Jesi, Teatro “Pergolesi”: “Le nozze di Figaro”

Jesi, Teatro “Pergolesi”: “Le nozze di Figaro”

Jesi, Teatro G.B. Pergolesi, Stagione lirica di tradizione 2018
“LE NOZZE DI FIGARO”
Opera buffa in quattro atti , libretto di Lorenzo Da Ponte.
Musica di Wolfgang Amadeus Mozart
Il Conte di Almaviva CHRISTIAN FEDERICI *
La Contessa di Almaviva YULIA GORGULA *
Susanna, promessa sposa di Figaro FRANCESCA TASSINARI *
Figaro DAVIDE GIANGREGORIO *
Cherubino, paggio del Conte MARTA PLUDA *
Marcellina FRANCESCA CUCUZZA *
Bartolo, medico di Siviglia BAURZHAN ANDERZHANOV
Basilio maestro di musica/Don Curzio, giudice ALFONZO ZAMBUTO
Barbarina, figlia di Antonio SARA FANIN
Antonio, giardiniere del Conte e zio di Susanna LUCA SCAPIN
Figurnati: Riccardo Ambrosi, Francisco Bois, Luca Lopes Pereira, Han Zhengji
*Vincitori del XLVIII Concorso Internazionale per cantanti “ Toti dal Monte”
Orchestra Città di Ferrara
Coro “Benedetto Marcello”
Direttore Sergio Alapont
Maestro del coro Francesco Erle
Realizzazione del basso continuo al cembalo Lorenzo Feder
Regia Francesco Bellotto
Scene Emanuele Luzzati
Costumi Alfredo Corno
Disegno Luci Roberto Gritti
Nuova produzione in coproduzione con Teatri e Umanesimo Latino, SpA Treviso, Fondazione Teatro Comunale di Ferrara, in collaborazione con Progetto Opera Studio del Conservatorio Benedetto Marcello di Venezia.
Jesi, 9 novembre 2018
Che Mozart fosse un rivoluzionario, non c’è ombra di dubbio, sul piano musicale e anche per la scelta dei soggetti operistici. Le nozze di Figaro sono l’esempio concreto, un’opera buffa, ma anche critica verso quella che era la realtà dei tempi. Da Ponte rimaneggia il soggetto della commedia di Beaumarchais del 1782, rappresentata poi nel 1786, dopo l’attento controllo della corte asburgica. L’allestimento, rappresentato a Jesi, vuole proprio mettere in risalto la modernità e l’acutezza nei temi trattati in questo capolavoro che possiamo definire senza tempo. Lo spettacolo viene costruito sulla scena come un frenetico work in progress, dove cantanti, attrezzisti, costumisti, sarte interagiscono tra di loro. Piano piano compaiono le scene, riprese da i magazzini del Comunale di Treviso, curate meravigliosamente da Emanuele Luzzati per uno spettacolo del 2005. Di grande classe gli abiti rigorosamente storici di Alfredo Corno, ispirati alla pittura dell’epoca, con una scelta interessante anche nell’uso dei colori. Suggestivo e ben usato, il disegno luci di Roberto Grilli. Il regista Francesco Bellotto sottolinea con attenzione il conflitto tra servitù e padroni per tutta l’opera, fino all’esplosione finale con tanto di tricolore francese e ghigliottina; d’altronde il 1789 è vicino e saranno poi tempi duri per l’aristocrazia. Bellotto comunque rende lo spettacolo godibile, con molta azione, senza perdere di vista i continui avvenimenti, che si susseguono nella giornata. Dal punto di vista vocale, abbiamo ascoltato una compagnia di giovani voci veramente interessanti, quasi tutte vincitrici del prestigioso concorso lirico Toti dal Monte. Il basso Davide Giangregorio non ha un “vocione” ma offre una buona caratterizzazione di Figaro. Apprezzabile per brio,  vitalità, qualità timbriche, linea di canto. Francesca Tassinari delina una Susanna aggraziata e briosa.  Sfoggia una tecnica sicura, morbidezza, facilità di acuti. Christian Federici (Conte di Almaviva) ha un’eccellente e omogenea vocalità unita a un fraseggio sempre morbido e aristocratico, perfettaemente in linea con il personaggio. Yulia Gorgula (Contessa di Almaviva) ha un bel timbro vocale, unita a una tecnica solida. Ha momenti di grande dolcezza ed esegue molto bene il legato mozartiano. Scenicamente spigliata, Marta Pluda con voce duttile ha delineato un  Cherubino di bella voce,  fresco e insinuante. Anche Francesca Cucuzza con una  voce duttile e ricca,  delinea una Marcellina pungente, canta bene “l’aria della capretta”del quarto atto. Eccellente il Bartolo di Baurzhan Anderzhanov, cantato e interpretato con grande classe. Ha affrontato l’aria della  vendetta con grande sicurezza e maestria del sillabato.  Alfonso Zambuto con stile garbato e stile piacevole ha convinto nella doppia parte di Basilio e Don Curzio. Valido anche l’apporto di  Sara Fanin (Barbarina), Luca Scapin (Antonio). Infine Sergio Alapont ha diretto in maniera sicura l’Orchestra Città di Ferrara, trovando i giusti colori della partitura. Una concertazione elegante e stilizzata, in grado di cogliere i felici contrasti tra la componente tenera e quella brillante dell’opera. Alapont ha mostrato la non comune capacità di sintonizzare i cantanti sulla linea interpretativa da lui prescelta. In ciò si inserisce la cura dei recitativi, sempre vivaci e ricchi di sfumature, ben accompagnati al clavicembalo da Lorenzo Feder. Ben preparato dal maestro Francesco Erle, il Coro Benedetto Marcello, che è intervenuto garbatamente nei momenti previsti. Alla fine della recita, molti applausi a tutta la compagnia di canto e al direttore, teatro “esaurito” ,  con il piacere di vedere molti giovani in sala. Foto Stefano Binci

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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