Georg Muffat (1653-1704): Apparatus Musico-Organisticus (Toccata quinta, Toccata nona, Toccata sexta, Toccata duodecima; Toccata seconda; Toccata tertia; Toccata septima), Sonata a violino solo (manuscrit de Kroměříž, 1677). Bernard Foccroulle (organo). Marie Rouquié (violino). Registrazione: 22-24 ottobre presso la Chapelle Royale du Château de Versailles. T. Time: 69′ 24″ 1CD Chateau de Versailles CVS 131
Nella musica di Georg Muffat, nato nel 1653 a Megève nell’alta Savoia, è evidente, come in pochi altri compositori della generazione che precede Bach, la duplice influenza della musica francese e italiana. Dopo aver studiato a Parigi con Lully, Muffat si trasferì, infatti, su interessamento dell’arcivescovo di Salisburgo, a Roma dove studiò con Bernardo Pasquini ed ebbe modo di conoscere Corelli. Nel 1690 si trasferì a Passau, in qualità di organista del vescovo J. Ph. von Lambert, diventando più tardi Kapellmeister. La doppia “anima” musicale, francese e italiana, di Muffat informa rispettivamente due sue raccolte di suite Florilegium primum e Florilegium secundum, nelle quali sono presenti elementi tipici dei balletti di corte, e i concerti grossi dell’Armonico tributo nel quale è presente l’influenza italiana. All’interno della sua produzione spicca l’Apparatus musico-organisticus, una raccolta che comprende 12 toccate e altri pezzi cembalo-organistici, che costituisce il programma di questa proposta discografica dell’etichetta Chateau de Versailles. In questa raccolta l’influenza italiana, evidente nel richiamo alla lezione di Frescobaldi attraverso l’eredità del suo allievo Psaquini, si esplica nella struttura formale di queste toccate divise in sezioni di carattere contrastante con episodi virtuosistici che si contrappongono ad altri accordali e con un uso molto moderato del pedale. Completa il programma del CD la Sonata a violino solo tramandata da un manoscritto di Kroměříž, risalente al 1677, che rappresenta un unicum nel catalogo di Muffat. In cinque movimenti di andamento contrastante, questa sonata, di cui non si conoscono le circostanze che ne precedono la composizione e nemmeno il violinista al quale era destinata, mostra, invece, l’influenza di Corelli. Di particolare interesse è l’esecuzione di questi lavori, in questo CD, dal momento che è stato scelto un organo e in particolare quello del 1710 della Reggia di Versailles, e non un coevo organo tedesco della Germania del Sud, strumento per il quale Muffat compose probabilmente queste toccate. Nell’organo scelto mancano certamente i registri di 16 piedi al pedale e i ricchi registri di fondo, compensati, però, da principali veramente poetici e da flauti delicati. In questa esecuzione da parte di Bernard Foccroulle, dotato, peraltro, di un’ottima e solida tecnica che gli consentono di realizzare al meglio i passi virtuosistici, emerge, grazie a una splendida registrazione che gli consente di ottenere una grande varietà timbrica, il lato francese dell’anima di Muffat, ottenuto anche con un’interpretazione alla francese delle ornamentazioni e conciliato, qui, con quello italiano, evidente, invece, nella scrittura di queste toccate. Molto bella è anche l’esecuzione della Sonata a violino solo da parte di Marie Rouquié, che si avvale di una cavata veramente espressiva nei movimenti lenti e di una tecnica solida che le consente di eseguire con chiarezza i passi virtuosistici. La realizzazione del basso continuo all’organo di Bernard Foccroulle non solo non disturba, ma dà consistenza all’accompagnamento integrandosi perfettamente con il solista.
Georg Muffat (1653-1704): Apparatus Musico-Organisticus