“Senza trucco!”…Riccardo Frizza

Il nome del direttore d’orchestra Riccardo Frizza è indubbiamente noto a tutti i frequentatori dei teatri, non sono italiani. Nonostante la giovane età, Frizza è uno dei più accreditati interpreti del nostro melodramma in campo internazionale. Attualmente impegnato con la concertazione di Manon Lescaut al Teatro Filarmonico di Verona, ha appena diretto dil Don Pasquale di Donizetti al Teatro Comunale di Firenze e si appresta a ritornare al Metropolitan di New York, per riprendere Armida di Rossini con Renée Fleming. Tra i suoi prossimi impegni segnaliamo Manon Lescaut a Tokyo, Anna Bolena a Dresda, Lucia di Lammermoor a Dallas e Il Trovatore alla Fenice di Venezia.

Qual è il tratto principale del tuo carattere?
La meticolosità… che artisticamente è un tratto positivo ma nella vita di tutti i giorni rischia di essere di peso alle persone che ti circondano.
E il tuo peggior difetto?
Dovreste chiederlo a mia moglie.
Segno zodiacale?
Sagittario.
Sei superstizioso?
Assolutamente no!
Che rapporto hai con la spiritualità?
Sono credente ma poco praticante.
Hai mai sofferto d’invidia?
All’inizio della mia carriera forse lo sono stato.. un po’. Soprattutto quando vedevo che veniva dato sempre molto spazio ai giovani stranieri (anche oggi è così..) e agli italiani venivano sempre dopo.. ma molto dopo.
Cosa volevi fare da grande?
Quello che sto facendo..
La tua famiglia ha influenzato le tue scelte ?
No, è sempre stata di grande appoggio nelle mie scelte.
Quali sono i tuoi ricordi più cari?
Gli anni da studente al Conservatorio di Brescia prima di trasferirmi a Milano. Ho lasciato molti amici..
Qual è stato il tuo momento di maggior orgoglio?
Il debutto al Metropolitan di New York nel 2009.
Qual è la delusione più grande che hai mai avuto?
Fortunatamente non mai avuto delusioni tali da soffrirne duramente; però ci sono momenti quando restituisci alcune partiture poco eseguite, come Adelaide di Borgogna o Armida per citarne alcune, che studi per anni interi, e ricevi pesanti critiche totalmente gratuite da persone che al massimo avranno sentito una vecchia e neanche completa registrazione. Questo ti demoralizza…
Cosa manca nella tua vita oggi?
Un po`di vacanze a casa.
Di che cosa hai paura?
La mia paura più grande è la sofferenza prolungata da una malattia incurabile. Cosa non augurabile a nessuno.
Hai un sogno ricorrente?
Ho spesso sognato di dirigere Aida e perdere i musicisti durante il 3 atto.. come nella sinfonia degli addii di Haydn.
Che importanza dai al denaro?
Importante per vivere.
In cosa sei più spendaccione?
Mi piace mangiare bene. Con mia moglie adoriamo provare i ristoranti quotati nelle varie guide.
Collezioni qualche oggetto?
No.
Quali sono le tue letture preferite?
Saggi, romanzi storici.
Qual è il tuo profumo preferito?
Non ho un preferito.. vario fra quattro o cinque fragranze note.
Città preferita?
New York.
Colore preferito?
Verde.
Fiore preferito?
L’Orchidea.
Il cantante o i cantanti preferiti?
Luciano Pavarotti e Alfredo Kraus.
Qual è stato primo disco che hai acquistato?
Mozart: Concerto per pianoforte e orchestra K.488 Horowitz/Giulini insieme agli studi trascendentali di Lizst eseguiti da Arrau.
Qual è il film che hai amato di più?
Il nome della rosa.
Qual è la stagione dell’anno che preferisci e perché?
Preferisco l’estate perché solitamente si lavora nei Festivals e si incontrano molti amici e colleghi, soprattutto direttori.
I direttori d’orchestra solitamente non s’incontrano mai.
Che rapporto hai con la tecnologia e qual è il gadget tecnologico di cui non potresti fare a meno?
Amo la tecnologia, e non potrei fare a meno del mio Iphone.
Che rapporto hai con la televisione?
Non la guardo spesso. Solo programmi di approfondimento di cronaca e politica il resto è spazzatura.
Che rapporto hai con la politica?
Sono un appassionato di politica, anche se oggi in Italia è ripugnante e ti fa disamorare.
Hai delle cause che ti stanno particolarmente a cuore?
Mi piacerebbe che i grandi della direzione d’orchestra italiani e le istituzioni sinfoniche italiane, aiutassero i giovani direttori italiani  per continuare una tradizione secolare di bacchette nostrane che poco a poco si va perdendo perché non supportate adeguatamente. Vi invito a guardare i cartelloni sinfonici delle nostre istituzioni per rendervene conto. Giorno o notte?
Notte.
Qual è la situazione che consideri più rilassante?
Stare a casa dopo un lungo peregrinare per il mondo.
Qual è il tuo ideale di giornata?
A me piace lavorare e tenermi impegnato. Non ho un ideale di giornata però amo avere delle cose da fare. Non sopporto i giorni liberi dal lavoro difficili da riempire se non con lo studio.
Qual è il tuo rifugio da tutto e tutti?

