Jean-Baptiste Lully (1632-1687): “Armide” (1686)

Jean-Baptiste Lully (1632-1687): “Armide” (1686)

Tragédie en musique in un prologo e cinque atti su libretto di Philippe Quinault. Marie-Adeline Henry (Armide), Antonio Figueroa (Renaud), Judith van Wanroij (La Gloire, Phénice, Mélisse, une Nymphe des eaux), Marie-Claude Chappuis (La Sagesse, Sidonie, Lucinde, une Bergère héroïque), Marc Mauillon (Aronte, La Haine), Douglas Williams (Hidraot), Cyril Auvity (Le Chevalier danois, Un Amant fortunè), Emiliano Gonzales Toro (Artémidore), Etienne Bazola (Ubalde). Coro da Camera di Namur, Les Talens Lyriques. Christophe Rousset (direttore). Registrazione: Parigi, Grande Salle Pierre Boulez, 10 dicembre 2015. 2 CD Ap Arté2017
Penultima opera di Lully, in essa si trovano momenti di sublime arte compositiva, come l’aria del sonno di Renaud o il finale dell’opera. Dello stile della Tragédie en musique francese (assai poco conosciuto qui in Italia) Christophe Rousset con il complesso dei Talents Lyriques (che stanno festeggiando i 25 anni di attività) ne è sicuramente uno dei massimi interpreti. Questa registrazione, sintesi di una serie di esecuzioni in forma scenica e di concerto nel 2015, ne è una ulteriore riprova e una gioia per le orecchie. Rousset concerta con ricchezza di colori, senso del teatro, varietà di colori e dinamiche. Quasi inutile dire che Les Talents Lyriques e il Coro da Camera di Namur sono semplicemente impeccabili. E veniamo al cast. La protagonista, il soprano Marie-Adeline Henry, non è una specialista di questo repertorio e ha fatto storcere il naso a qualche purista. Per chi scrive, la Henry, oltre a mostrare un bel colore vocale e una bella ampiezza in tutta la tessitura, mostra una non comune personalità interpretativa, ben più apprezzabile di certe intrepreti asettiche. Una voce decisamente ammaliante per un personaggio come quello di Armide, che trova il giusto contraltare nella vocalità giovanile di Antonio Figueroa: il timbro è fresco, bella la linea di canto e il fraseggio, fondamentale in queste opere, eloquente e vario. Nelle numerose parti che costellano la partitura di Lully troviamo una compagine vocale di specialisti assai frquentemente impegnati con Rousset e, di conseguenza, perfettamente in grado di seguirne gli intenti interpretativi ed espressivi. Ottima prova quindi per  Judith van Wanroij (La Gloire, Phénice, Mélisse, une Nymphe des eaux), Marie-Claude Chappuis (La Sagesse, Sidonie, Lucinde, une Bergère héroïque), Marc Mauillon (Aronte, La Haine), Douglas Williams (Hidraot), Cyril Auvity (Le Chevalier danois, Un Amant fortunè), Emiliano Gonzales Toro (Artémidore), Etienne Bazola (Ubalde). Una delle migliori incisioni di questo capolavoro dell’ultimo Lully.

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