Trieste:”C’era una volta…Scugnizzi”

Trieste, Politeama Rossetti, Sala Assicurazioni Generali
“C’ERA UNA VOLTA…SCUGNIZZI”
Musiche e testi Claudio Mattone
Prosa Claudio Mattone ed Enrico Vaime
Scene: Bruno Garofalo
Costumi: Silvia Polidori
Coreografie: Gino Landi
Orchestrazioni : Pino Perris
Regia: Claudio Mattone
Produzione: Napoliteatro srl
Interpreti:Andrea Sannino, Pierluigi Iorio, Angelo Iossa, Luna Di Domenico, Antonio Guido,Veronica Simioli, Daniele Mango, Mavi Gagliardi, Giusi Barone, Giuseppe Madonna, Isabella Mavaro, Carmine Granato, Valeria De Cicco, Giovanni Quaranta, Anna Foria, Fabio Villani, Lorena Zinno, Anthony Donadio, Flavia Esposito, Michele Maione e con Pippo Cangiano,Giorgio Romanelli, Lucio Bastolla.
Trieste, 2 marzo 2011
Ad un certo punto del primo atto, entrano in scena due ragazzi che vengono classificati come albanesi. Alcuni degli scugnizzi li deridono a causa della diversità, soprattutto linguistica. Una delle scugnizze si risente, l’altro le dice: “Chissenefrega dell’Albania! Chi ha voglia di andarci?!?“. L’altra risponde: “Nun se po’ mai sapé…”. Uno degli spunti di riflessione tra i più interessanti e attuali di uno spettacolo bello, coinvolgente, vitale, brillante, appassionato.
Questi ragazzi, questi “Scugnizzi” sono riusciti a trasportare il sole e il calore di Napoli in una Trieste avvolta da un freddo glaciale e battuta da raffiche di bora a 170 chilometri orari! Nonostante questo, tutti gli spettatori sembravano più che soddisfatti di aver sfidato le intemperie per godere di due ore di allegria, riflessioni e musica. E che musica! Ogni tanto, come nel recente Flashdance, si resta perplessi sulle canzoni originali, cioè appositamente composte per lo spettacolo, che non “acchiappano” in quanto melodicamente sconosciute. In “Scugnizzi”, andato in scena il 2 Marzo nella Sala Assicurazioni Generali del Politeama Rossetti di Trieste, tutto questo non succede. Quando alle spalle c’è un musicista talentuoso, un poeta come Claudio Mattone, anche la canzone meno orecchiabile è poesia pura. E’ melodia quasi già conosciuta…dal secondo ritornello si è già in grado di canticchiarla…e non è poco!
A questo, aggiungendo la collaborazione ai testi di Enrico Vaime, le coreografie di Gino Landi, le scene di Bruno Garofalo, i costumi di Silvia Polidori e le luci di un, purtroppo, misterioso light designer, si ottiene un grande successo. Un successo che continua ininterrotto da 600 repliche, alle quali hanno assistito più di 600.000 spettatori, per un musical tutto italiano che gira l’Italia dal 2004.
I ragazzi, che vengono rigorosamente selezionati tra migliaia di giovani sconosciuti, talvolta anche nel mondo del disagio sociale giovanile, sono stelle luminosissime di questa produzione: sprizzano energia, passione, vitalità ed amore per quello che fanno, da tutti i pori della pelle, in ogni minuto dello spettacolo, in qualunque situazione….sono prodigiosi e ammirevoli. Grandi attori, come solo i napoletani sanno esserlo, abituati alla gestualità come supporto alla parola; ottimi cantanti, melodiosi e potenti; decorosissimi ballerini nelle poche parti danzate dello spettacolo. Insomma, lo spettacolo lo tengono loro, tutte sulle ,oro giovani e inesperte spalle.
Le voci femminili affiancano le bellissime voci melodiche, tipicamente napoletane, del terzetto maschile protagonista. Dobbiamo almeno citare la splendida vocalità del Saverio di Andrea Sannino, la calda voce della Rosa di Luna Di Domenico, la sorpresa vocale di Pierluigi Di Iorio, cattivo di turno, nel ruolo di Raffaele ‘o russo e quella di Angelo Iossa, O’ gigante. Meritano un plauso le acrobazie e la vitalità di Giovanni Quaranta. Dovremmo citarli tutti ma è inutile ripetere la locandina dello spettacolo che trovate poco sopra!

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