Teatro Filarmonico di Verona:”Cenerentola”

Verona, Teatro Filarmonico, Stagione d’Opera  e Balletto 2010 / 2011
“CENERENTOLA”

Balletto in tre atti su una drammaturgia di Nikolai Volkov da Perrault
Musica di Sergej Prokofiev
Personaggi & Interpreti principali
Cenerentola MARIJA KICHEVSKA
Il Principe GIUSEPPE PICONE
Il Padre EVGHENIJ KURTSEV
La Matrigna GIOVANNI PATTI
La Fata Buona ADRIANA BERNIC
Le sorellastre MICHELA VIOLA
L’amico del Principe MASSIMO SCHETTINI
Primi ballerini, Solisti, Corpo di Ballo,  Orchestra e Tecnici dell’Arena di Verona
Direttore d’orchestra Nicola Giuliani
Direttore del Corpo di ballo e Coreografia Maria Grazia Garofoli
Scene Filippo Tonon
Coordinamento costumi Silvia Bonetti
Verona, 6 novembre 2010
Parlando della sua creazione Prokofiev scriveva:”Ciò che volevo essenzialmente trasmettere nella musica di “Cenerentola” è l’amore di Cenerentola e del Principe, la nascita e lo sviluppo di questo sentimento, gli ostacoli, infine la realizzazione del sogno. Davo una grande importanza al lato “racconto” che mi poneva in faccia a una serie di problemi interessanti… Cercavo di trasmettere nella musica i caratteri della bella Cenerentola, del suo padre modesto, della matrigna esigente, delle sorelle capricciose e autoritarie  e del giovane Principe ardente d’amore affinchè gli  spettatori non rstassero  indifferenti alle loro difficoltà e alle loro gioie.
Di fatto, la partitura di Prokofiev appare subito limpida e chiara, aperta all’ascoltatore con la sua carica di calore avvincente. Il musicista con un accuratissimo e moderno lavoro di cesello, ha creato un balletto carico di reminescenze, utilizzando anche una vasta serie di temi di danza: gavotta, pavana, valzer, mazurka e così via, filtrate da quel tocco di ironia che caratterizza Prokofiev, staccandolo dal più aulico Caikovskij del quale Cenerentola prosegue la tradizione.
Il cammino di questo balletto, dopo la prima rappresentazione nel 1945, è stato lungo e fortunato in tutto il mondo fino ad arrivare anche a debuttare nell’agosto del 1973 anche nel vasto palcoscenico areniano, in un sontuoso allestimento  scenico firmato da Beni Montresor impreziosito dalla presenza di Carla Fracci e Paolo Bortoluzzi.  Ora, senza essere passatisti, quel 1973 sembra veramente lontano anni luce, soprattutto perchè oggi, 2010, siamo veramente alla “cenere” anche per il semplice fatto che, nel corso degli anni, i balletti sono andati a sparire dai cartelloni areniani. In questo allestimento proposto ad apertura della stagione teatrale invernale 2010/2011 della Fondazione Arena, ci si trova a registrare la crisi che attanaglia la vita culturale e musicale italiana, con una situazione ancor più pesante per i corpi di ballo, ormai quasi considerati un peso aggiuntivo per le ridotte economie di gestione. Con queste premesse non ci si poteva di certo aspettare uno spettacolo sfarzoso, ma un po’ più fantasioso sì. Alla ricchezza timbrica della partitura di Prokofiev, per altro ben eseguita dall’orchestra areniana, diretta con piglio dal Maestro Nicola Giuliani, non ha corrisposto una visione coreografica altrettanto varia. Maria Grazia Garofoli ci offre una visione  si, di stampo prettamente tradizionale, ma che, alla lunga appare di un accademismo piuttosto superficiale e compassato. La pur buona resa dei solisti e dell’intero corpo di ballo appare quasi “congelata” da questa visione, anche drammaturgica, che suona molto come un bell’esercizio di stile. Efficace, anche se piuttosto tetro l’impianto scenico di Filippo Tonon, stilisticamente disomogeni i costumi coordinati da Silvia Bonetti. Il pubblico, anche numeroso, ha comunque  accolto molto positivamente lo spettacolo, tributando calorosi applausi a tutti gli interpreti. Foto Studio Ennevi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 



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