Autunno danza 2017 al San Carlo di Napoli: La Scuola di Ballo danza “Al di là di un sogno”

Autunno danza 2017 al San Carlo di Napoli: La Scuola di Ballo danza “Al di là di un sogno”

Napoli, Teatro di San Carlo, Autunno Danza 2017
“AL DI LÀ DI UN SOGNO”
“Inizio spettacolo”
Musica Fryderik Chopin
“Le Consevatoire”
Musica  Holger Simon Paulli
Coreografia originale  August Bournonville
“Händel”
Musica Georg Friedrich Händel
“Et Folkesagn”
Musica Johan Peter Emilious Hartmann e Niels Wilheklm Gade
“Bach”
Musica Johan Sebastian Bach
“La Bayadère”
Musica Ludwig Minkus
Coreografia originale Marius Petipa
“Rapsodia”
Musica Sergej Rachmaninov
“Il lago dei cigni – secondo atto”
Musica  Pëtr Il’ič Čajkovskij
Coreografie originali Lev Ivanov e Vladimir Bourmeister
“Finale”
Musica  Pëtr Il’ič Čajkovskij
Direttore della Scuola di ballo Stéphane Fournial
Napoli, 14 novembre 2017

L’ottava edizione della rassegna “Autunno Danza” del Teatro di San Carlo, già inaugurata con Il padiglione delle peonie andato in scena l’11 novembre, prosegue con lo spettacolo della Scuola di Ballo diretta da Stéphane Fournial, al secondo anno di lavoro con il vivaio del Massimo partenopeo, e si concluderà con la riscrittura del Pulcinella musicato da Igor Stravinskj da parte del giovane coreografo napoletano Francesco Nappa.
L’allestimento proposto per la serata dedicata alla Scuola di Ballo, Al di là di un sogno, era stato annunciato alla stampa come uno spettacolo di forte impatto sul pubblico, per via della nuova e inconsueta consistenza delle masse. E così è stato. La messa in scena è stata organizzata giustapponendo brani di impostazione coreografica e musicale diversi senza soluzione di continuità, in un rapido alternarsi di tutti i corsi, dalla propedeutica al perfezionamento, e gli allievi hanno occupato la scena per un tempo più che giusto, ciascuno secondo il proprio grado, senza che l’attenzione del pubblico risentisse di tempi troppo lunghi. Un’ora e mezza di spettacolo per ben 218 allievi (proiettati a diventare 300 con le prossime audizioni), i quali hanno riempito il palcoscenico come ai tempi delle grandi masse sceniche che, ai tempi dello storico impresario Domenico Barbaja – fra la seconda e la terza decade dell’Ottocento – affollavano il Massimo partenopeo. Questa grandiosità numerica è il fine della nuova gestione della Scuola, chiaramente esplicitato fin dall’insediamento del Direttore Fournial; un fattore che, in tempi come i nostri, appare importante per sostenere dalle fondamenta lo stesso Corpo di Ballo. Una realtà che si presterebbe a diversi tipi di analisi, a seconda delle scuole di pensiero in merito, ma che si configura come un innegabile sostegno al settore danza del Teatro.
La gestione di un numero così cospicuo di allievi  negli spazi tradizionalmente offerti per lo studio e il lavoro coreutico è la sfida più complessa per un tipo di formazione che deve mirare al particolare, nella panoramica di un corredo di insegnamenti che si focalizzano sulla tradizione, in cui le materie complementari alla tecnica classica sono il solfeggio, la storia della danza, la danza di carattere, il repertorio e il passo a due, con aggiunta del canto (le cui lezioni sono pianificate in collaborazione con il Coro di voci bianche diretto da Stefania Rinaldi) e l’insegnamento della mimica, un segmento che entra nella formazione della scuola sancarliana fin dalla fondazione, quando era affidata ai maestri stessi che, in qualità di danzatori e pantomimi dei Reali Teatri, ricoprivano ruoli specializzati, per poi diventare insegnamento autonomo nel 1825, su richiesta del grande Gaetano Gioia. Ricordiamo, in merito, che fino alla fine di maggio 2018 presso l’Archivio di Stato di Napoli sarà possibile visitare la mostra documentaria dedicata alle Reali Scuole del Teatro di San Carlo nell’Ottocento, arricchita da costumi e accessori concessi dalla sartoria del Teatro (a questo link le info).
Ma torniamo ai giorni nostri: la serata si è aperta con un rapido e astratto schizzo coreografico sullo Studio op. 10 n. 1 in do maggiore di Fryderik Chopin, che ha inaugurato lo spettacolo con fluidità e raffinatezza; a seguire, un estratto da Le Consevatoire su musica di Holger Simon Paulli, con un adattamento della coreografia originale di August Bournonville; l’Andante espressivo dalla Suite n. 1 in fa maggiore di G. Friedrich Händel ed Et Folkesagn su musica di J. Peter Emilious Hartmann e Niels Wilheklm Gade; poi ancora una proposta coreografica sul Concerto in re minore per due violini di Johan Sebastian Bach ed estratti di repertorio da La Bayadère di Ludwig Minkus, dalla coreografia originale di Marius Petipa; il primo quadro della serata si è concluso sulle note della Rapsodia su un tema di Paganini per pianoforte e orchestra op. 43  di Sergej Rachmaninov. La seconda parte ha visto in scena la ripresa del II atto de Il lago dei cigni, già elaborato per lo scorso spettacolo di fine anno, sulle coreografie di Lev Ivanov e Vladimir Bourmeister, in cui il ruolo di Odette è stato affidato a una giovanissima allieva appena quindicenne, Marialia Brunone, “catapultata” in uno dei ruoli più difficili del repertorio classico dimostrando un ottimo potenziale tecnico e stilistico e una gestione molto matura della scena, per la sua età. Nel ruolo del principe Siegfried, ancora una volta Raffaele Vasto, allievo dell’VIII corso: sia pure non dotato di doti tecniche particolarmente evidenti, possiede una interessante presenza scenica e una naturale disinvoltura che, abbinate alla sicurezza nel Pas de deux e nella gestione del movimento, gli conferiscono un’aura professionale che lo distingue dalla massa. Gli elementi maschili, tra l’altro, non sembrano appartenere ad annate particolarmente brillanti, com’è sempre stato nella tradizione sancarliana da due secoli a questa parte. Gli elementi femminili, numerosissimi e provenienti da ogni parte della penisola, saranno sottoposti senza ombra di dubbio a scremature ulteriori che verranno rimpiazzate da nuove selezioni, nella finalità dichiarata di incrementare la quantità ma anche la qualità dei diplomati.
Conclusione intensa sulle note della Suite n. 3 in sol maggiore, op. 55 di Pëtr Il’ič Čajkovskij (polacca).
Il corpo docenti è costituito da: Rossella Lo Sapio, Soimita Lupu, Alberto Montesso, Pia Russo per la danza classica; Elisabetta Testa per la Storia della danza.
Secondo appuntamento con la Scuola di Ballo il 20 novembre, per applaudire le promesse di domani Al di là di un sogno. (foto Francesco Squeglia)

Share This

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *