Firenze, Teatro della Pergola, Stagione Concertistica 2025-26 degli Amici della Musica di Firenze
Akademie für Alte Musik
Violino e direzione Jonas Zschenderlein
Flauto traverso Georges Barthel
Violoncello Philine Lembeck
Clavicembalo Sebastian Wienand
Carl Philipp Emanuel Bach: Sonata e tre in si minore, Wq 143; Wilhelm Friedemann Bach: Sonata a tre in si bemolle maggiore, BR-WFB B 16; Johann Sebastian Bach: Sonata a tre in sol maggiore, BWV 1038; Musikalisches Opfer , BWV 1079
Firenze, 7 marzo 2026
Sabato pomeriggio al Teatro della Pergola abbiamo assistito ad un concerto di musiche della famiglia Bach. Si è trattato di un evento molto interessante in cui, grazie ad un vivido rapporto dialettico – retorico degli interpreti, si sono percepite immagini e sentimenti mediati da una speculazione che conciliava theoria e prattica. Al compito non facile dei quattro musicisti si univa il ‘coraggio’ della proposta degli Amici della Musica: un programma che oltre a delectare, soprattutto nella seconda parte, ricordava «Il bello si realizza a poco a poco attraverso molti numeri» (Policleto). La presenza in organico del flauto traverso, suonato con espressività intensa e icastica da Barthel, richiamava la figura di Federico II di Prussia, flautista egli stesso, avvicinando il pubblico all’ensemble imperniato intorno alla “Sonata a tre” ove flauto e violino, affini dal punto di vista funzionale, sono sostenuti dal basso continuo (b. c.) realizzato dal clavicembalo con il rinforzo della parte grave dal violoncello. Nelle composizioni dei figli – con le reiterate imitazioni tra i due solisti, le eloquenti armonie realizzate dal cembalo, gli spunti a volte anche tematici del basso – si ravvisano evidenti eredità musicali ma al contempo si coglie la proiezione verso la sonata per tastiera e relativo trio nello stile galante.
La Sonata a tre in sol maggiore, BWV 1038 costituiva il modo più appropriato e graduale per avvicinare l’ascoltatore alla seconda parte del programma. Se in alcuni momenti i due strumenti melodici assumevano il ruolo di guida, lasciando al b. c. il compito di accompagnare, in altri l’uguaglianza imitativa tra tutti (come nel fugato iniziale del Presto) prendeva il sopravvento apprezzando le medesime arcate, l’appropriata articolazione dei suoni o l’edificante dialogo tra Zschenderlein e Lembeck. Grazie a Wienand, specialmente negli sviluppi, per una serie di progressioni armoniche la narrazione risultava più dinamica poiché nelle parti ove il gruppo emergeva in nuances e slanci baroccheggianti il pensiero compositivo bachiano si svelava in autentiche intelaiature emotive corrispondenti a intendimenti retorici.
La seconda parte è risultata una totale immersione in un lavoro contrappuntisticamente e intellettualmente raffinato e complesso. Secondo Johann Nikolaus Forkel, primo biografo del Kantor, C. Ph. Emanuel, a servizio di Federico II (1740), diviene il tramite per l’invito a corte del padre. Nel 1747 Bach, accompagnato da W. Friedemann, arriva dal re a Potsdam e, dopo aver provato e improvvisato su vari strumenti, il monarca «gli propose un tema per una fuga, affinché lo sviluppasse lì per lì senza preparazione» desiderando anche «ascoltare anche una fuga con sei voci obbligate». Ciò sarà realizzato al rientro a Lipsia componendo un Ricercare a 3 e uno a 6 voci, aggiungendo dei canoni con il titolo Musikalisches Opfer ove il termine Ricercar, acrostico dell’iscrizione manoscritta posta in apertura della raccolta (Regis Iussu Cantio Et Reliqua Canonica Arte Resoluta) chiarisce la natura contrappuntistica.
Quindi ‘in principio’ fu il Thema Regium dal quale il compositore realizzerà ricercari, canoni diversi, una Fuga Canonica in Epidiapente, una Trio Sonata ed un Canone perpetuo. Il concerto poteva essere visto come un certamen in cui si proponeva al pubblico la stessa ‘sfida’ improvvisativa all’origine dell’opera sopra accennata, affidata a Bach. Bastava restare ancorati al tema e alle sue implicazioni legate alla variazione, consapevoli che ‘cercando si trova’ come accade con un canone a 2 su cui l’autore scrive Quaerendo invenietis. Ma i giochi intellettuali non smettono di stupire: nel canone Per augmentationem, contrario motu «Notulis crescentibus crescat Fortuna Regis», attraverso la modulazione ascendente di un tono si allude alla fama in aumento del Re. La composizione, pur scritta a due voci con il tema ornato, in realtà è realizzata da tre voci pur non comparendo scritta la terza parte in augmentationem e per moto contrario. Nei due pentagrammi, oltre al punto di entrata, sono presenti la chiave di contralto in quello superiore, mentre nell’inferiore vi è la chiave di tenore con accanto e quella di violino capovolta. Ed ecco la soluzione dell’enigma: ruotando la pagina di 180 gradi si ricava la terza voce ottenendo il moto contrario (inversione) mentre raddoppiando i valori ritmici si ottiene l’aumentazione. In definitiva si è trattato di un’esperienza ‘cerebrale’ ma anche profondamente emotiva con continui rimandi a forme e stili musicali del Barocco come nel caso della Sonata sopr’ il Soggetto Reale á traversa, Violino e Continuo, originale sonata da chiesa e, insieme alla Fuga canonica in Epidiapente, uno degli esempi più luminosi, sul piano interpretativo, del gruppo. Il Ricercare a 6 è stata l’occasione di ascoltare Wienand da solista nella realizzazione bachiana ove il tema compare nelle sue più ‘ricercate’ soluzioni tanto da rappresentare una delle vette più impervie dell’Offerta la quale, grazie al controllo e all’appropriata interpretazione del clavicembalista, è risultata una proposta convincente.Successo meritato per i musicisti che, attraverso lo studio e la ricerca, sono riusciti ad offrire un capolavoro che continua a proiettarsi ab aeterno. Pur rimanendo, ancora oggi, interrogativi di vario genere (scelta, in alcuni casi, degli strumenti, intenti retorici, ecc.), la natura immateriale della musica del Kantor offre invece delle certezze in quanto tutta la sua opera è realizzata per la gloria di Dio, secondo l’espressione Soli Deo Gloria (SDG). Foto di Giulia Nuti
Amici della Musica di Firenze: i solisti di Akademie für Alte Musik interpretano Bach