Il 14 aprile scorso, presso la prestigiosa Accademia Filarmonica, si è tenuto il primo appuntamento di un singolare progetto curato dal presidente Piero Mioli. Trattasi di «Sei incontri di parola e di suono su dodici musiciste dal Seicento a oggi» che vede protagoniste alcune studiose che parlano di donne che si sono distinte, a vario titolo, nel mondo della musica. Distribuiti durante l’anno, gli incontri prevedono, nel prossimo autunno, due concerti dal vivo, uno il 29 settembre (Signore della Musica fra Otto e Novecento) e l’altro, a chiusura di tutto il ciclo, il 21 ottobre (Voce, viola, violoncello fra Cinque e Novecento). Le conferenze, realizzate in Sala Mozart, vedono coinvolte: Bianca Maria Antolini, Jadranka Bentini, Silvia Carrozzino, Paola Ciarlantini, Giuseppina La Face, Emanuela Marcante, Patrizia Montanaro, Lucia Navarrini, Roberta Paganelli, Roberta Pedrotti, Candace Smith, Mariateresa Storino. La scelta di dodici personalità che spaziano da Francesca Caccini a Liza Minnelli, oltre a coprire un arco temporale molto ampio, mette in luce una serie di compositrici, cantanti o pianiste. Non sfugge il particolare che molte di loro risultino più conosciute perché imparentate a personaggi famosi e, nella maggior parte, mogli di illustri compositori: Isabella Colbran Rossini, Eugenia Savorani Tadolini; Giuseppina Strepponi Verdi, Clara Wieck Schumann, Alma Schindler Mahler ed Elsa Olivieri Sangiacomo Respighi. Nel parterre sono incluse altre musiciste come Marianna Brighenti, Luisa Baccara, Nadia Boulanger altrettanto meritevoli di essere conosciute e/o approfondite.
Il progetto è decisamente interessante in quanto l’obiettivo preposto è quello di diffondere al grande pubblico la musica al femminile nelle sue diverse declinazioni, campo di ricerca da molti anni all’interno di circuiti più specificamente musicologici. L’interesse e la curiosità mi hanno spinto a partecipare al secondo appuntamento (21 aprile) dal titolo “Sulla tastiera: Fanny Mendelssohn e Luisa Baccara”, a cura di Lucia Navarrini e Bianca Maria Antolini. Nel primo intervento è stato ben sottolineato quanto Abraham Mendelssohn – pur ammettendo che la figlia Fanny (1805–1847) fosse ugualmente dotata nel campo musicale quanto il fratello Felix – stabilisca che la giovane debba limitare gli studi e l’attività concertistica per occuparsi di attività domestiche, ecc., mentre per Luisa (Venezia, 1892-1985) l’incontro a 26 anni e il conseguente colpo di fulmine con Gabriele D’Annunzio può considerarsi l’emblema di “croce e delizia” che attraversa un forte legame artistico-sentimentale, fino a sfociare in un rapporto complesso e tormentato fatto di gelosie e contrasti, tanto da limitarne significativamente la fulgida carriera di pianista. Dopo un intervento illustrativo sulle musiciste da parte delle due relatrici, il pubblico presente ha avuto modo di ascoltare, grazie alla proiezione di video, il ciclo pianistico Das Jahr composto da Fanny e alcuni brani di Skrjabin, Debussy e Ravel facenti parte del repertorio concertistico della Baccara. L’Accademia Filarmonica, fondata a Bologna nel 1666 da Vincenzo Maria Carrati, è una sorta di Sancta Sanctorum della musica, vista la sua gloriosa e antica storia. Già prima di entrare nella Sala Mozart, ove si tengono le conferenze, colpisce una partitura appesa al muro in cui si legge: «Wolfgang Amadeus Mozart (1756-1791). Esperimento d’esame (9 ottobre 1770)». Collegando i fili della storia penso a quella fatidica data in cui l’adolescente Wolfgang superò la prova d’ammissione diventando così il più giovane aggregato (a 14 anni) nella classe dei maestri compositori. Infatti, entrando nella Sala, vi è la lapide commemorativa sullo svolgimento della prova che si effettuò proprio qui in quel giorno. Il luogo è legato alla genialità del musicista austriaco, ma la scelta della location per il progetto potrebbe collegarsi anche alla versatilità e capacità che alberga nell’universo femminile. Mettendo in relazione la serie di conferenze e le donne, viene alla memoria un’altra figura da citare e che, per le convenzioni sociali, si vide interrompere la carriera: la prodigiosa Maria Anna Mozart (detta Nannerl), più conosciuta come sorella di Wolfgang. Ma in questa Istituzione vengono altresì in mente i tanti personaggi femminili del teatro mozartiano e le più numerose musiciste ancora poco conosciute o che attendono di essere scoperte, oltre alle varie personalità che in questa sede risultano eternate come accademiche. Inoltre il nome di Mozart è legato, in tempi più recenti, ad un importante progetto dell’Accademia: la nascita (2004) dell’Orchestra Mozart con Claudio Abbado, successivamente guidata (2019) da Daniele Gatti, che si caratterizza per saper esprimere al meglio lo spirito di cooperazione e di armonia tra l’universo sinfonico e cameristico e che si può cogliere in quel dialogo ideale, artistico e umano, tra giovani di entrambi i sessi che suonano insieme.
Ritornando sulle “dodici musiciste dal Seicento a oggi”, significativo il fatto che a parlare di donne siano altrettante donne. Oltre a venire in mente «gratior est pulchro veniens in corpora virtus» (Virgilio), si può interpretare come poca capacità, da parte dell’universo maschile, a comprendere e ad esplorare il loro valore e talento? Pertanto accogliamo con vivo interesse questa iniziativa bolognese, sicuri che possa costituire un’ulteriore occasione, attraverso la narrazione di molte storie di vita femminili, per ascoltarle, cercare di capirle, abbattere certi pregiudizi e dialogare, convinti altresì di saper cogliere in loro una prospettiva differente, capace di offrire un approccio più profondo ed empatico anche nel mondo della musica.