Magdalena Kozena: “Vivaldi”

Arie da “Tito Manlio”, “Juditha triumphans”, “Farnace”, “La verità in cimento”, “Orlando Furioso”, “Arsilda, regina di Ponto”, “Ottone in villa”, “Griselda”, “L’incoronazione di Dario”, Orlando finto pazzo”, “L’Olimpiade”. Venice Baroque Orchestra. Direttore, Andrea Marcon. 1 cd Archiv, 2009.
Ormai appurato che Antonio Vivaldi è diventato un compositore “alla moda”, in particolare per ciò che riguarda la sua produzione operistica, ci troviamo a parlare di un nuovo album tutto imperniato su arie tratte da opere, salvo una breve incursione nell’oratorio Juditha triumphans. Protagonista il mezzosoprano Magdalena Kozena, nome assai noto soprattutto per le sua ampia discografia, per buona parte imperniata sulla musica vocale del XVIII secolo. Personalmente non ho mai avuto l’occasione di ascoltarla dal vivo, la conoscenza della sua voce si basa totalmente su cd o dvd. Si tratta sicuramente di una cantante di bel timbro,certamente  non di un mezzosoprano nel senso classico del termine. Credo si possa più correttemente parlare di un soprano “corto”, visto che la cantante appare certamente più a suo agio nel registro medio-acuto, che non in quello basso che, anche nei brani qui incisi, evita accuratamente. La Kozena mostra anche una buona predisposizione per il canto “d’agilità” e comunque, come dimostra in questo cd, il suo terreno naturale è quello  “elegiaco”, meno scopertamente “virtuosistico” e in questo sfugge, intelligentemente,  al diretto confronto con le interpretazioni vivaldiani di Cecilia Bartoli. Ecco dunque delle bellissime esecuzioni di “Sol da te, mio dolce amore” dall’Orlando furioso , di “Forse, o caro, in questi accenti” dal Farnace, e ancora di “Cara sorte di chi nata” da La verità in cimento e “Mentre dormi amor fomenti” dall’Olimpiade dove il suo timbro morbidamente vellutato si adatta perfettamente ad esprimere gli “affetti” di queste arie. Inappuntabile, e non poteva essere altrimenti, la direzione di Andrea Marcon e della sua orchestra, ricca di colori e dinamiche espressive, perfettamente in linea con il canto. Un disco che merita di essere degnamente  inserito al fianco di altri dedicati al teatro vivaldiano.

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