Baldassare Galuppi (1706 – 1785): Arianna Radaelli – “Wonder in Venice”

Baldassare Galuppi (1706 – 1785): Sonata in F major, R.A.1.8.06; Sonata in D minor, R.A.1.04.02; Sonata in D major, R.A.1.03.01; Sonata in G minor, R.A.1.12.01; Sonata in B♭ major, R.A.1.16.05; Concerto in C minor; Concerto in F major. La Filarete. Alfia Bakieva (violino). Jonathan Ponet (violino). Carlos Vallés Garcia (viola). Johannes Kofler (violoncello). Giacomo Albenga (violone). Arianna Radaelli (clavicembalo e direzione). Registrazione:  22–25 giugno 2023 presso a St. Pantaleon Kirchen, Nuglar-St. Pantaleon, Switzerland. T. Time: 69′ 32″ 1 CD Arcana LC 04494
Detto il Buranello perché nato nell’isola di Burano nel 1706, Baldassare Galuppi visse prevalentemente a Venezia, dove sarebbe morto nel 1785. Allievo di Antonio Lotti, Galuppi si distinse come compositore di opere serie, anche se la sua fama è legata alla composizione di quelle comiche su libretti di Carlo Goldoni. Galuppi fu anche autore di ben 85 sonate per clavicembalo, le quali, se presentano negli adagi inflessioni quasi patetiche e di una cantabilità raffinata, nei tempi veloci sono la testimonianza più significativa dell’impressionismo ritmico che fu tipico del clavicembalismo italiano dell’epoca. Questo è il motivo che permette di considerare Galuppi, dopo Domenico Scarlatti, il più importante compositore per strumenti a tastiera apparso in Italia prima di Clementi. Le suddette caratteristiche informano anche le sonate che costituiscono il programma di questa proposta discografica dell’etichetta Arcana a partire da quelle più complesse (la Sonata in fa maggiore, R.A.1.8.06, in tre movimenti tratta dalla raccolta Passatempo al cembalo del 1781, la Sonata in si♭ maggiore, R.A.1.16.05 in due movimenti e la Sonata in sol minore, R.A.1.12.01, in tre movimenti, il cui Andante iniziale, come notato da Elia Pivetta nell’interessante Booklet, è un “chiaro omaggio agli antichi maestri della Toccata – Girolamo Frescobaldi e Michelangelo Rossi -“) a quelle in un unico movimento di Scarlattiana memoria (la Sonata in re minore, R.A.1.04.02 e la Sonata in re maggiore , R.A.1.03.01). Completano il programma due Concerti, uno in do minore e uno in fa maggiore, dei quali è incerta l’occasione per la quale siano stati composti, ma che, pur mantenendo ancora una struttura di ascendenza barocca con la forma a ritornello per i tempi veloci e l’aria per quelli lenti intermedi, mostra già una scrittura per lo strumento a tastiera che anticipa i futuri sviluppi del classicismo. Splendida l’esecuzione da parte di Arianna Radaelli che, dotata di una solidissima tecnica, affronta i passi virtuosistici di questi lavori con assoluta padronanza. La sua è, inoltre, un’interpretazione particolarmente espressiva attuata attraverso un uso del tempo elastico con rubati laddove consentito secondo prassi esecutiva dell’epoca e sfasando tra le due mani. Molto belle sono anche le ornamentazioni nelle riprese e la cadenza nel secondo tempo del Concerto in do minore. Nei concerti, la Radaelli, oltreché come solista, figura anche come direttore dell’ensemble La Filarete, formata da Alfia Bakieva (violino), che suona un Francesco Rugeri del 1680, da Jonathan Ponet (violino), da Carlos Vallés Garcia (viola), da  Johannes Kofler (violoncello) e da Giacomo Albenga (violone), i quali si integrano perfettamente con il solista senza mai soverchiarlo e riescono a dar vita ad un’esecuzione dal suono nitido. Si tratta, in conclusione, di una bella proposta discografica che esplora una produzione come quella per tastiera di Galuppi di estremo interesse.