Bilbao:”Lucia di Lammermoor”

 

Palacio Euskalduna, Stagione lirica 2010/2011
“LUCIA DI LAMMERMOOR”

Dramma Tragico in tre atti su libretto di Salvatore Cammarano, dal romanzo The Bride of Lammermoor di Walter Scott.
Musica di Gaetano Donizetti
Lucia Ashton DIANA DAMRAU
Edgardo di Ravenswood MICHAEL FABIANO
Enrico Asthon LUDOVIC TEZIER
Raimondo Bidebent SIMÓN ORFILA
Lord Arturo Bucklaw FRANCISCO CORUJO
Alisa MARÍA JOSÉ SUAREZ
Normano MANUEL DE DIEGO
Coro dell’ Ópera de Bilbao, Orchestra Sinfónica de Navarra
Direttore Carlo Montanaro
Regia Emilio Sagi
Ripresa da  Pablo Viar
Scene e costumi Enrique Bordolini,  Inme Möller
Luci Eduardo Bravo
Produzione Fundación Ópera de Oviedo
Bilbao,  20 maggio 2011
L´ultima rappresentazione di Lucia di Lammermor (in realtà vi è stata un’altra rappresentazione dedicata a giovani intepreti) e  ultimo titolo in cartellone  della  stagione lirica  dell’ ABAO-OLBE (il giorno dopo si ha potuto sentire una recita affidata a “giovani promesse” del belcanto, nell’ambito del progetto Opera Berri), ha goduto di un ottimo successo di  pubblico di Bilbao,  ma non si può certo dire che lo sia stata veramente un’esecuzione realmente soddisfacente.
Sul piano musicale, la concertazione di Carlo Montanaro è piuttosto disomogenea, non si percepisce una reale concezione drammatica e lo scivolare sovente in tempi  troppo lenti  non aiuta certo a una lettura chiara della partitura. Nonostante ciò, l’ Orchestra Sinfonica di Navarra possiamo dire ha offerto una prova più che dignitosa della musica di Donizetti.  L’allestimento,  tardo ottocentesto, firmato da Emilio Sagi é complessivamente funzionale ed efficace, pur con qualche limite, dovuto a un uso degli spazi non sempre equilibrato che  non ha aiutato  i  movimenti scenici.
La compagnia di canto è stata complessivamente di alto livello. Spicca, ovviamente, la Lucia del soprano Diana Damrau. Una protagonista semplicemente superba:  se l’attrice è stata commovente e  coinvolgente, altrettanto di può dire della cantante che ha fatto sfoggio di un legato perfetto, “pianissimi”  di rango e  il canto di coloratura  sempre perfettamente calibrato ucia, nel aspetto vocale ha fatto delle linee lunghe, con belli pianissimi, una coloratura timbratissima e sempre perfettamente intonata. Se le si vuole imputare qualcosa si può dire che la capacità della Damrau a sostenere  frasi molto lunghe, l’ha portata ad una sorta di autocompiacimento. Comunque un neo, alla luce di una interpretazione che rimane memorabile.
Lo stesso non si può dire del  tenore Michael Fabiano un Edgardo piuttosto alterno. La voce sarabbe adattissima al ruolo, ma non il suo stile di canto, sempre tendente al forte e al mezzoforte, che, ovviamente non si può sostenere facilmente. Così, Fabiano è arrivato alla sua grande scena con un senso evidente di fatica, con acuti spinti e forzati. Al contrario del barítono Ludovic Tezier che invece ha avuto un controllo pressochè totale del ruolo di Enrico, sotto ogni punto di vista.  Convincente il Raimondo del  basso Simon Orfila Sul piano della correttezza il resto degli interpreti: a partire dall’ Arturo del tenore  Francisco Corujo, al suo debutto all’ ABAO-OLBE, all’Alisa del mezzosoprano María José Suarez e al tenore Manuel de Diego come Normanno.
Foto di E.Moreno Esquibel