La musica in Russia dalla «Revue et Gazette Musicale de Paris» 1878-1880

La musica in Russia dalla «Revue et Gazette Musicale de Paris» 1878-1880

di Cesar Cui.
Edizione italiana e traduzione a cura di Aldo Ferraris.
Casa Musicale Eco di Monza (2017)
Volume di 164 pagine brossura, formato B 5 ISBN: 978-88-6053-555-9
€19,00
Nato il 18 gennaio 1835 a Vilnius in Lituania, Cesar Cui è stato uno dei protagonisti del panorama musicale russo non solo per la sua attività di compositore ma anche per quella di critico musicale testimoniata da  una copiosa produzione di articoli sia in russo che in francese, lingua nella quale pubblicò una serie di scritti apparsi sulla «Revue et Gazette Musicale de Paris» dal 12 maggio 1878 al 5 ottobre 1880. Questi articoli, raccolti sotto il titolo complessivo La musique en Russie e tradotti da Aldo Ferraris per la prima edizione italiana curata per gli eleganti tipi della Casa Musicale Eco di Monza, costituiscono un unico saggio di capitale importanza per la conoscenza della musica russa. Scritti con chiarezza e semplicità ed egregiamente tradotti da Ferraris in modo tale da dare l’impressione di essere stati concepiti in italiano, questi articoli non tralasciano alcun argomento del vario e affascinante panorama musicale russo a partire da una trattazione sui canti musicali russi sino all’opera lirica, alla musica strumentale in tutte le sue espressioni e perfino alla critica musicale e al pubblico. Dalla lettura degli articoli emergono le qualità di fine critico musicale di Cui il quale descrive, per esempio, le caratteristiche del canto popolare russo con criteri scientifici, quasi da etnomusicologo ante litteram, introducendo anche degli esempi musicali, come si può notare nel seguente passo:
“Se il modo minore non è necessariamente inerente alla canzone russa, in compenso le sono peculiari diversi tratti assolutamente originali. Eccone alcuni: una delle principali caratteristiche del canto russo è la completa libertà del ritmo, spinto fino al furore. Non soltanto le frasi musicali possono essere composte da un numero disuguale, ma per di più, nella stessa canzone il ritmo delle misure può cambiare parecchie volte”
Passando agli articoli dedicati all’opera si può notare un taglio quasi da storico della musica, nonostante qualche giudizio appaia più soggettivo che oggettivo. Ciò è evidente, per esempio, quando Cui definisce Glinka uno dei più grandi geni che siano mai esistiti senza distinzione di luogo né di tempo. Al di là di questo resta non solo la volontà di tendere ad una forma di oggettività suffragata dalla presenza di esempi musicali a supporto delle tesi sostenute, ma anche il carattere di grande affresco storico dell’Ottocento musicale russo raccontato da un protagonista che analizza con un taglio da musicologo le opere dei grandi compositori a lui contemporanei da Glinka a Dargomiskij, da Serov a Mussorgskij e a Ciajkovskij. Per questa ragione gli articoli di Cui costituiscono un documento storico di notevole importanza ancora oggi valido per conoscere e approfondire un argomento di estremo interesse come la musica russa dell’Ottocento.
Il libro è arricchito da un’interessante introduzione sull’Ottocento musicale russo e il gruppo dei cinque, da una breve biografia di Cui nella quale si dà conto della poliedrica attività del compositore russo e, infine, da una tavola riassuntiva delle sue composizioni, tutte a firma di Aldo Ferraris.
Ottima la presentazione editoriale curata dalla Casa Musicale Eco di Monza.

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