Dalla famiglia ho appreso molto bene l’arte del ricevere e credo che gli abbracci e ridere in compagnia siano un vero e proprio farmaco per l’anima.
Il tuo principale difetto?
Il perfezionismo, talvolta anche troppo spinto all’eccesso…ma, diciamoci la verità, qualche volta può essere anche un pregio, soprattutto nel mio lavoro! (ride, ndr)
Segno zodiacale?
Sono un Capricorno con ascendente Leone. Un Capricorno fuori dal comune, a dire il vero, perché non mi ritrovo nei tratti freddi e calcolatori tipici del mio segno. Forse è merito del Leoncino che è in me, che mi rende più passionale e un po’ più selvaggio! (ride, ndr)
Superstizioso?
Non credo nelle superstizioni, ma credo piuttosto nelle energie che le persone e gli oggetti trasmettono. Il mio è uno stile di vita più spirituale, e ritengo fondamentale allontanare chi diffonde negatività, perché rischia di prosciugare le nostre energie. Circondatevi sempre di persone positive e dal cuore buono, e fatele diventare la vostra seconda famiglia.
Cosa volevi fare da grande?
Il Papa, non chiedetemi il perché! (ride, ndr)
Letture preferite
Sono un accanito lettore, e il genere che prediligo maggiormente, soprattutto per rilassarmi in un pomeriggio piovoso davanti al caminetto, sono le biografie. Mi piace spaziare da grandi figure storiche come Alessandro Magno a personaggi come Charlie Chaplin, perché credo che sia molto importante imparare da chi ci ha preceduto.
Un libro che hai amato…
Un libro che ho amato e amo ancora profondamente è Il Gattopardo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, perché mi ricorda simpaticamente il passato aristocratico della mia famiglia. Ne possiedo due copie: una preziosa prima edizione, che, in quanto collezionista serio, non tocco mai e custodisco gelosamente, e una copia da leggere e sfogliare, che tengo nel cassetto del comodino.
La tua famiglia ha influenzato le tue scelte ?
Non parlerei di vera e propria influenza, ma più di ispirazione, sia da parte paterna che materna. Sono cresciuto in un ambiente familiare permeato dalle arti. Mia madre discende da Niccolò Piccinni, celebre compositore del ‘700, e la sua figura, con il suo ritratto che dominava il salotto dei nonni vicino al pianoforte, dove tutti studiavano, è stata costante nella mia vita. La musica ha sempre fatto parte della mia vita quotidiana, così come il cinema, grazie a mio padre, produttore di alcuni film del regista Franco Zeffirelli. La scelta di una carriera che unisse teatro e cinema è nata in me, senza particolari spinte o pressioni familiari. Devo, però, dire che Franco è stato il primo a scorgere avvisaglie delle mie potenzialità, vedendomi giocare da bambino con dei soldatini di piombo, e notando già allora il mio occhio registico nella composizione di tableaux vivants.
La regia è stata una vocazione?
Non avrei mai potuto immaginare di fare altro, sentivo di essere nato per questo. Mi hanno spesso consigliato di intraprendere la carriera di cantante o attore, ma ho sempre seguito il mio istinto. Lo dimostra il fatto che, fin dalla scuola secondaria, mettevo in scena opere teatrali che scrivevo e dirigevo. La mia insegnante di teatro, divertita, mi concedeva piena libertà creativa, e per me era un momento fondamentale per dare libero sfogo alla mia passione.
Cosa ti manca di più nella tua vita di oggi?
Il tempo, a volte vorrei poterlo fermare per godermelo di più.
La delusione più grande?
Un amore…
I tuoi ricordi più cari?
Sono quelli legati ai personaggi che frequentavano la mia casa da bambino. All’epoca non ne percepivo la grandezza, ma oggi mi ritengo enormemente fortunato e grato che siano entrati nella mia storia, portandovi anche ispirazione. Nel corso degli anni, ho incontrato molti altri personaggi straordinari che mi hanno affascinato, insegnato tanto e con cui ho condiviso momenti di amicizia. Tra questi ricordo con piacere Sandra Milo, Franco Zeffirelli, Mario Monicelli, Franca Valeri, Paolo Villaggio, Quentin Tarantino, Kate Winslet, Joan Collins, Sophia Loren, Placido Domingo, Riccardo Muti, Katia Ricciarelli, Fabio Testi e molti altri.
Che importanza dai al denaro?
È insensato dire che il denaro non conti. Senza risorse economiche, uno spettacolo o un film non si possono realizzare… Personalmente, credo che il denaro dia molta libertà.
In cosa sei più spendaccione?
L’interior design è una delle mie passioni più costose. Se una mattina mi sveglio con l’irresistibile impulso rivoluzionario di trasformare tutto l’arredamento di casa, mi lascio trasportare e non mi pongo limiti! Dopotutto, ognuno ha le proprie “ossessioni”, no? (ride, ndr)
Collezioni qualche oggetto?
Essendo cresciuto in due famiglie dove c’era una grande attenzione alla conservazione degli oggetti storici, non potevo esimermi dal diventare a mia volta un collezionista. Nel corso degli anni ho provveduto io stesso a incrementare la quadreria di famiglia, in quanto sono un grande amante dell’arte pittorica.
Raccontami un tuo sogno ricorrente?
Il mio è sempre stato un sonno piuttosto agitato, e la notte è il momento in cui la mia creatività si scatena. Le idee più originali nascono nel mio mondo onirico, dove prendono forma visioni che potrebbero concretizzarsi nei miei progetti futuri. L’importante è avere sempre un foglio a portata di mano per annotarle al risveglio! (ride, ndr)
Di che cosa hai paura?
