Madrid, Teatro Real: “Pelléas et Mélisande”

Madrid, Teatro Real, Stagione Lirica 2011-2012
“PELLÉAS ET MÉLISANDE”
Drame lyrique in cinque atti e dodici quadri, dal dramma omonimo di Maurice Maeterlinck.
Musica di Claude Debussy
Pelléas YANN BEURON
Mélisande CAMILLA TILLING
Golaud LAURENT NAOURI
Arkël, re d’Allemonde FRANZ JOSEF SELIG
Geneviève HILARY SUMMERS
Yniold SERAPHIN KELLNER
Un medico JEAN-LUC BALLESTRA
Pastore TOMEU BIBILONI
Orchestra e Coro del Teatro Real
Direttore Sylvain Cambreling
Maestro del Coro Andrés Máspero
Regia, scene e luci Robert Wilson
Costumi Frida Parmeggiani
Coproduzione con Ópera national de Paris e Salzburger Festspiele
Madrid, 11 novembre 20111
Il mondo sonoro di Debussy all’inizio del XX° secolo, presentò un  linguaggio che parte ma poi si allontana dalle convenzioni musicali del tempo. In questa ottica,  la prima del Pelléas fu occasione di  contrasto  di opinioni tra il pubblico e gli intellettuali del suo tempo. Due vere e propri fazioni: gli oppositori e sostenitori del linguaggio di Debussy. La sua musica rappresenta la traduzione in musica di quello che il movimento impressionista aveva creato nella pittura. Nella musica del Pelléas si può però affermare che non è espressione di “impressioni” ma un dialogo interiore  con l’anima. Stile sillabico, declamato che nella lingua francese, diventa un liquido fluente in un  microcosmo teatrale. Pelléas et Mélisande, tappa fondamentale della storia della musica del XX° secolo, ancora oggi non manca di creare sentimenti contrastanti. E’ successo anche per questa bella produzione al  Teatro Real, ovviamente con tutte le differenze che il tempo ha sedimentato da quel lontano 1902.
L’orchestra  ha individuato e trasformato in un unico strumento di armonie eteree anche quei silenzi che appaiono come parte stessa del discorso musicale. La direzione di Sylvain Cambreling solo rafforzato il valore di ogni strumento che ha seguito con accuratezza l’essenza dei  colori, timbri, a delianre ogni scena e a sostenere sempre la declamazione dei personaggi.
Yann Beuron
ha interpretato un Pelléas apparentemente innocente, anche ingenuo, mostrando una voce estremamente duttile in grado di valorizzare ogni situazione e stato d’animo. Il baritono Laurent Naouri Golaud è stato un perfetto cantante-attore, perfetto nel creare il contrasto del personaggio che si inserisce nel triangolo amoroso.  E’ bastata solo la sua voce vibrante per  rompere l’atmosfera sognante che si creava tra i due amanti. Questo elemento lo si notava anche in modo particolare negli incontri tra Golaud e Mélisande incarnato dal soprano Camilla Tilling. Il suo personaggio sempre distaccato dalle cose terrene, a contatto con Golaud, fremeva di autentica paura. La  voce della Tilling, piuttosto limitata nel volume e nelle espressioni, è stata comunque in grado di conferire al suo personaggio un carattere fortemente intimo e introverso. La figura del vecchio Arkel è stata rappresentata dal basso Franz-Josef Selig, piuttosto distaccato nella connotazione scenica, ma ben tratteggiato sul piano vocale. Un distacco che però non viene da Debussy e dal testo di Maeterlinck che invece scava nell’intimo, ma dalla visione teatrale di Robert Wilson. Nella sua concezione della storia, secondo il suo personalissimo e inconfondible stile, i personaggi sono separati da barriere invalicabili. Il linguaggio del corpo è molto importante perché non crea un reale contatto fisico ma aumenta l’intensità della musica e l’esperienza di vivere questo capolavoro.

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