Buon compleanno a Carla Fracci. 80 anni di storia italiana

Buon compleanno a Carla Fracci. 80 anni di storia italiana

GBopera omaggia la grande Étoile Carla Fracci per il suo ottantesimo compleanno. Non è mai superfluo ricordare, specialmente ai giovanissimi, la grandezza di un’artista che è una delle pietre miliari della Danza italiana e internazionale, la più grande Giselle del XX secolo, ancora insuperata nell’interpretazione di un classico del grande repertorio ottocentesco, l’erede di Maria Taglioni nella “danza aerea” in uno stile dalla leggerezza ineguagliabile e dalla versatilità inconsueta. Carla Fracci inizia per caso lo studio della Danza presso la Scuola di Ballo del Teatro alla Scala di Milano, su suggerimento di un’amica di famiglia.

Dopo l’ammissione “tra le ragazzine da rivedere”, si impone per carattere e risultati nell’empireo della danza scaligera e poi mondiale, accompagnata dai partner più importanti quali Erik Bruhn, Paolo Bortoluzzi, Rudolph Nureyev, Mikhail Baryshnikov, Gheorghe Iancu e tanti altri. Il sodalizio di vita e di arte con il regista Beppe Menegatti le permette di superare il tradizionale limite imposto dall’età e dalla famiglia tradizionale. Gira i mondo in grandi e piccoli teatri portando la Danza ovunque e questo la rende il simbolo di quest’arte per tutti i livelli sociali. Basta pronunciare il suo nome perché tutti riconoscano la “ballerina” per eccellenza, il termine di paragone unico, ancora nell’immaginario collettivo, per ogni bimba che inizi a indossare un paio di scarpette di raso. Rai Cultura le dedica  uno speciale web e una prima serata su Rai5.

Inoltre, il Teatro San Carlo di Napoli inserisce nella programmazione di Autunno Danza due serate dedicate alla grande étoile, La Musa della danza, Auguri Carla!mercoledì 26 giovedì 27 ottobre 2016: due occasioni in un cui sono attese étoiles internazionali e ospiti importanti per onorare la Musa della Danza, che li raggiungerà in palcoscenico. Memorabile al Teatro di San Carlo Filumena Marturano, del 1996 (poi ripresa nel 2000), liberamente tratta dal testo del grande Eduardo.

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