Buon anno Trieste! – Musical StarTS

Trieste, Politeama Rossetti, Sala Assicurazioni Generali
BUON ANNO TRIESTE! – MUSICAL STARTS
direzione musicale di Fabio Valdemarin,
coordinamento artistico Riccardo Berdini e Davide Calabrese
Musiche:Music: pianoforte e tastiere Fabio Valdemarin;
chitarre Marco Steffè; basso e bontrabbasso Francesco Cainero;
batteria e percussioni Marco Vattovani.
messinscena a cura di Fabrizio Angelini
Produzione:Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia
Interpreti:Beatrice Berdini, Riccardo Berdini, Giorgio Borghes, Davide Calabrese, Paola Camber, Andrea Centi,Elisa Colummi, Cristina D’Amore, Daniel Favento, Eleonora, Daniela Pobega, Tania Polla,Stefania Seculin, Gianluca Sticotti, Fabio Vagnarelli
e con i ragazzi che hanno preso parte al musical “Evita”
Trieste, 3 gennaio 2011

Splendida idea, quella dell’Associazione Commercianti al dettaglio di Trieste, di riproporre la serata Musical StarTS che aveva segnato la rinascita degli spettacoli all’aperto nel Cortile delle Milizie del Castello di San Giusto, la scorsa estate.
Sul palcoscenico del Teatro Rossetti si sono susseguiti molti, quasi tutti, gli interpreti del musical italiano che portano alto il nome di Trieste: dai veterani Davide Calabrese e Riccardo Berdini (padroni di casa gradevoli ma un po’ forzati nei siparietti di intrattenimento), a Daniela Pobega, Tania Polla, Elisa Colummi, Cristina D’Amore, Stefania Seculin e gli altri. Con un’idea apprezzabile per il territorio nel finale vengono presentati associati ai quartieri di provenienza: Rozzol, Servola, Piscianzi….e poi li senti cantare in un brillante inglese!
Tra di loro svettano anche tre bambini sui quali lo Stabile regionale investe in percorsi di formazione e di pratica del palcoscenico. E’ doveroso sottolineare la bravura commovente di Matilde Marino e di Francesco Felician, nonché la bella resa coreografica, curata da Alberta Izzo, e vocale, ad opera di Stefania Seculin, nel “You’ve got to Pick a Pocket or Two” di tutti gli altri giovani cantanti in erba.
La serata è scorsa via veloce tra anteprime di musical che passeranno in stagione al Rossetti, come “Chess”, “We Will Rock You” e “Spamalot”, tra altri che speriamo arriveranno presto, inframmezzati da arie più conosciute e godibilissime da “The Phantom of the Opera”, “Sunset Boulevard”, “The Producers” e “Les Misérables”.
Ci piace ricordare la potenza e la simpatia di Giorgio Borghes e Daniel Favento in “You are nothing without me” da “City of Angels“; il timbro morbido ma potente di Tania Polla in “La Bella e la Bestia” e in “I know him so well” da “Chess”; la coinvolgente “Send in the Clowns” da “A little Night Music” di Stephen Sondheim, magistralmente interpretata da Stefania Seculin; la potenza vocale, la bellezza e la padronanza di Daniela Pobega in tutto quello che ha cantato; la bellissima traduzione lirica di Davide Calabrese di “The Song that goes Like This” dal musical “Spamalot” che a breve approderà a Trieste, anche interprete assime a una brillante Elisa Colummi.
All’entrata di Beatrice Berdini nel ruolo di Ado Annie, per cantare “I Cain’t say no”, siamo rimasti stupefatti dall’abilità di questa giovane interprete! Possiamo suggerirle di arrivare al registro acuto con più naturalezza e meno insistenza? Ha una grande voce, non ha bisogno di strafare. Fabrizio Angelini, una delle colonne portanti del musical italiano, sia in palco che dietro le quinte, confeziona con pochi mezzi, ma molta fantasia e maestria, una serata elegante, curata, brillante, piacevole e di grande stile, illuminata dalle belle luci di Paolo Giovanazzi, dall’ottimo suono (e sappiamo che farlo per un musical è tutt’altro che un gioco) curato da Marco Dal Lago, impreziosito dai contributi video e di Massimiliano Puntin. La direzione musicale della serata era affidata a Fabio Valdemarin che, immaginando le poche prove d’assieme, porta a casa un ottimo risultato assieme a Vincenzo Li Causi, direttore dei cori. Insomma, due scale, quattro praticabili, delle luci, un buon impianto audio e la serata fila via senza far rimpiangere prime blasonate delle capitali culturali italiane. Pubblico molto composto, poco numeroso ma partecipe.

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