Roma, Teatro dell’Opera:”Uno sguardo dal ponte”

Roma, Teatro dell’Opera, Stagione d’Opera e Balletto 2010/2011
“A VIEW FROM THE BRIDGE” – (Uno sguardo dal ponte)
Opera in due atti  su libretto di Arnold Weinstein e Arthur Miller
dalla omonima commedia di Arthur Miller
Musica di William Bolcom
Prima esecuzione europea
Alfieri JOHN DEL CARLO
Eddi Carbone KIM JOSEPHSON
Luis DALE TRAVIS
Mike PATRIZIO SAUDELLI
Catherine AMANDA SQUITIERI
Beatrice Carbone AMANDA ROOCROFT
Tony GREGORY BONFATTI
Rodolpho MARLIN MILLER
Marco MARCK McCROY
A Woman ADRIANA MORELLI
Old Woman EMANUELA LUCHETTI
First Immigration Officer MARIO BELLANOVA
Second Immigration Officer ENRICO  COSSUTTA
Orchestra e Coro del Teatro dell’Opera di Roma
Direttore David Levi
Maestro del Coro Roberto Gabbiani
Regia Frank Galati ripresa da Amy Hutchison
Scene e costumi Santo Loquasto
Luci  Jeff Bruckerhoff
Proiezioni Wendall K. Harrington
Scene di combattimento a cura di Mario Bellanova
Allestimento del Teatro dell’Opera di Roma
in collaborazione con la Lyric Opera di Chicago
Spettacolo in lingua originale con sovratitoli in italiano  a cura di Giovanni Sbaffoni
Roma, 25 gennaio 2011
Il secondo spettacolo della stagione 2010-2011 del Teatro dell’Opera di Roma, propone in prima assoluta europea la versione del noto testo di Arthur Miller musicata da William Bolcom che già qualche tempo fa era stata accolta con favore dalla critica e dal pubblico negli Stati Uniti. “Uno sguardo dal ponte” è stato infatti uno del lavori di maggior successo del drammaturgo americano ed è stato riproposto più volte al cinema e sulla scena italiana a partire dagli anni ’50 in diversi e prestigiosi allestimenti sia in prosa che in musica ed i cui manifesti hanno campeggiato per anni nei foyer dei teatri romani a significativo ricordo di momenti così alti  ed emozionanti della vita teatrale. In particolare proprio all’Opera di Roma lo spettacolo venne presentato nella stagione 1960-61 con le musiche di Renzo Rossellini ed un cast per l’epoca assolutamente stellare.
La riproposta attuale, che idealmente si ricollega a tale precedente allestimento e nel contempo costituisce l’occasione per la prima rappresentazione europea di questa nuova versione del dramma, è basata sulle musiche composte da William Bolcom e sul libretto che Arnold Weintstein, che con lui vanta un lunghissimo sodalizio artistico, ha approntato partendo dal dramma di Arthur Miller. Ed è proprio da questa intesa tra compositore e librettista che deriva il complessivo senso di equilibrio che si coglie in questo spettacolo, il cui grande merito risiede proprio nell’assoluta unitarietà e nella capacità di narrare la vicenda senza retorica, in modo scorrevole e con una scelta dei tempi assolutamente perfetta sia in termini di durata complessiva che per quanto riguarda l’articolazione delle varie scene.
Tuttavia da un punto di vista musicale, se assolutamente esemplare è la capacità del ritmo di raccontare il dramma che si compie, su un piano leggermente meno immediato ma comunque sempre elegante ed espressivo, si pongono le capacità della melodia e del linguaggio armonico di esprimere le emozioni dei personaggi, sia quelle esplicitate nel testo sia quelle non espresse verbalmente. La regia di Frank Galati immagina al centro della scena uno spazio interno molto ristretto nel quale si svolge la vita familiare dei personaggi e nel quale esploderà il dramma, circondato dall’ambiente della comunità, rievocato con molta efficacia sia delle strutture del porto che da immagini d’epoca in bianco e nero che vengono proiettate sullo sfondo in un modo che ben  si integra con l’azione scenica. E in tale spazio esterno il coro, guidato come in un dramma classico dal personaggio di Alfieri, circonda, assiste e commenta le azioni  ed i sentimenti dei protagonisti. Buona la prova del direttore d’orchestra David Levi, subentrato in prossimità della prima al previsto direttore titolare a causa di una indisposizione, che con spontaneità e partecipazione ha saputo guidare l’orchestra in un compito non facile da un punto di vista tecnico soprattutto in considerazione del poco tempo disponibile, senza eccessi retorici o cadute di gusto. Il coro, che è quasi sempre impegnato in scena, si è distinto per bellezza ed omogeneità di suono. E all’insegna dell’omogeneità va segnalata anche la prova del cast vocale, tutto nel complesso di ottimo livello, sia dal punto di vista musicale che scenico. Protagonista dell’opera nella parte di Eddi Carbone  è stato il baritono Kim Josephson che già aveva sostenuto il ruolo nella prima dell’opera di Bolcom negli Stati Uniti. Ha riscosso un notevole successo, avendo saputo rendere la complessità interiore del suo personaggio in modo magistrale, unendo ad una recitazione da consumato attore di prosa, un bel timbro vocale ed una notevole e non comune musicalità Nella parte di Beatrice, Amanda Roocroft ha fatto valere, oltre ad una ottima presenza scenica, uno splendido colore vocale al servizio di una interpretazione sempre intensa e partecipe. Amanda Squitieri pur con alcune asprezze negli acuti ha interpretato il ruolo di Catherine con appropriatezza ed efficacia. Buono il Rodolpho di Marlin Miller dalla voce particolarmente gradevole e molto efficace scenicamente il Marco di Mark McCrory, anche lui già presente alla prima negli Stati Uniti, sia pure con qualche suono fisso di troppo che però, va detto, non ha limitato la resa complessiva della non facile parte vocale. Molto ben cantato l’Alfieri di John Del Carlo nel suo ruolo di corifeo e commentatore della vicenda. Infine  le parti minori che completavano il cast sono apparse tutte molto curate e ben caratterizzate. Buon successo di pubblico che, forse con qualche diffidenza iniziale, ha alla fine mostrato di gradire  molto l’originalità della proposta e la sostanzialmente buona capacità dello spettacolo di rappresentare la vicenda contenuta in un testo che può a buon diritto definirsi un classico.
Foto Falsini – Opera di Roma

 

 

 

 

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