Venezia, Teatro la Fenice: “Agrippina”

Venezia, Gran Teatro La Fenice, Stagione Lirica 2009
“AGRIPPINA”
Dramma per musica in tre atti. Libretto di Vincenzo Grimani
Musica di Georg Friedrich Händel
Claudio LORENZO REGAZZO
Agrippina ANN HALLENBERG
Nerone FLORIAN CEZAR QUATU
Poppea VERONICA CANGEMI
Ottone XAVIER SABATA
Pallante UGO GUAGLIARDO
Narciso / Giunone MILENA STORTI
Lesbo ROBERTO ABBONDANZA
Orchestra del Teatro “La Fenice” di Venezia
Direttore Fabio Biondi
Regia, scene, costumi e luci  Facoltà di Design e Arti IUAV di Venezia
14 ottobre 2009
Il successo della prima rappresentazione veneziana  di Agrippina consacrarono il nome di Handel a quella fama che, di lì a poco, si sarebbe estesa in tutta Europa, perchè il favore riportato in un teatro veneziano si diffondeva rapidamente nei vari centri operistici italiani e non.  Non poteva essere altrimenti, visto che quest’opera si presentava con una indubbia vivacità teatrale, con dei personaggi ben caratterizzati, a partire dalla protagonista, uno dei ritratti femminili più interessanti del mondo dell’Opera “seria”. Agrippina è dunque ritornata a celebrare il nome di Handel a 250 anni dalla morte in quello stesso teatro ora diventato “Malibran”. La partitura è affidata alla sicura interpretazione musicale di Fabio Biondi questa volta non a capo del suo ensamble strumentale “L’Europa Galante” ma dell’orchestra del Teatro “La Fenice”, sicuramente una scelta dettata dai problemi economici che pesano sull’economia dei Teatro. Pur senza strumenti “originali”, l’opera musicalmente funziona anche se le sonorità a volte, apparivano un po’ incontrollate. Sul piano visivo, dispiace dirlo, ma ancora una volta questi allestimenti sono anonimi, scenografia ridotta a semplice contenitore e costumi che, pur con una certa vivacità coloristica, sono brutti  e senza coerenza stilistica. Nel cast spicca la protagonista, il mezzosoprano Ann Hallenberg, vocalmente ineccepibile e attrice altrettanto convincente. L’altra interprete femminile, Veronica Cangemi come Poppea, è il perfetto contraltare di Agrippina, interprete sensuale al punto giusto e dal canto raffinato e sicuro. Lorenzo Regazzo è un Claudio comico senza eccessi e il suo canto, pur nei limiti di uno strumento vocale non eccezionale, è incisivo, estremamente espressivo e tecnicamente sicuro e vario. Il Nerone di Florian Cezar Quatu è inesistente sotto ogni punto di vista, mentre l’Ottone di Xavier Sabata anche se sfoggia un timbro opaco e sbiancato, sfoggia almeno una bella linea di canto.  Piuttosto modesto il Pallante di Ugo Guagliardo e spenta e vocalmente carente Milena Storti quale Narciso.

One Comment

  1. martino

    Presente all’ultima recita del 18 e concordo quasi in toto sulla tua recensione.
    Disaccordo invece sulle qualità vocali dei due bassi:lo strumento di Regazzo mi sembra notevole,timbricamente tra le voci più belle,oggi apprezzabil in questo repertorio,oltre alle qualita tecniche e musicali di cui sappiamo,e Ugo Guagliardo ha una voce che sta maturando a vista d’occhio,bella e virile.
    ricordiamo anche il Lesbo dell’ottimo roberto abbondanza.
    Ciao

    Martino

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