Napoli, Teatro Bellini, Stagione Dance & Performance 2025/26
“PITE/PRELJOCAJ/TORTELLI” – TRITTICO “SOLO ECHO | RECONCILIATIO | GLORY HALL”
“SOLO ECHO”
Coreografia Crystal Pite
Musica Johannes Brahms: “Sonata for Cello and Piano in E Minor, Op. 38: I. Allegro non troppo”; “Sonata for Cello and Piano in F Major, Op. 99: II. Adagio Affettuoso”
Set design Jay Gower Taylor
Costumi Crystal Pite & Joke Visser
Luci Tom Visser
Staging Eric Beauchesne
Creazione nata per Nederlands Dans Theater
Riallestimento per CCN/Aterballetto (2025)
“RECONCILIATIO”
Coreografia Angelin Preljocaj
Musica Ludwig Van Beethoven: “Sonata al chiaro di luna”
Costumi Igor Chapurin
Luci Cecile Giovansili
Assistente alla coreografia Claudia De Smet
Riallestimento dalla creazione del 2010 Suivront mille ans de calme
“GLORY HALL”
Coreografia Diego Tortelli
Musica Godspeed You! Black Emperor; Oneohtrix Point Never
Costumi Sportmax
Luci Matthias Singer
Assistente alla coreografia Hélias Tur-Dorvault
Produzione Fondazione Nazionale della Danza / Aterballetto; coproduzione Fondazione Teatro Comunale di Bologna
Napoli, 26 marzo 2026
Il 26 marzo è andato in scena al Teatro Bellini il trittico firmato Tortelli/Preljocaj/Pite con la compagnia Aterballetto. Tre lavori eterogenei che mettono in luce la versatilità dei danzatori, evidenziandone le diverse sfaccettature interpretative e la capacità di adattarsi a linguaggi coreografici distinti. Ad aprire la serata è Glory Hall di Diego Tortelli coreografo che dal 2019 collabora stabilmente con Aterballetto, un lavoro che dichiara fin dall’inizio la propria cifra estetica. Un richiamo sonoro introduce lo spettatore in una dimensione volutamente altra: ribelle, irriverente, sensuale. In scena, sedici danzatori occupano lo spazio con decisione, restituendo un impatto visivo immediato e compatto. Si susseguono brevissimi momenti solistici e duetti, ma sono i quadri d’insieme a dominare, dando l’impressione di un flusso continuo. La gestualità, marcata e riconoscibile, costruisce un vero e proprio leitmotiv che suggerisce un’urgenza
di libertà e affermazione. Il ritmo incalzante scandito da pas de bourrée alternati a passaggi virtuosistici trova un punto di ricorrenza in un gesto esplicativo: due dita portate alla bocca, come un filo rosso che attraversa la coreografia. Particolarmente incisivo è il momento in cui i danzatori, disposti in proscenio, costruiscono un tessuto sonoro fatto di fiati e sospiri, accentuando una dimensione rituale che ribadisce il focus sull’umano e sul bisogno di libertà. Lo sfarfallio della luce e l’atmosfera fumosa che disegna nell’aria fugaci rifrazioni cangianti arricchiscono un’estetica forte e dichiaratamente glam: i danzatori indossano capispalla di lustrini che riflettono la luce scenica, restituendola direttamente allo sguardo del pubblico. Di tutt’altro carattere il secondo lavoro, Riconciliato, firmato da Angelin Preljocaj, coreografo francese di fama internazionale. Un duetto tratto da Memorare (2024), interpretato da Estelle Bovay e Arianna Kob, impeccabili nella loro solida tecnica, candide nei costumi di Igor Chapurin, eteree nella resa coreografica. La dimensione che si crea è profondamente evanescente e pura: il rigore esecutivo delle danzatrici fa emergere con chiarezza la forte carica spirituale dell’opera, che si dispiega sulle note del Chiaro di luna di Ludwig van Beethoven. Una ricerca di levità e astrazione che riesce a coinvolgere il pubblico non solo sul piano estetico, ma anche su quello emotivo. Last but not least, Solo Echo di
Crystal Pite, coreografa canadese tra le figure più rilevanti della danza internazionale. Fin da subito si manifesta lo spessore del suo linguaggio: sette danzatori in scena, l’eleganza dei costumi firmati dalla stessa Pite insieme a Joke Visser, e i leggerissimi fiocchi di neve che cadono sul fondale costruiscono un’immagine di grande delicatezza. Un paesaggio sospeso che suggerisce come la vita fluisca, attraversando inevitabilmente anche quella degli altri e depositandosi su di noi, come un’eco che permane nel tempo. La musica di Johannes Brahms – le Sonate per violoncello e pianoforte in mi minore, op. 38 (I. Allegro non troppo) e in fa maggiore, op. 99 (II. Adagio affettuoso) – amplifica la dimensione poetica di un lavoro coreografico pieno e avvolgente, capace di accarezzare lo sguardo dello spettatore e di accompagnarlo in una dimensione intima. La coesione dei danzatori dà vita a un fluire continuo di immagini che non cercano mai di prevalere l’una sull’altra, ma si compongono in un disegno complesso e armonico. Ne emerge una scrittura coreografica stratificata, in cui gesto e relazione costruiscono una trama sottile, capace di restituire con delicatezza il tema della memoria e della perdita, senza mai cedere a una dimensione descrittiva o didascalica. Applausi a più riprese per la compagnia Aterballetto, con un pubblico visibilmente entusiasta per una serata che riesce a portare al centro le infinite possibilità di azione e trasformazione dei corpi. Foto Christophe Bernard
Napoli, Teatro Bellini: “Pite/Preljocaj/Tortelli” – Trittico “Solo Echo | Reconciliatio | Glory Hall”