Napoli, Piccolo Teatro Bellini, Stagione Dance & Performance 2025/26
“AU REVOIR MIROIR” l’eterno viaggio alla ricerca della felicità
Un’opera di danza per sette danzatori, cinque attori e cinque specchi
Coreografie Paolo Mohovich / Cosimo Morleo
Drammaturgia e testo Cosimo Morleo
Musiche originali eseguite anche dal vivo Max Fuschetto
Danzatori / EkoDance Project Francesca Raballo, Gaia Triacca, Andrea Carozzi, Miu Sasaki, Leonardo Urgese, Chiara Colombo, Jennifer Mauri
Attori / Teatro dell’Altro Andrea Car, Davide Bombardelli, Marco Greco, Sara Mozzi Zangari, Davide Sardella
Scene Maurizio Fò
Light design Mauro Panizza
Produzione Teatro dell’Altro
Napoli, 19 febbraio 2026
Al Piccolo Bellini, è andato in scena Au Revoir Mirroir – l’eterno viaggio alla ricerca della felicità, uno spettacolo che intreccia danza e prosa. La coreografia è firmata da Paolo Mohovich, la drammaturgia da Cosimo Morleo, con musiche originali eseguite dal vivo da Max Fuschetto. In scena un cast numeroso sette danzatori, cinque attori e cinque specchi che diventano veri e propri oggetti-soggetti, presenze riflettenti e drammaturgiche. Lo spettacolo si configura come un invito
all’abbandono: lasciare andare le aspettative, il peso del passato e le proprie ombre, non per rimuoverle ma per accoglierle senza permettere che prendano il sopravvento. Gli specchi, costantemente presenti, amplificano questo processo di confronto con sé stessi, oscillando tra ingombro e rivelazione. La struttura narrativa segue il percorso di vita di una giovane donna, interpretata dalla danzatrice Francesca Raballo, dalla nascita fino al raggiungimento di una piena consapevolezza di sé. Il suo corpo attraversa le diverse età dell’esistenza, restituendo con crescente chiarezza uno sguardo che si fa via via più deciso, mentre il movimento evolve in una danza sempre più fluida e radicata. La scrittura coreografica di Mohovich accompagna questo processo con coerenza, lasciando emergere la trasformazione che procede senza colpi di scena. Nel suo cammino, la protagonista attraversa l’affetto dei genitori, interpretati da Sara Mozzi Zangari e Davide Sardella, si affaccia alla giovinezza, incontra amici e costruisce legami. All’interno dei quadri d’insieme spicca la presenza di Gaia Tricca, che nei duetti e nelle scene corali si distingue per versatilità e qualità del movimento: la sua danza, flessuosa e magnetica, cattura l’attenzione con naturalezza. La narrazione alterna prosa e danza, mescolando i linguaggi e
fornendo piú visioni di uno stesso momento al pubblico suggerendo a volte più stimoli del necessario. La drammaturgia accompagna lo spettatore attraverso snodi fondamentali dell’esperienza umana. Si attraversa il primo amore, bruciante e distruttivo, interpretato con un monologo da Marco Greco, per poi riconoscere un amore diverso, più maturo, capace di lenire e spingere verso nuove rive, affidato a Davide Bombardelli. In entrambe le scene la protagonista dialoga con loro, danzando le sue parole. Il percorso culmina nell’amore incondizionato, incarnato in un passo a due questa volta interamente danzato con Andrea Carozzi. L’idea arriva con chiarezza e si fa seguire con facilità. In alcuni passaggi, però, il desiderio di accompagnare lo spettatore sembra farsi molto presente, rendendo la proposta particolarmente esplicita. La scena, ricca di elementi, risulta densa e talvolta lascia meno spazio ad un abbandono più libero dello sguardo, rallentando il fluire naturale dell’opera e forse andando a ledere quella leggerezza che avrebbe permesso una maggiore osmosi tra i due linguaggi. Lo spettacolo mette in luce l’importanza delle relazioni umane, la preziosità degli incontri e, al tempo stesso, la necessità di non perdersi dentro di essi. Au Revoir Miroir promette di essere come un promemoria: un augurio a non smarrirsi negli altri né in sé stessi, ricordando che ogni relazione autentica nasce, prima di tutto, da un atto di riconoscimento e amore verso la propria identità. Foto Roberto Poli