Bologna, Teatro Comunale Nouveau, Stagione 2026
“CAVALLERIA RUSTICANA”
Opera in un unico atto su libretto di Giovanni Targioni-Tozzetti e Guido Menasci, tratto dall’omonima novella di Giovanni Verga
Musica di Pietro Mascagni
Turiddu ROBERTO ARONICA
Alfio ROMAN BURDENKO
Santuzza SAIOA HERNÁNDEZ
Lola NINO CHIKOVANI
Mamma Lucia ELENA ZILIO
Una voce FOGEL FANNY ESZTER
Orchestra, Coro e Tecnici del Teatro Comunale di Bologna
Maestro concertatore e Direttore Daniel Oren
Maestro del Coro Giovanni Farina
Regia Emma Dante ripresa da Federico Gagliardi
Scene Carmine Maringola
Costumi Vanessa Sannino
Luci Cristian Zucaro
Coreografie Manuela Lo Sicco
Allestimento del Teatro Comunale di Bologna
Bologna, 29 marzo 2026
Premessa doverosa: avremmo dovuto assistere al dittico mascagnano “Rapsodia satanica / Cavalleria rusticana” al Comunale Nouveau di Bologna, ma abbiamo fatto l’errore madornale di non considerare l’impatto che la fiera del settore beauty Cosmoprof avrebbe avuto su tassì e altri servizi di spostamento interno nella città siamo arrivati al teatro sulle battute finali del
film di Nino Oxilia e che quindi non possiamo pronunciarci sulla direzione di Carmine Pinto della magnifica colonna sonora di Mascagni. Sulla regia di “Cavalleria rusticana” firmata da Emma Dante e l’intera compagine creativa, invece, abbiamo già in passato scritto favorevolmente, e oggi non possiamo che rinnovare la nostra approvazione constatando come sia un progetto che non invecchia: al contrario, la semplicità quasi laboratoriale della scena e dei costumi lascia sempre più spazio al progetto scenico di evolversi, specificarsi, caratterizzarsi. Questa volta, ad esempio, ci pare che le coreografie di Manuela Lo Sicco emergano con singolare efficacia, e che anche la drammaturgia in filigrana, quella sulla passione di Cristo, appaia meglio delineata, più chiara – un plauso, quindi, a Federico Gagliardi per la ripresa del progetto e ai venti attori figuranti, che hanno implementato con maestria il cast, facendosi in più di un punto vera e propria scenografia. Valore aggiunto per la riuscita della recita si è dimostrato anche il coro,
istruito da Giovanni Farina: potente, coeso, partecipe, la scena della messa (“Inneggiamo, il Signore è risorto”) è senza dubbio il punto più alto dello spettacolo, ma pure quella del brindisi (“Viva il vino spumeggiante”) è di singolare coinvolgimento. Fra i solisti rifulge Saioa Hernandez (Santuzza), in gran forma: la vocalità è quella ricca e smaltata per la quale si è fatta conoscere, fraseggia con cura, con la vigorosa grazia dell’esperta “verista”, che sa ponderare il declamato e regalarsi i giusti abbandoni lirici. Più appannato, ci è parso il Turiddu di Roberto Aronica, che è certamente un cantante di grande professionalità ma che in questa serata ha mostrato un canto e un interprete alterno. Il Cumpare Alfio di Roman Burdenko, è forse un po’ prudente nel fraseggio, ma ha sfoggiato una linea di canto dalla singolare morbidezza ed omogeneità; Elena Zilio è un caso più unico che raro nel mondo dell’opera: una cantante in scena da sessantatré anni
ancora vocalmente presente a se stessa, dall’emissione ancora naturlamente solida e dal profondo coinvolgimento scenico – dote non scontata in interpreti tanto esperte.. Infine, Nino Chikovani nel ruolo di Lola, incarna perfettamente la maliarda, con una vocalità corretta. La direzione di Daniel Oren è ultra espressiva e trascinante, non senza spunti personali piuttosto riconoscibili – uno su tutti la scelta di agogiche sostenute – ma senz’altro dimostrando un ferreo controllo delle varie parti orchestrali come della scena: in realtà non possiamo non notare come il direttore si sia lanciato in urla e gesti piuttosto plateali, come era solito fare qualche anno fa, e che questo atteggiamento, nel contesto raccolto del Comunale Nouveau, talvolta ha spezzato il coinvolgimento scenico. Il pubblico, comunque, pare aver gradito enormemente, anche troppo, viste le molte chiamate in proscenio del maestro e gli applausi in odor di delirio – e, considerati i tempi, viene da chiedersi se questo tipo di claque sia effettivamente un bene, per lo spirito del teatro. Foto Andrea Ranzi
Bologna, Teatro Comunale Nouveau: “Cavalleria rusticana”