“L’elisir d’amore” al Teatro Comunale di Bologna

Teatro Comunale di  Bologna – Stagione Lirica 2010
“L’ELISIR D’AMORE”
Melodramma giocoso in due atti su libretto di Felice Romani da “Le Philtre” di Eugène Scribe.
Musica di Gaetano Donizetti
Adina ANNA  CORVINO
Nemorino JUAN FRANCISCO  GATELL
Belcore GEZIM  MYSHKETA
Dottor Dulcamara MICHELE  PERTUSI
Giannetta ANNA MARIA  SARRA
Orchestra e Coro del Teatro Comunale di Bologna (M.o del coro: Paolo Vero)
Direttore Daniele Rustioni
Regia Rosetta Cucchi
Scene Tiziano Santi
Costumi Claudia Pernigotti
Luci Daniele Naldi
Videoproiezioni di Roberto Recchia
Nuovo allestimento in coproduzione tra il Teatro Comunale di Bologna e Wexford Festival Opera
Bologna, 1 aprile 2010
La Fondazione del Teatro Comunale di Bologna presenta un nuovo allestimento in chiave moderna de “L’elisir d’amore”, producendo uno degli spettacoli più innovativi ed interessanti dell’intera stagione. L’ “Elisir” è probabilmente assieme a “Lucia” l’opera piu rappresentata di Donizetti: pur appartenendo al genere buffo, presenta tratti dell’opera larmoyante, elemento che ne contribuì al successo. Mai uscita dal repertorio vi si sono cimentati i più grandi cantanti e da sempre raccoglie ampie simpatie da parte del pubblico. La musica leggiadra, vivace, accattivante, non è mai banale. La melodia raffinata,  il ritmo incalzante  e  il linguaggio teatrale è quanto mai vario nel mostrare diversi tipi di giochi emotivi. La proposta del Comunale bolognese è realizzata da Rosetta Cucchi, eccellente musicista, che in questo caso mette a fuoco tutta la sua fantasia e briosità in uno spettacolo non convenzionale, ma assolutamente brillante. La vicenda trasportata in  una scuola d’arte di Manhattan dove Nemorino è  l’ingenuo della classe, Adina una civettuola cheerleader, Belcore il capo di un gruppo di teppisti e Dulcamara, un figlio dei fiori in sella ad una Harley-Davidson che, al posto di balsamici liquori… spaccia cannabis! A prima vista potrebbe essere la solita trasposizione arbitraria,  invece la Cucchi, con garbo e originalità, ripercorre la tenera e  comica vicenda,  ben coadiuvata da un’eccellente compagnia di canto e  lfa centro!  Tutto funziona alla perfezione e lo spettacolo diverte e convince.  Sul podio ritroviamo Daniel Rustioni, il quale, al contrario del recente  Barbiere alla Fenice di Venezia,  ha concertato in modo preciso, ma senza particolare mordente e brio, determinando  una narrazione stentata e monotona. Sul versante canoro abbiamo avuto in Juan Francisco Gatell un interprete raffinato e particolarmente spigliato scenicamente e in Anna Corvino un interessante soprano dalla voce ampia e luminosa, pur con qualche problema nel canto d’agilità. Gezim Myshketa è uno spavaldo baritono cui probabilmente il ruolo di Belcore va stretto: sarà sicuramente più interessante poterlo ascoltare in Verdi, svolge il suo compito con precisione e puntualità. Infine, Michele Pertusi, che ritorna a cantare Dulcamara, personaggio affrontato agli inizi e poi accantonato, dove eccelle per gusto e compostezza senza scadere in caricature pedanti: benché inizialmente un po’  appannato, si riscatta pienamente nel corso dell’opera. Il pubblico di un Comunale  tutto esaurito ha decretato  un autentico successo alla serata.

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