Il mio studiolo con il mio pianoforte.
Qual’ è la musica che di solito fa da sottofondo alle tue giornate?
Durante i viaggi in automobile ascolto la radio e qualsiasi genere di musica soprattutto leggera italiana. Non posso ascoltare la classica od opera durante la guida.. perché mi impegna troppo.
Cosa ti manca di più quando sei lontano da casa?
Mi mancano gli amici che purtroppo non frequento più spesso perché viaggio trecento giorni l’anno. Naturalmente i miei genitori.
Qual è la vacanza o il viaggio che vorresti fare e che non hai ancora fatto?
Non sono stato mai in Cina e mi piacerebbe andarci ma non per lavoro, ma per scoprirla. L’oriente mi affascina molto.
Chi o cosa ti imbarazza?
Oggi non ci si può imbarazzare più di nulla..
Com’è il tuo rapporto con il cibo?
Amore intenso..
Dieta mediterranea, dieta macrobiotica o fast food?
Mediterranea soprattutto.. ma anche cucina tipica del luogo dove mi trovo.
Qual è il tuo piatto preferito?
Pasta con salmì di lepre.
Vino rosso o bianco?
Rosso.
Il posto dove si mangia peggio?
Mi è capitato di mangiare veramente male in Corea.
La musica è stata una vocazione?
Direi di si. Ho cominciato a studiare pianoforte all’età di 5 anni e non mi ha mai abbandonato. Ritengo comunque che fare il musicista sia una missione perché vuol dire dedicarsi anima e corpo, giorno a notte a rendere vivo ciò che giace morto su una carta stampata.

A chi non ti conoscesse, cosa faresti ascoltare?
Tra le mie registrazioni? I crisantemi di Puccini eseguiti con l’orchestra d’archi della JONDE (Orchestra giovanile spagnola). Di registrazioni non mie? I notturni di Chopin eseguiti da Benedetti Michelangeli.
Come segui l’evoluzione della tua professione?
Io non seguo l’evoluzione della mia professione. Il mio approccio non è mai cambiato da quando facevo i miei primi concerti in provincia ad ora. Non pretendo avere una carriera più importante di quella che ho, e quindi non lavoro in funzione di questo ma mantengo sempre il mio principio cardine ovvero quello di fare musica essendo rispettoso delle volontà dell’autore.
Se in questo momento ti fosse data l’opportunità di scegliere un’opera, cosa sceglieresti?
Il Lohengrin di Wagner.
Cosa fai un’ora prima di salire sul podio?
Mi accingo ad andare al teatro o alla sala da concerto per poi cambiarmi non prima di 20 minuti dall’inizio dello spettacolo.
Cosa non manca mai nel tuo camerino?
Non ho monili ed oggetti particolari. Non mi porto nulla aldilà  dello stretto necessario.
Stato d’animo attuale?
Sereno e grato di ciò che la vita mi ha riservato fino ad ora.
Il tuo motto?
Non vivere di musica ma per la musica.

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