Modena, Teatro Comunale: Ballettmainz in “Cenerentola”

Modena, Teatro Comunale: Ballettmainz in “Cenerentola”

Modena, Teatro Comunale, Danza Primavera 2014
“CENERENTOLA”
Balletto in tre atti
Prima italiana
Coreografia Pascal Touzeau
Musica Sergej Prokofiev
Cenerentola MARIYA BUSHUYEVA
Cenerentola al ballo SHELBY WILLIAMS
Giovane uomo JESUS PASTOR
La matrigna CHRISTIAN BAUCH
La sorellastra più vecchia VERONICA SEGOVIA TORRES
La sorellastra più giovane KEIKO OKAWA
Solisti e corpo di ballo del Ballettmainz
Direzione artistica Pascal Touzeau
Ideazione, scene, costumi e luci Pascal Touzeau
Interludi Christian Grifa
Drammaturgia Barbara Gräb
Modena 17 maggio 2014

Radici antiche quelle di Cenerentola i cui riferimenti appaiono in moltissimi racconti popolari, ma molto del merito va ad uno tra i massimi narratori della letteratura barocca: Giambattista Basile. Il suo Lo Cunto de li Cunti pubblicato postumo in dialetto napoletano tra il 1634 e il 1636 contiene già l’origine di Cenerentola prima che nel 1697 Charles Perrault rielabori i racconti più celebri del Basile in Histoires ou contes du temps passés, avec des moralités e dia la giusta fama alla povera fanciulla.
Sul versante teatrale molte versioni per balletto si susseguono nell’800 fino alla più famosa del 1893 del Marijnsky ad opera di un trio d’eccezione PetipaIvanovCecchetti, con il debutto sulle scene russe della grande Pierina Legnani e dei suoi 32 toursfouetteés. Oggi se pensiamo a Cenerentola la mente subito richiama al grande compositore russo Sergej Prokofiev che con questa partitura tra il 1941 ed il 1944, gli anni terribili della II guerra mondiale, riporta in auge i fasti della tradizione del balletto favolistico di ciaikovskiana memoria. Dopo le prime del Bolshoi del 1945 e del Marijnsky del 1946 ogni grande coreografo ha ceduto al fascino della complessa creazione dell’artista russo, sunto straordinario tra modernismo e classicismo per dare nuova chiave di lettura ad una della fiabe per eccellenza nel frattempo resa immortale anche dalla Walt Disney Production nel 1950. Tra le ultime versioni proprio quella del Ballettmainz che abbiamo visto a Modena creata dal direttore Pascal Touzeau (qui è possibile vedere una breve intervista realizzata dal Teatro al coreografo). Danzatore a Bordeaux e a Francoforte sotto la direzione di Forsythe, Touzeau nel 2009 prende la direzione della compagnia di Magonza e subito dimostra una certa passione per il balletto narrativo e soprattutto per un certo tipo di rivisitazione. In questa Cenerentola, appena del 2013, Touzeau non modifica la linea drammaturgica oltre a creare una originale ambientazione e in particolare creando un doppio ruolo: una Cenerentola bistrattata e umiliata dalle intense movenze in chiave modern e l’altra elegante felice incredula protagonista del ballo interpretata da un’altra danzatrice in versione neoclassica. In tutta la composizione in effetti Touzeau assegna ad un doppio stile lo stato d’animo e la caratterizzazione dei personaggi. In particolar modo lo splendido trio, matrigna-sorellastre, sono pensati come degli energumeni dal movimento esagitato, incontrollabile, un misto di terra ed elevazione, movimenti curvilinei, contorti, a tratti bizzarri e sempre dal carattere grottesco con una dinamica che troppo spesso ricorda l’universo di Mats Ek. Il mondo ideale invece, quello dei buoni, del Principe, qui chiamato Giovane uomo, e della stessa Cenerentola al ballo alternano uno stile neoclassico accademico a citazioni del primo Forsythe. Se la casa in cui l’allegra famigliola, si fa per dire, è una sorta di cubo di cristallo dalle sfumature azzurre con pareti semoventi attraverso le quali lo spettatore sbircia e incredulo osserva la folle realtà, dove entrano ed escono di continuo provenienti dalla platea assurdi personaggi, al ballo si sfiora l’inverosimile. Un’atmosfera cupa dai contorni rosso sangue e dal carattere a dir poco trasgressivo richiama le atmosfere fetish dell’ultimo Kubrick. Uomini in nero con tacchi vertiginosi, maschere sul viso, pizzi ambigui, altri invitati danzano con improbabili manichini dalla strana e inquietante struttura ed in tutto ciò il principe protagonista del festino forse rinsavisce alla vista dell’eterea fanciulla finalmente in punta come si confà ad ogni principessa. Nel delirio della festa dove la matrigna, in realtà Christian Bauch, straordinario interprete en travesti, e le due agitate sorellastre ne combinano una dopo l’altra i dodici rintocchi arrivano e l’incantesimo finisce. Ubriache le tre donne rientrano nella casa, a dire il vero creando non poco scompiglio in platea per un pubblico molto divertito, mentre Cenerentola non sa che quella scarpetta da punta che si trova tra le mani le donerà un’immensa felicità. I bravissimi interpreti salvano probabilmente questa versione che forse non avrà vita eterna. Seppure alcuni spunti siano interessanti a partire dallo stile di movimento delle sorellastre e della matrigna anche se spesso con una scrittura confusa e troppo esagitata, il coreografo francese mette troppa carne al fuoco spesso azzardando per cercare di uscire da una lettura tradizionale. Risultato: un grande minestrone con il materiale più eterogeneo. Neanche l’ascolto musicale consola; la partitura non può avere le tinte drammatiche e i temi memorabili del celeberrimo Romeo e Giulietta precedentemente creato da Prokofiev negli anni 1935-36, ma neanche il magnifico valse del ballo o il toccante pas de deux finale riescono ad emozionare. Nonostante tutto un pubblico divertito ha salutato calorosamente gli interpreti tra cui spiccano le cattive, Christian Bauch appunto e le sue deliziose fanciulle Veronica Segovia Torres e Keiko Okawa, oltre che il giovane uomo Jesus Pastor, prestante e tecnicamente valido, e le due interpreti del ruolo principale, Mariya Bushuyeva e Shelby Williams. Foto Rolando Paolo Guerzoni – Teatro Comunale di Modena

 

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