Roma, Teatro dell’Opera:”La Bayadère”

Roma, Teatro dell’Opera, stagione lirica 2011
“LA BAYADÈRE

Balletto in due atti
Musica di Ludwig Minkus
Coreografia Rafael Avnikjan da Marius Petipa
Nikija SVETLANA ZAKHAROVA
Solor ALEXANDER VOLCHKOV
Gamzatti OLGA ESINA
Bramino MARIO MAROZZI
Idolo d’or0 GIUSEPPE DEPALO
Fachiro ANTONELLO MASTRANGELO
Orchestra e corpo di ballo dell’Opera di Roma
Direttore David Garforth
Scene Juan Guillermo Nova
Costumi Luca dall’Alpi
Luci Agostino Angelini
Roma, 21 ottobre 2011
La stagione 2011 del teatro dell’Opera di Roma chiude in bellezza. L’ ultimo titolo in cartellone per la danza romana è stato quello de La Bayadere. Fu Maria Taglioni nell’Opéra-ballet Le Dieu et la Bayadère, andato in scena per la prima volta a Parigi nel 1830 ,che rese celebre il personaggio della danzatrice indiana. Nel lontano oriente antico le baiadere si consacravano ad un tempio, formavano una comunità tutta al femminile e svolgevano attività artistico-rituali per le divinità . Del 1877 la prima rappresentazione della versione del grande coreografo Marius Petipà. La Bayadère (la storia della bella danzatrice indiana Nikija segretamente innamorata del guerriero Solor )è il perfetto prototipo del grande balletto ottocentesco con pantomime, cortei ,balli di carattere e momenti di tipici della pura danza accademica .
Allestimento scenico da mille e una notte voluto da Juan Guillermo Nova, che ha saputo mantenersi in linea con la tradizione del balletto classico strizzando l’occhio però, anche alla modernità, specie alla fine del primo atto dove la profusione di balli di carattere si colora di tinte da moderno musical. Bellissimi costumi esotici di Luca Dall’alpi alternati ai più classici tutù in stile classico. Di pregio il secondo atto dove l’allestimento non ha niente da invidiare a più famosi Giselle e Lago dei cigni. La Ricostruzione coreografica del maestro Rafael Avnikjan creata nel 2002 per il National Theatre in Slovacchia è apprezzabile sia per la ricerca storica che per la compattezza della struttura, specialmente per il pubblico di oggi, non più abituato a tempi troppo lunghi. Evocativa la scena delle ombre del secondo atto che ha comunque mantenuto l’architettura di Petipà.
Un cast di Etoiles russe ha invaso la recita del 21. L’attesissima presenza di Svetlana Zakharova nel ruolo di Nikija non poteva deludere. Messa però a dura prova, la concentrazione dell’etoile del Bolshoj ,a causa di un parterre formato per lo più da adolescenti idolatranti che inneggiavano alla loro eroina, con urla e schiamazzi quasi da stadio, nel bel mezzo di assoli e passi a due. Performance comunque degna di una danzatrice del gotha mondiale, quasi incredibile per la perfezione delle linee e la forza impattante di un corpo che sembra costruito a tavolino per la danza classica. Perfetto nel ruolo di Solor anche Alexander Volchkov un vero guerriero del movimento. Bello il temperamento di Olga Esina nei panni dell’antagonista Gamzatti. Il resto del cast tutto italiano che, ha riservato a d un Mario Marozzi ,ormai avanti con gli anni ma sempre con una danza asciutta e di buon livello ,il ruolo del Bramino. Dolenti note per il corpo di Ballo diretto dal maestro Misha van Hoecke ,l’organico migliorato nel lavoro dei singoli ballerini non è però ancora all’altezza del teatro che dovrebbe rappresentare, nel lavoro d’insieme, visti ancora i visibilissimi problemi a tenere la fila. Spettacolo comunque piacevole e ben riuscito.

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