Alicante, Teatro Principal:”Nabucco”

Teatro Principal di Alicante, Stagione Lirica 2011
“NABUCCO”

Dramma lirico in quattro parti su libretto di per musica  in tre atti
su libretto di Temistocle Solera
Musica di Giuseppe Verdi
Nabucco LUIS CANSINO
Ismaele PAVEL NAUMENKO
Zaccaria YURY ALEXEICHUK
Abigaille LUCRECIA GARCÍA-TELLERÍA
Fenena ANA MAKSUDOVA
Abdallo YEVGEN UDOVIN
Sommo Sacerdote di Belo MAKSIM IVASCHUK
Coro e Orchestra dell’Opera di Donetsk
Direttore Vladimir Vrublvskiy
Maestro del Coro Ludmila Estrelsova
Regia Igor Ivanov
Allestimento dell’Opera di Donetsk
Alicante, 16 marzo 2o11
Nabucco è stato il titolo inaugurale del breve ciclo lirico che il Teatro Principal di Alicante ha inserito nel proprio cartellone artistico che, fino a giugno, prevederà  un allestimento di  Tosca e della Zarzuela Il huésped del sevillano.  Titoli popolari,  così come lo è il Nabucco che, con la sua coralità e la sua immediata drammaturgia riesce sempre a fare larga presa sul pubblico.
Anche in questa occasione la musica di Verdi ha fatto presa sul pubblico di Alicante anche grazie alla concertazione di  Vladimir Vrublesky, che ha saputo far vibrare e  brillare  la valida  Orchestra  del Teatro dell’ Opera di Donetsk.
Entrando nel merito degli interpreti della serata, partiamo dal soprano Lucrecia García-Tellerí e dal barítono Luis Cansino, entrambi debuttanti nei rispettivi personaggi . Tutti e due hanno dominato agevolmente le  tessiture vocali. Nel caso dell’ardua vocalità di Abigaille, il soprano venezuelano ha sicuramente mostrato di avere  un vigoroso canto di forza. Ora dovrà rifinire maggiormente la linea di canto e, soprattutto cercare di trovare un fraseggio più accurato e anche intimo. Potrà quindi essere un’Abigaille di tutto rispetto. Il Nabucco calza perfettamente alla vocalità di Luis Cansino: la bellezza del timbro e la luminosità dello squillo. Con grande intelligenza poi, il baritono ha mostrato  una progressiva aderenza drammatica al ruolo culminante nella grande scena dell’atto quarto, che si è chiusa con la travolgente cabaletta “Cadran, cadranno i perfidi … O prodi miei, seguitemi”.
Il  basso Yury Alexeichuk è stato uno Zaccaria non privo di bei momenti, con una linea di canto raccolta e un’espressività  riflessiva. Peccato che il registro acuto risultasse piuttosto sfuocato. Il mezzosoprano Ana Maksudova, come  Fenena, ha mostrato un bel colore  vocale  una  adeguata interpretazione.  Negli altri ruoli meritano di essere citati gli interventi del tenore Yevgen Udovin come Abdallo e della Anna di Oksana Antonenko, nel finale dell’atto quarto (Immenso Jehova). Una menzione speciale per il Coro diretto da  Ludmila Estrelsova. Una prova eccellente in un’opera come questa dove il Coro ha un ruolo  fondamentale.
Punto  debole di questa produzione, la regia eccessivamente statica, senza vere idee di Igor Ivanov e una parte visiva  troppo “vecchio stile”, nel vero senso del termine,  ormai ben lontana da come si è evoluto il gusto moderno di un ‘allestimento lirico  e al quale è abituato il pubblico dei  nostri teatri.
Foto Concerlirica

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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