La “Petite Messe Solennelle” inaugura la stagione da camera dell’Accademia di Santa Cecilia

La “Petite Messe Solennelle” inaugura la stagione da camera dell’Accademia di Santa Cecilia

Accademia Nazionale di Santa Cecilia stagione di Musica da Camera 2018/19, Auditorium Parco della Musica
Coro dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia
Soprano Mariella Devia
Contralto Sara Mingardo
Tenore Sergey Romanovsky
Basso Michele Pertusi
Concertazione e primo pianoforte  Michele Campanella
Maestro del Coro Ciro Visco
Pianoforte di ripieno Monica Leone
Harmonium Daniele Rossi
Gioachino Rossini: “Petite Messe Solennelle    
Roma, 15 ottobre  2018 
Concerto inaugurale della stagione da camera dell’Accademia di Santa Cecilia questa Petite Messe Solennelle di Rossini affidata alle esperte mani di Michele Campanella nelle vesti di concertatore, direttore e primo pianoforte, al Coro dell’Accademia, ad un quartetto di solisti di eccezione e a due gran coda Fazioli dal magnifico suono. Composizione degli anni della vecchiaia, da Rossini stesso con autoironia definita tra i “Péchès de viellesse”, questa splendida messa esiste in due versioni entrambe  approntate dall’autore, una originale per due pianoforti e harmonium ed un’altra con orchestra. Pare che Rossini prediligesse la prima delle due, più consona ad una dimensione intima e spirituale e che poi per ragioni di opportunità e forse per evitare che altri la strumentassero dopo la sua morte, si decise al lavoro di orchestrazione. La versione ascoltata ieri sera è ovviamente quella per due pianoforti. Michele Campanella ha presentato una lettura di questa messa molto attenta alla architettura generale della composizione, realizzando con un suono asciutto, percussivo e ricco di sfumature una grande cattedrale sonora dalle linee neoclassiche qua e là nel complesso sfumate dal bel suono morbido e vellutato del secondo pianoforte di Monica Leone e dal timbro dell’Harmonium suonato da Daniele Rossi. Magnifici per equilibrio formale e intensità  il preludio religioso e il senso di umile, profondo raccoglimento trovato nel finale. Anche la scelta dei solisti ben si inserisce in questa visione interpretativa per eleganza del fraseggio, nobiltà ed essenzialità della linea di canto e magistero vocale. Su tutti ha brillato la raffinatissima musicalità di Sara Mingardo che ha fatto ascoltare un Agnus Dei sinceramente ispirato, raccolto, che è veramente sembrato scendere dalle sfere celesti. Al suo fianco sul versante femminile la perfetta, algida e inossidabile linearità di Mariella Devia, in buona forma vocale. Le parti soliste maschili che riconducevano ad una visione più terrena della spiritualità, erano affidate al colore maturo di un devotamente cauto e sorvegliato Michele Pertusi e alla bella voce giovanile di Sergey Romanovsky al quale forse un tempo meno concitato avrebbe consentito una ancor migliore espansione. Infine, il Coro grande protagonista di questa Petite Messe. Accuratamente preparato da Ciro Visco, ha ben completato il clima espressivo della serata aggiungendo al fine tratto di china impiegato dal direttore e dai solisti, le romantiche ombreggiature del carboncino, riuscendo ad arricchire l’esecuzione di infinite e spesso inedite nuances sonore, come in un ideale caleidoscopio musicale.Alla fine lunghissimi e calorosi applausi per tutti gli interpreti di questa riuscita e piacevole serata inaugurale. Foto Musacchio-Ianniello

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1 comment

  1. vincenzo ramon bisogni

    Seguo sempre con estremo interesse e piacere le recensioni-critiche di Giudiceandrea, sicuro di trovare una guida sicura, gradevolmente logica, degli spettacoli da lui seguiti. Ancora, prego e grazie!

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