Verona, Teatro Filarmonico: “Il mondo alla rovescia”

Verona, Teatro Filarmonico – Stagione lirica e di Balletto 200 /92010
“IL  MONDO  ALLA  ROVESCIA”
Dramma giocoso per musica s libretto di Caterino Mazzolà
Musica di Antonio Saliero
Edizione Critica della Fondazione Culturale Antonio Salieri di Legnago a cura di Bernardo Ticci e Federico Maria Sardelli
La Generala MARCO FILIPPO  ROMANO
La Colonnella PATRIZIA  CIGNA
L’Ajutanta ROSA  BOVE
La Marchesa MARIA LAURA  MARTORANA
Amaranto EMANUELE  D’AGUANNO
Il Conte MAURIZIO  LO PICCOLO
Il Comandante/Il Gran Colombo GIANPIERO  RUGGERI
Girasole  KRYSTIAN  ADAM
Orchestra e Coro dell’Arena di Verona (M.o del coro: Marco Faelli)
Direttore Federico Maria Sardelli
Maestro del Coro Marco Faelli
Regia Marco Gandini
Scene Carlo Centolavigna
Costumi Silvia Aymonino
Light designerMarco Filibeck
Nuovo Allestimento della Fondazione Arena di Verona in coproduzione con la Fondazione Culturale Antonio Salieri di Legnago.
Verona, 24 novembre 2009
La stagione lirica del Teatro Filarmonico di Verona si è inaugurata con la prima esecuzione in tempi moderni de “Il mondo alla rovescia” di Antonio Salieri. L’opera è  stata ealizzata in coproduzione con la Fondazione Culturale “A. Salieri” di Legnago,  che punta al  recupero dei lavori teatrali del loro illustre concittadino.  E’  noto  che  la personalità musicale di Salieri è stata per lungo messa in ombra dalla grandezza di Mozart,  arrivando ad essere considerato un musicista secondario,  il che non è affatto vero.
Lo conferma anche questo Mondo alla roversao, partitura buffa rappresentata al Burgtheater di Vienna il 13 gennaio 1795. Il libretto  di Caterino Mazzolà,  tratto dall’omonima commedia di Carlo Goldoni, narra le vicende spassose, degli abitanti di un’isola  dove a comandare sono le donne.
La lezione musicale di Salieri e quella di applicare all’opera buffa gli stessi concetti drammaturgici dell’opera seria, come aveva imparato dal suo maestro C. W. Gluck., ma non solo.  Non si possono non trovare elementi della tradizione comica di stampo napoletano, in particolare Cimarosa, con qualche  aria decisamente legata al mondo dell’opera “rococò”.
Lo spettacolo di Marco Gandini non brillava certo per audacia e originalità, risulta piacevole e non è caduto nel farsesco  nella caratterizzazione  dei personaggi.   Decisamente monotono l’impianto scenico firmato da Carlo Centolavigna,  anche se alcune immagini di fondo  rispecchiate,  hanno dato vita a qualche momento abbastanza suggestivo, anche se raro. Garbati i costumi di Aymonino era garbati e lineari rispecchiando uno stile dell’epoca, ed era curioso e divertente vedere indossare la tipica “gabbia” settecentesca. Dal punto di vista musicale abbiamo avuto in Federico Maria Sardelli un ottimo concertatore, attento ai ritmi, ai suoni, e alla prassi esecutiva, decisamente una performance di rilievo, peccato però che l’orchestra dell’Arena non sia particolarmente avvezza a questo repertorio e, soprattutto gli archi,  sfoggiavano un suono decisamente poco brillante. Il cast , senza nomi altisonanti, ènon presentava nomi di particolare fama, ma era omogeneo e funzionale. A cominciare da Marco Filippo Romano, nel ruolo “en travestì” della Generala, brillante e spassoso, senza eccessi macchiettistici. Corretti Patrizia Cigna, Emanuele D’Aguanno e Rosa Bove. A Maria Luisa Martorana cui spettava  un’aria di un certo peso visrtuosistico, va il merito di averla superata onorevolmente. Molto interessante Krystian Adam che ci riserviamo di sentire in futuro in altri ruoli, mentre Maurizio Lo Piccolo mi è parso un po’  incolore sul piano vocale. Teatro non affollato ma pubblico divertito e generoso nel consenso. Foto Ennevi per la Fondazione Arena di Verona

 

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