Monterrey, Messico:”Il Trovatore”

Monterrey, Messico, Teatro de la Ciudad
“IL TROVATORE”

Dramma in quattro parti su libretto di Salvatore Cammarano,
dalla El Trovador di Antonio García Gutiérrez.
Musica di Giuseppe Verdi
Il Conte di Luna THOMAS HALL
Leonora EUGENIA GARZA
Azucena AMELIA SIERRA
Manrico LUIS  CHAPA
Ferrando ROSENDO FLORES
Ines ROSALINDA DOMINGUEZ
Ruiz RAUL SALAS
Un vecchio zingaro JAVIER MAGALLANES
Un messo LUIS AGUILAR
Orquesta Sinfónica de la Universidad Autónoma de Nuevo León
Coro Opera de Nuevo León
Direttore Enrique Patrón de Rueda
Maestro del Coro David Flores Ponce
Regia  José Solé
Scene e costumi  Rafael Blásquez Ortiz
Monterrey, 25 marzo 2011
Assente dalle scene di Monterrey dal 1978, Il Trovatore è tornato per le recite del 25 e 27 di marzo nel Teatro de la Ciudad per iniziativa dell’Opera Nuevo León e Conarte. Mettere in scena quest’opera è una sfida per qualunque compagnia per le difficoltà vocali richieste ai protagonisti; lodevole il risultato complessivo trattandosi di un cast per la maggior parte messicano.
E’ impossibile non ricordare le leggendarie rappresentazioni che precedettero questa riproposta dove presero parte cantanti come Pier Miranda Ferraro, Cesare Bardelli (1955) o Flaviano Labò e Cornell Macneil (1959). In quel decennio alle stagioni dell’Opera di Monterrey, quando celebri cantanti della Scala o del Met non riscuotevano compensi come quelli odierni, parteciparono figure come Victoria de los Angeles, Ettore Bastianini, Giuseppe di Stefano, Antonietta Stella, Giulietta Simionato, Salvatore Baccaloni o Cesare Valletti, solo per ricordare alcuni dei più famosi. I cantanti internazionali interpretavano i personaggi principali e gli interpreti locali i comprimari.
E’ un orgoglio che il cast di questo Trovatore sia stato formato da interpreti che hanno saputo imporsi anche all’estero, come il basso Rosendo Flores (Ferrando), il soprano Eugenia Garza (Leonora) e il tenore nativo dello stato di Coahuila, Luis Chapa (Manrico). Completavano il cast Amelia Sierra (Azucena) e il baritono nordamericano Thomas Hall (Conte de Luna).
Luis Chapa, tenore lirico-spinto di buon calibro ha delineato il proprio personaggio con credibilità vocale e scenica. I duetti e terzetti sono stati risolti col giusto piglio: è stato però nel “Ah, sì ben mio” dove ha impresso maggiormente, guadagnando l’applauso più lungo della serata, con la successiva cabaletta “Di quella pira” emettendo con sicurezza il do sopracuto. Eugenia Garza, di bella presenza scenica, ha disegnato una Leonora ragguardevole. Abbastanza statica sulla scena, la sua voce ha però convinto pienamente. Trattandosi di soprano lirico, ha impresso una  certa fragilità al proprio personaggio. Conosce bene le regole del belcanto e ha eseguito bei piani, passaggi di agilità e allo stesso tempo ha mostrato un solido registro grave. Ha ben risolto la scena del quarto atto compreso il “Tu vedrai che amore in terra” e con buoni passaggi di coloratura nella parte finale del duetto col Conte “Mira, d’acerbe lagrime”. Thomas Hall, nonostante la presenza statica, è stato un Conte di Luna convincente in forza del vigore e della potenza vocale. Nonostante i molti applausi finali, Amelia Sierra non ha convinto nei panni della zingara Azucena. Lo scorso anno si è esibita nello stesso teatro come soprano drammatico interpretando Tosca e una selezione di Turandot. La sua trasformazione in mezzosoprano, è parsa piuttosto artificiosa: le note gravi sono  poco consistenti e il registro acuto stridulo. Ha offerto però la migliore prova come interprete. Rosendo Flores è stato un  Ferrando di lusso,  per solidità vocale e esperienza acquisita in circa trent’anni sulle scene che lo hanno visto cantare dal Metropolitan di New York fino al Colón di Buenos Aires, passando per il Carlo Felice di Genova e l’Opera di Washington tra le altre.
Il veterano Enrique Patrón de Rueda ha diretto con piglio l’Orchestra Sinfonica dell’ Universidad Autónoma de Nuevo León, nonostante si sia avvertito in alcuni momenti la mancanza di maggior volume: scelta indotta dalla cattiva acustica del teatro e adottata dal direttore per non coprire i cantanti. Buoni gli interventi del Coro dell’Opera di Nuevo León.  La regia di José Solé è stata poco efficace per la scarsità di movimenti. Rafael Blásquez ha disegnato una produzione tradizionale mescolando elementi reali e virtuali risultando comunque funzionale.
Foto di Rafael Blásquez

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