Orlando Gibbons (1583–1625): Fantasia for Double Organ, MB 7; Fantasia, MB 10; avan Lord Salisbury, MB 18; Galliard Lord Salisbury, MB 19; Fantasia, MB 14; Alman, MB 34; Coranto, MB 40; Fantasia, MB 13; Prelude, MB 1; Fantasia, MB 11; Peascod Time or The Hunt’s Up, MB 30; Prelude, MB 4; Plainsong Fantasia, MB 48; Fantasia, MB 12; Pavan, MB 16; Ground, MB 26; Fantasia, MB 8; Fantasia, MB 9. Stephen Farr (organo e clavicembalo). Registrazione: 11-12 settembre 2024 presso la Sidney Sussex College chapel, Cambridge. 1 CD Resonus Classics RES 10355
Discendente da una famiglia di musicisti, Orlando Gibbons, oltreché organista della cappella reale, fu l’unico dei virginalisti inglesi ad occupare un posto di virginalista, ottenuto nel mese di gennaio del 1619, presso la corte inglese insieme a quello di organista. Oltre a molta musica vocale, costituita da madrigali, mottetti a cinque voci, nei quali inserì elementi di derivazione italiana, e Anthems a cappella o con accompagnamento di organo, fu autore di una discreta produzione strumentale per la quale divenne famoso e della quale forse non ci è rimasto molto, soprattutto se si considera il fatto che Gibbons era solito improvvisare questi brani senza trascriverli sulla carta. Alcuni suoi lavori, eseguiti sia all’organo che al clavicembalo costituiscono il programma di questa interessante proposta discografica dell’etichetta Resonus Classics. Sono pagine che ci permettono di conoscere lo sviluppo di forme come la fantasia, il preludio, il ground e la pavana e la gagliarda, sebbene quella eseguita al clavicembalo in questo CD, sia l’unica di Gibbons che ci è rimasta. Splendida l’esecuzione di queste pagine da parte di Stephen Farr che si avvale, per la maggior parte dei brani proposti, dell’organo Taylor & Boody del Sidney Sussex College di Cambridge, e di un clavicembalo, realizzato da Alan Gotto nel 2022 da uno strumento anonimo italiano appartenente alla collezione di Christopher Hogwood. Si tratta di un’esecuzione storicamente informata che restituisce all’ascolto la bellezza di queste pagine che, sebbene già incise, è sempre un piacere ascoltare. L’artista esegue questi brani con senso dello stile e una particolare attenzione alla loro resa espressiva sui due strumenti.
Orlando Gibbons (1583–1625): “Keyboard Works”