Della perdita delle persone care.
Il momento di maggior orgoglio
Quando tutto funziona e le cose vanno come dovrebbero andare! (ride, ndr)…ma se devo scegliere un momento di forte emozione, direi la presentazione del mio film ‘Orfeo’ alla 82ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, e la candidatura di quest’anno ai Premi David di Donatello.
La tua più grande sfida
La più grande sfida che ho affrontato è stata la costruzione del Garda Festival, una realtà nata completamente da zero, che ora sta riscuotendo un successo internazionale, consolidandosi anno dopo anno come uno degli appuntamenti e dei festival più importanti dell’estate italiana, e non solo.
A te, chi o cosa ti imbarazza?
La volgarità. A quella non c’è rimedio! (ride, ndr)
La situazione più rilassante?
A casa, con buona musica, in compagnia di amici, oppure un buon libro o un bel film: la felicità è fatta di queste cose.
Materia scolastica preferita?
La storia.
Città preferita?
Amo Londra e Parigi, ma il mio vero amore è Saint-Tropez. Ricordo le estati trascorse con la mia famiglia, fatte di gesti semplici: il pane fresco alla boulangerie, le spezie al mercato, assaporando la vita quotidiana del villaggio provenzale, lontani dal clamore del jet-set.
Colore preferito?
Il bianco, un non-colore che in realtà contiene tutti i colori.
Fiore preferito?
Le rose inglesi.
La Vacanza o il viaggio che vorresti fare.
La Polinesia francese, sulle orme di Paul Gauguin e Jacques Brel.
Giorno o notte?
Il giorno mi offre ispirazione, ma è di notte che la mia mente esplode di creatività.
La tua giornata ideale.
Una corsa all’aria aperta o una lunga passeggiata nella natura, con, al ritorno a casa, una bella tazza di tè verde che mi aspetta.
Il tuo rifugio.
Il cinema. Una sala vuota e uno schermo in cui perdermi.
Il film più amato?
Tra i miei film preferiti, “Titanic” occupa un posto speciale. L’ho visto quasi 400 volte e la sua impeccabile realizzazione tecnica mi affascina ancora.
La stagione dell’anno?
Il Natale: sono nato il 26 dicembre e credo di essere profondamente un “Christmas-aholic”.
Il posto dove si mangia peggio?
Se sai scegliere bene, puoi mangiare divinamente in ogni angolo del mondo.
Il tuo rapporto con il cibo?
Sono sempre entusiasta di provare cose nuove.
Piatto preferito?
La cucina della mia mamma. Insuperabile nella preparazione di piatti della tradizione a base di selvaggina.
Il tuo piatto forte in cucina?
Non saprei dire con precisione, mi piace sperimentare in cucina. Ho affinato le tecniche di cottura degli arrosti con mia madre e mia nonna e ho anche seguito un corso professionale di pasticceria. Poi, a detta di Ambrogio Maestri, sono il “re del risotto”!
Vino rosso o bianco?
Non bevo alcolici, ma qualche bollicina di champagne rende la vita più frizzante.
Cosa non manca mai nel tuo frigo…
Per gli amici, una bottiglia di champagne; per me, avocado e tabasco per un delizioso guacamole.
Il tuo debole in cucina…
La cucina francese e giapponese.
La musica della tua giornata?
Quando sono solo in casa e voglio prendermi del tempo per me, mi rifugio nella musica sinfonica. Posso iniziare la giornata con Wagner e concluderla con James Horner.
E quando cucini? (se cucini)
Il jazz brasiliano, per un tocco di brio in più.
La colonna sonora che avresti voluto comporre…
Quella composta da Thomas Newman per il film Fried Green Tomatoes che trovo di una bellezza struggente.
Il cantante o i cantanti preferiti?
Sono cresciuto ascoltando una cantante francofona d’eccezione che mia zia mi faceva ascoltare in continuazione. Per me, Céline Dion rimane la cantante del cuore.
A chi non conoscesse la sua voce, cosa le faresti ascoltare?
Al di là dei suoi grandi successi, ormai leggendari, gli suggerirei di scoprire le canzoni dei suoi primi lavori discografici.
Se ti fosse data l’opportunità di mettere in scena un titolo, quale sarebbe?
La Fanciulla del West di Puccini.
Il primo disco acquistato?
Una raccolta di canzoni di Natale cantate da Luciano Pavarotti, che ho avuto il piacere di farmi autografare in seguito.
Il tuo rapporto con la televisione?
Sono un appassionato di cinema, quindi non guardo molta televisione. Mi piace collezionare i miei film preferiti, soprattutto in diverse edizioni speciali e limitate, per godere appieno dell’alta definizione.
Cosa fai un’ora prima di salire sul palco?
Non salgo mai sul palco senza aver prima controllato ossessivamente ogni minimo dettaglio.
A cosa pensi quando ti guardi allo specchio?
Ai sogni che vorrei realizzare.
Come vorresti morire?
Come dice Manon: “Et si Manon devait jamais mourir, ce serait, mes amis, dans un éclat de rire!” (ride, ndr)
Stato d’animo attuale?
Avrei voglia di un dolcetto al momento! (ride, ndr)
Il tuo motto?
Il mio lato belga mi porta a condividere il nostro motto nazionale, “L’union fait la force”, un principio in cui credo fermamente.