Teatro Comunale di Modena:”Maria Stuarda”

Teatro Comunale “Luciano Pavarotti” di Modena
“MARIA STUARDA”
Tragedia lirica in tre atti su libretto di Giuseppe Bardari, dalla tragedia omonima di Friedrich Schiller
Musica di Gaetano Donizetti
Edizione critica a cura di Anders Wiklund
Editore proprietario Universal Music Publishing Ricordi s.r.l., Milano
Elisabetta NIDIA PALACIOS
Maria Stuarda MARIELLA DEVIA
Roberto, conte di Leicester BULENT BEZDUZ
Giorgio Talbot UGO GUAGLIARDO
Lord Guglielmo Cecil GEZIM MYSHKETA
Anna Kennedy CATERINA DI TONNO
Orchestra Regionale dell’Emilia-Romagna
Coro del Teatro Municipale di Piacenza
Direttore Antonino Fogliani
Maestro del coro Corrado Casati
Regia e costumi Francesco Esposito
Scene Italo Grassi
Luci Fabio Rossi
Allestimento dell’Opéra Royal de Wallonie di Liegi
Coproduzione Fondazione Teatri di Piacenza, Fondazione Teatro Comunale di Modena
Modena, 6 novembre 2010

Parco di Forteringa. Ambo i lati sono folti di alberi, il mezzo si apre in una vasta veduta che confina col mare. Maria esce correndo dal bosco. Anna la segue più lento; le guardie sono a vista degli spettatori.” Applausi. Entra in scena Maria Stuarda. Così il numerosissimo pubblico che affollava il Teatro Comunale Luciano Pavarotti ha festeggiato l’ingresso in scena di Mariella Devia, in occasione della prima rappresentazione assoluta nella città estense di Maria Stuarda di Donizetti. Dimostrazione di grande stima per una cantante che ha saputo dar ragione di tanta appassionata accoglienza, elargendo i momenti migliori della propria prestazione alla cavatina e all’intero terz’atto: fiati lunghissimi, acuti a tutt’oggi saldi e adamantini, sforzandosi di essere sempre presente laddove il corpo vocale risulti più opaco e lo sforzo accentuativo labile. Inizio periclitante per la prova di Nidia Palacios quale Elisabetta, causa l’intonazione non ineccepibile. L’emissione piuttosto dura e spigolosa le rende ostica la modulazione del suono, particolarmente teso in zona acuta; le va dato comunque atto il tentativo di plasmare un personaggio plausibile giocando sulla forza dell’accento. Il giovane tenore Bülent Bezdüz sostituisce il previsto Adriano Graziani nel ruolo di Leicester: ci limitiamo a rilevarne la sostanziale efficacia. Privo di particolari pregi timbrici, guadagnerebbe una minor evanescenza, soprattutto sul passaggio, con un più accorto appoggio sul fiato. Discreti Ugo Guagliardo e Gezim Myshketa, rispettivamente Talbot e Cecil; brava Caterina Di Tonno, Anna Kennedy, precisa e sonora. La direzione di Antonino Fogliani è risultata fiacca per scelte di tempi e scarsa pregnanza nel fraseggio; chiassosi gli interventi del Coro del Teatro Municipale di Piacenza. Le scene di Italo Grassi disegnano il limes entro il quale è costretta Maria Stuarda: sbarre a manca (dietro le quali agisce in buona misura il coro, evitando problemi di gestione dello stesso) e un muro sulla destra, la cui unica possibilità di fuga è rappresentata dal fondo (sul quale agiscono proiezioni a seconda dell’azione in atto) illuminato di bianco all’incedere del martirio. Il dramma della regina è chiuso dal calare di una grata metallica che sovrasta la scena per l’intera durata dell’opera. Puntuale ma scarsamente incisiva la regia di Francesco Esposito (le pantomime delle dame figuranti vorrebbero addurre una qualche solennità all’azione ma il risultato è diametralmente inverso) che firma anche i piacevoli costumi. Successo per l’intera compagnia: trionfo per Mariella Devia.
Foto Rolando Paolo Guerzoni

 

 

 

 

 

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