Teatro La Fenice:”Cenerentola”

Venezia, Teatro La Fenice – Stagione Lirica 2011
Les Ballets de Monte-Carlo
direttore artistico: Jean-Christophe Maillot
“CENERENTOLA”

balletto in tre atti soggetto di Jean-Christophe Maillot
dalla fiaba di Charles Perrault. coreografia e regia di Jean-Christophe Maillot
musica di Sergej Prokof’ev
Cenerentola ANJA BEHREND
Il padre CHRIS ROELANDT
La madre / Fata BERNICE COPPIETERS
Il principe ALEXIS OLIVEIRA
Le sorellastre SIVAN BLITZOVA, FRANCESCA DOLCI
I Sovrintendenti
GAETAN MORLOTTI, JEROM MARCHAND
Primi ballerini, solisti e corpo di ballo dei Ballets de Monte-Carlo
scene Ernest Pignon-Ernest
costumi Jérome Kaplan
light designer Dominique Drillot
con il sostegno del Consolato onorario del Principato di Monaco a Venezia
Venezia, 30 aprile 2011
Un giusto mix di fantasia gestuale, sommata ad un movimento nevrotico, condito di ineccepibile musicalità. Così potremmo, dovendo, riassumere la personale cifra stilistica di Jean-Christoph Maillot che ci ha deliziati con la sua “Cenerentola”, al Gran Teatro La Fenice di Venezia. In una sala gremita ma poco educata alla danza, e allo stare in teatro più in generale, si è assistito ad una eccellente rappresentazione impoverita, purtroppo, dalla mancanza dell’orchestra ad eseguire dal vivo la bellissima, melanconica, struggente partitura che Sergej Prokof’ev compose tra il 1941 e il 1944.
Alla musica lo spettacolo di Maillot deve molto: sia per la bellezza narrativa intrinseca, sia per l’eccezionale musicalità del coreografo che riesce a trasmettere ai suoi interpreti. Non c’è un gesto, un dettaglio, un movimento, anche solo di un dito, che non si rifaccia a qualche croma o biscroma della partitura! Esaltante, veramente.
C’è da dire che la compagnia dei Ballets de Monte-Carlo diretta da Maillot da 19 anni, ha questo titolo in cartellone da 12 anni e si percepisce da come la lezione è stata assimilata dal primo all’ultimo dei danzatori, da come i gesti sono stati “digeriti”, da come lo spettacolo fila liscio, in un solo “boccone”.
La storia è arcinota e questa lettura la rispetta, anche se approfondisce alcuni aspetti psicologici estremamente interessanti che lasciamo scoprire allo spettatore: si differenzia invece nel prologo, durante il quale si assiste ad un romantico e tenero duetto tra la mamma e il papà della protagonista, ricordo di una felicità familiare ormai lontana per Cenerentola. D’improvviso la vita si spegne nella madre per ritrovarla magicamente trasformata nella fata, vero artefice di tutta la vicenda. L’altra novità sostanziale è che, per un coreografo di stampo contemporaneo quale Maillot è, probabilmente tutta la storiella della scarpina perduta si sarebbe ricondotta a qualcosa di artificioso e banale e il nostro genio, cosa fa? Trasforma il simbolo della scarpina nel piede della danzatrice, immergendola in porporina dorata che gli infonde la giusta importanza, per ricordarci che “i lustrini sono fragili, volatili e perderanno queste loro meravigliose proprietà”.
L’impianto scenografico è bellissimo per la sua semplicità, a ricordarci che servono le idee più che i mezzi: alcuni fogli di carta a grandezza umana stanno in piedi e diventano schermi per proiezioni, vele di barche immaginarie; aggiungiamo una scala e qualche oggetto…pochi elementi scenografici riescono a rendono la grandezza degli ambienti regali, la suggestione di una traversata oceanica e, quando serve, la cupezza del dolore, della solitudine. Firma le scene Ernest Pignon-Ernest. Splendidi anche gli innovativi costumi di Jérome Kaplan.
La vera protagonista di questa Cenerentola però non è la pur brava, anche se leggermente sottotono Anja Behrend nel ruolo del titolo…no, lo si capisce anche dall’ovazione che le dedica il pubblico alla fine dello spettacolo: è Bernice Coppieters, la madre/fata, eccellente danzatrice, dalle linee particolarissime e dalla teatralità affascinante. Il suo personaggio vive di vita propria, arriva a toccare tutte le corde espressive, per non parlare della musicalità e della velocità tecnica: il suo coreografo le ha cesellato addosso uno splendido ruolo! Chris Roelandt, il padre, è lo stesso affidabile danzatore e partner che ricordiamo interprete anche del Romeo, sempre di Maillot. Il Principe è invece un volto nuovo: Alexis Oliveira che incanta insieme alla Behrend nel passo a due del sotto finale. Meritano di essere citati anche i Due Sovrintendenti Gaétan Morlotti e Jérome Marchand e le Due Sorellastre Sivan Blitzova e Francesca Dolci. Bravissimi anche i Quattro Amici e i Quattro Manichini che trovate nella sovrastante locandina.
Che bello spettacolo, veramente da non perdere ma, soprattutto, da gustare dal vivo, a teatro, invece di accontentarsi della versione filmica in DVD.

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