Giovanni Antonio Cangiasi (? – c. 1614): ” Scherzi forastieri” (Milano, 1614)

Giovanni Antonio Cangiasi (? – c. 1614):  Scherzi forastieri. Federico Del Sordo (organo, clavicembalo e clavicordo). Registrazione: settembre 2023, Trivento, Cattedrale dei Santi Nazario, Celso e Vittore, Trivento; agosto 2024, Freeztudio, Roma, Italia. T. Time: 75′ 58″. 1 CD Brilliant Classics 96822
Di Giovanni Antonio Cangiasi non si conosce né la data di nascita né quella di morte e si hanno poche notizie sulla sua vita. Non si conosce nemmeno il luogo di nascita dal momento che l’aggettivo mediolaniensis, presente nel titolo di due sue opere, non implica il fatto che Milano gli abbia dato i natale, in quanto, per quanto riguarda i Frati minori conventuali, ordine del quale Cangiasi faceva parte, l’indicazione della città potrebbe riferirsi al luogo in cui sono stati presi i voti. Qualche notizia in più si ha, invece, sulla sua attività di organista che svolse presso la Cattedrale di Vercelli, nella chiesa di San Francesco a Milano, come si evince dal frontespizio del suo Secondo libro di Canzonette a tre voci (1602), nella Chiesa Maggiore (forse la Chiesa dei Santi Pietro e Paolo) di Castelnuovo Scrivia, come si può leggere nell’edizione a stampa dei suoi Scherzi forastieri, che, pubblicati nel 1614 per i tipi dell’editore Filippo Lomazzo, costituiscono anche il programma del presente CD dell’etichetta Brilliant Classics. Delle opere di Cangiasi, che ci sono pervenute, questa è l’unica raccolta non destinata all’ambito liturgica ed è costituita da 21 Canzoni, delle quali alcuni sono su temi noti come quelli de La Girometta o de La grassa, che si basa sulla famosa Aria di Fiorenza. Sono dei brani particolarmente interessanti, sebbene semplici, in quanto presentano una certa varietà e soprattutto aprono un importante scorcio sullo sviluppo della forma della Canzona rinascimentale nei primi tre decenni del Seicento. Questi lavori sono molto ben eseguiti da Federico Del Sordo sull’organo, sul clavicembalo e sul clavicordo. L’artista cerca di restituire l’originaria bellezza di queste pagine anche attraverso la scelta dell’accordatura degli strumenti fatta nel temperamento mesotonico a 1/4 di comma, che era quello in uso nel periodo, con il la a 419.3-420 Hz. La sua interpretazione, storicamente informata e guidata da un approfondito senso dello stile, mette in evidenza il carattere espressivo di queste musiche.