Bologna, Teatro Comunale: “Il lago dei cigni”

Bologna, Teatro Comunale: “Il lago dei cigni”

Bologna, Teatro Comunale, Stagione di Balletto 2014
“IL LAGO DEI CIGNI”
Balleto in due atti e quattro scene
Libretto di V.Begichev e V. Geltser
Musica di Pëtr Il’ič Čajkovskij
Coreografia e regia di Andrej Petrov da Lev Ivanov, Marius Petipa e Aleksandr Gorskij
Odette – Odile ALEKSANDRA TIMOFEEVA
Il principe Siegfried MAKSIM AFANASYEV
La regina EKATERINA KHRISTOFOROVA
Il genio del male KIRILL ERMOLENKO
Il buffone MIKHAIL MARTYNYUK
Pas de trois VALERIA POBEDINSKAYA, CHRISTINA BURTSEVA, EGOR MOTUZOV
Tre cigni CHRISTINA BURTSEVA, KSENIA KHABINETS, MARIA USACHEVA
Quattro cigni ALISA ASLANOVA, SAORI KOIKE, ANNA MESSERER, ZINAIDA PANISHEVA
Le fidanzate CHRISTINA BURTSEVA, OLESYA DMITRAKOVA, KSENIA KHABINETS, VIKTORIA NAUMYANOVA, ANASTASIA TETERINA, MARIA USACHEVA
Danza spagnola VERONIKA VARNOVSKAYA, ALINA KAICHEVA, MAKSIM SABITOV, ALEKSANDR CHERNOV
Danza napoletana ALISA ASLANOVA, EGOR MOTUZOV
Danza ungherese VALERIA POBEDINSKAYA, EVGENY KOROLEV
Mazurka ANNA ZAGAYNOVA, TATIYANA ZHURAVLEVA, DMITRY MALENKO, NIKOLAY ZHELTIKOV
Corpo di Ballo del Kremlin Ballet
Orchestra e Tecnici del Teatro Comunale di Bologna
Direttore Felix Krieger
Scene Stanislav Benedictov
Costumi Olga Poljanskaya
Allestimento Kremlin Ballett Mosca
Bologna 8 Maggio 2014
Cigni russi su Bologna. Il Teatro Comunale ospita il Kremlin Ballet di Mosca fondato e da allora diretto da Andrej Petrov nel 1990. Direttore artistico, coreografo e regista principale Petrov, già danzatore solista del Bolshoi per due anni, ha costruito un gruppo di tutto rispetto anche grazie all’apporto degli illustri colleghi della compagine di balletto forse più famosa al mondo, quella del Bolshoi appunto; prima fra tutti la grande Ekaterina Maksimova. Così la surreale storia d’amore tra il Principe Siegfried e la Regina dei cigni Odette torna sul palcoscenico del Comunale dopo appena tre anni. Anche allora a rappresentarlo fu una compagnia di giro russa, quella del Balletto di Mosca La Classique. Storia sofferta quella del Lago: commissionato a Tchaikovsky nel 1875 andò in scena a Mosca due anni dopo con risultati pessimi. Dopo alterne vicende ma solo molti anni dopo Pietroburgo ed il Mariinskij salvarono l’opera del compositore russo. L’occhio colto e raffinato di Marius Petipa già coreografo di Bella Addormentata e soprattutto l’intervento determinante e geniale di Lev Ivanov sul secondo e quarto atto donarono vita eterna all’opera. Nel 1895 la versione diciamo definitiva con protagonista la star italiana Pierina Legnani. Da allora Il Lago ha abitato i teatri di tutto il mondo e soprattutto le più svariate e originali reinterpretazioni, dai sensuali e trasgressivi cigni maschi di Matthew Bourne, alla lettura in chiave psicanalitica di Mats Ek fino agli esplosivi meravigliosi cigni africani di Dada Masilio.
Quella di Petrov invece è una classicissima versione in pieno stile russo-sovietico, dall’impianto che risponde alla tradizione e rispetta i canoni principali; la cosa non dispiace affatto soprattutto, come spesso accade, in mancanza di un idea alternativa forte ed altrettanto valida come quella originale. Costumi e scene non all’ultimo grido né solisti eccezionali per quanto tutti di buonissimo livello ma certo un’ottima occasione per il pubblico bolognese di apprezzare quel delizioso stile russo fatto di piccole inclinazioni della testa, raffinati epaulement, cura e leggerezza dei port de bras nonché tenuta della mano neanche troppo in stile Bolshoj. Vola quindi il primo valse con un corpo di ballo aggraziato, omogeneo e preciso, dove è facile scorgere belle linee e ottima dinamica, fino ad arrivare al delizioso pas de trois con le valide Valeria Pobedinskaya e Christina Burtseva interpreti delicate ed eleganti ed Egor Motuzov, bell’elemento con uno sbalzo non eclatante ma con buoni entrechat. Divertente allegro virtuoso Mikhail Martynyuk come buffone di Corte. Anche nel famoso secondo atto, che di per sè potrebbe valere tutto il balletto, il corpo di ballo da buona prova per eleganza precisione nei disegni e buon impianto stilistico.
Odette su tutte naturalmente spicca: Aleksandra Timofeeva è molto brava, dotata di un ottimo lavoro par terre, facilità e bella estensione laterale. La sua Odette è precisa ma non troppo poetica; le famose note del violino non sembrano sedurla e d’altronde il suo amato Principe Maksim Afanasyev dalla pantomima leggermente affettata sembra poco coinvolgente. Di certo lo struggente meraviglioso pas de deux è sempre un colpo per gli occhi. La Timofeeva incalza invece come Odile, tecnicamente impeccabile, punte forti, tour precisi, pulizia e sicurezza. Peccato che i suoi tours fouettés siano più lenti della musica e alla fine saranno almeno 28 invece di 32. In questo la relazione con l’orchestra del Comunale diretta con passione dall’ottimo Felix Krieger si perde in qualche sincrono sui finali delle pose dei solisti. Le belle danze del terzo atto in cui i russi sempre eccellono per la loro propensione alla danze popolari e di carattere – anche perché le studiano – portano ad una coinvolgente chiusura con ancora i cigni in scena e l’ottimo Rothbart, Kirill Ermolenko che muore tra i fluttui del lago. L’amore trionfa, Siegfried mantiene la sua promessa, rompe l’incantesimo e libera le giovani fanciulle cigno. Storia per romantici incalliti o giovanissimi sognatori, per altri versi un tuffo nell’ottocento, a tratti capolavoro coreografico, antesignano e rivoluzionario soprattutto per il contributo di Ivanov che aprirà le porte all’impressionismo del grande Fokine. Infine, e non è poco, musica sublime. Buon successo di pubblico. Foto Rocco Casaluci

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