Verona, Teatro Ristori
OLYMPIADE
Direttore Martin Harriague
Ideazione e regia Antonio De Rosa et Mattia Russo / KOR’SIA
Drammaturgia Gaia Clotilde Chernetich
Scene e luci Eleonora Rodigari
Costumi Luca Guarini
Arrangiamenti e musiche originali Alejandro de Rocha
Produzione Opéra Grand Avignon in coproduzione con Les Hivernales CDCN d’Avignon
Prima nazionale
Verona, 17 aprile 2026
In diretta assonanza celebrativa coi giochi olimpici invernali Milano-Cortina 2026, in prima italiana al Teatro Ristori, “Olympiade”, del duo KOR’SIA, omaggia lo sport agonistico come simbolo di ricerca di un equilibrio possibile tra velocità e consapevolezza, tra individualità e relazione.
La coreografia di Olympiade riflette sul rapporto col tempo (avvelocito e rallentato) mescolando la danza con l’esercizio ginnico espresso su di una pista d’atletica sotto il vigile occhio di telecamere (on stage). Nei fatti, i danzatori del Ballet de l’Opéra Grand Avignon qui danzano su corridoi delimitati da linee di un circuito atletico, ripresi al fotofinish en ralenti da telecamere che vogliono immortalare in un avvenimento mediatico, quello che significa la dedizione all’agonismo. Da questo approccio alla dimensione temporale dei corpi, la danza del duo De Rosa – Russo, compone traiettorie che non hanno né inizio né fine, ossia vanno a ciclo continuo sempre da sinistra a destra come la riproduzione di un video loop. Qui il dialogo tra singolarità dei singoli danzatori e collettività della coreografia raggiunge una nuova evoluzione, tra spazio e tempo.
L’accompagnamento musicale del sound designer Alejandro de Rocha scandisce il ritmo monotono (sempre uguale per tutta la durata dello spettacolo) evidenziando per la danza un approccio artistico versatile che sta tra arti performative e visive. I 12 danzatori in scena sembrano muoversi anche grazie all’alternanza di chiaroscuro e controluce (stroboscopica) aumentando l’impatto visivo che disturba gli spettatori costringendoli a soffermarsi sui singoli gesti “atletici”. La ricerca coreografica contemporanea si configura come una metafora universale potente, capace di rappresentare la complessità delle relazioni umane, oscillando costantemente tra la competizione agonistica e la relazione cooperativa: dopotutto le olimpiadi sono competizione ma anche relazione. Valore di nota sono anche i costumi e il trucco che dialogano tra loro corrispondendo una visione d’insieme ricca di colore che arricchisce l’effetto scenico. In totale una cinquantina di minuti densi di movimenti e pose che sanno evidenziare il rito olimpionico giocando sulle movenze iconiche degli atleti nelle varie discipline. Photocredit Mickaël & Cédric
Verona, Teatro Ristori: “Olympiade”