“Senza trucco!”…Nir Kabaretti

“Senza trucco!”…Nir Kabaretti

Direttore della californiana Santa Barbara Symphony Orchestra, già assistente di Zubin Mehta che lo definì d’“immensa musicalità e calorosa personalità”, con un’ intensa attività in ambito sinfonico, nell’opera e nel balletto, dal prossimo 5 luglio sarà al Festival di Avenches (Svizzera) dove concerterà il Nabucco verdiano. Tra gli interpreti: Sebastian Catana, Rubens Pelizzari, Oren Gradus, Maria Billeri.
Qual è il tratto principale del tuo carattere?
Sono molto critico su me stesso e su gli altri e vorrei sempre migliorare le cose.
E il tuo peggior difetto?
Ce ne sono molti, non saprei quale scegliere!
Segno zodiacale?
Acquario.
Superstizioso?
Un poco…
Che rapporto hai con la spiritualità?
La fede mi dà molta forza.
Hai mai sofferto d’invidia?
Certo, ma non in modo drammatico.
Cosa volevi fare da grande?
Fino da una tenerissima età ho desiderato essere un musicista anche se non conoscevo ancora bene il repertorio…oppure un giudice.
La sua famiglia ha influenzato le tue scelte?
In maniera passiva, mio padre suonava diversi strumenti con amici, e quindi ho sempre visto musicisti e strumenti in giro per casa. Nessuno però ha insistito perché prendessi questa strada.
Quali sono i tuoi ricordi più cari?
Il tempo in cui ho studiato a Vienna in un ambiente molto diverso da quello in cui sono cresciuto. Poi il mio arrivo in Italia dove ho conosciuto mia moglie.
Qual è stato il tuo momento di maggior orgoglio?
Dal punto di vista professionale ce ne sono stati diversi: vincere un concorso internazionale a Vienna, dirigere Walkiria a Madrid, essere nominato Music Director della Santa Barbara Symphony,  e qualche giorno fa vedere i musicisti della Israel Philharmonic che mi applaudivano dopo che li avevo diretti nella seconda sinfonia di Ives.  Dal punto di vista personale ho toccato l’apice dell’orgoglio quando sono diventato padre!

Cosa manca nella tua vita oggi?

Direi, nulla.
Di che cosa hai paura?
Delle cose che non sono sotto il mio controllo.
Hai un sogno ricorrente?
Incubi a sfondo professionale che condivido anche con colleghi di fama internazionale: salire sul podio e trovare sul leggio una partitura che non ho mai visto prima!
Che importanza dai al denaro?
Molto relativa.
In che cosa sei  più spendaccione?
In cose che rendono felici i miei cari.
Quali sono le tue letture preferite?
La narrativa israeliana contemporanea e la classica europea.
Qual è il tuo profumo preferito?
Eau d’Issey.
Città preferita?
New York.
Colore preferito?
Il Blu.
Fiore preferito?
La Rosa.
Il cantante preferito?
Ce ne sono molti da Sting fino a Domingo!
Qual è stato il primo disco che hai acquistato?
Etudes di Chopin con Vladimir Ashkenazy.
Qual è la stagione dell’anno che preferisci e perchè?
La primavera, quando tutto fiorisce e si può finalmente stare all’aperto.
Che rapporto hai con la tecnologia e qual è il gadget tecnologico di cui non potresti fare a meno?
L’iphone mi ha cambiato la vita! Viaggiando così spesso posso “trasportare” in un così piccolo oggetto una serie di cose che in tempi passati avrebbero appesantito notevolmente i miei bagagli: dischi, libri, cartine, c’è addirittura il metronomo!
Che rapporto hai con la televisione?
Praticamente inesistente.
E con la politica?
Sono molto interessato alle vicende politiche e al contempo deluso dalle qualità delle persone che hanno il potere decidere delle nostre vite.
Hai delle cause che le stanno particolarmente a cuore?
La pace nel Medio Oriente che purtroppo sembra ancora lontana.
Giorno o notte?
Giorno.
Qual è la situazione che consideri più rilassante?
Essere finalmente a casa.
Qual è la musica che di solito fa da sottofondo alle tue giornate?
In genere sono molto concentrato sulle partiture che sto preparando e nei momenti liberi preferisco il silenzio o al limite un po’ di musica leggera.
Cosa ti manca di più quando sei lontano da casa?
Mia moglie e mio figlio Adam. Meno male che almeno posso vederli via Skype!
Qual è la vacanza o il viaggio che vorresti fare e che non ha ancora fatto?
Ci sono molti posti che mi piacerebbe vedere dalla Cina fino alle cascate di Iguazu.
Chi o cosa ti imbarazza?
L’ignoranza e la mancanza di rispetto per le culture diverse.
Qual è il tuo rapporto con il cibo?
Di grande passione.
Dieta mediterranea, macrobiotica o fast food?
Dieta mediterranea in senso ampio, comprendendo i tre continenti che si affacciano su questo  mare. Amo la cucina del medio oriente ma avendo una moglie fiorentina mi sono abituato ai piatti tipici toscani e italiani in genere. Con la nostra realtà quotidiana fatta di viaggi ed arrivi ad ore impossibili si finisce spesso nei fast food.
Qual è il tuo piatto preferito?
Sono un pasta dipendente.
Vino rosso o bianco?
Bianco d’estate e rosso d’inverno.
Il posto dove si mangia peggio?
Dal momento che non mangio pesce ho avuto molte difficoltà in Giappone!
La musica è stata una vocazione?
Assolutamente si !
A chi non ti conosce cosa faresti ascoltare?
Le sinfonie di Brahms.
Se in questo momento ti fosse data l’opportunità di scegliere un’opera, quale sceglierebbe?
Il “Parsifal”.
Cosa fai un’ora prima di salire sul palco?
Normalmente sono in taxi diretto in teatro.
Cosa non manca mai nel tuo camerino?
Una scatola di cioccolatini! Piacevole vizio che ho ereditato del Maestro Mehta.
A cosa pensa quando si guardi allo specchio?
C’é di peggio…
Stato d’animo attuale?
Sono sereno.
Il tuo motto?
Imparare dagli errori passati per avere un futuro migliore.

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