Bilbao, Palacio Euskalduna: “Roméo et Juliette”

Bilbao, Palacio Euskalduna, Stagione Lirica 2011/2012
“ROMÉO ET JULIETTE”
Opera in cinque atti. Libretto di Jules Barbier e Michel Carrè dalla tragedia Romeo and Juliet di William Shakespeare.
Musica di Charles Gounod
Juliette PATRIZIA CIOFI
Roméo JOSÉ BROS
Frère Laurent ROBERTO TAGLIAVINI
Mercutio DANIEL BELCHER
Stéphano MARY ANN STEWART
Le Comte Capulet JAMES CRESWELL
Tybalt JON PLAZAOLA
Gertrude ITXARO MENTXAKA
Le Comte Pâris AXIER SÁNCHEZ
Grégorio ALEX SANMARTÍ
Le Duc de Vérone FERNANDO LATORRE
Orchestra Sinfónica de Navarra
Coro de Ópera de Bilbao
Direttore Josep Caballé-Domenech
Maestro del Coro Boris Dujin
Regia Arnaud Bernard
Scene e Costumi Bruno Schwengl
Luci Patrick Mèeüs
Coreografia di combatimento  Pavel Jancik
Maestro d’armi Charles Conwell
Produzione di Opéra de Lausanne, Opéra Royal de Wallonie et Liège e Opéra de Marseille
Bilbao, 25 novembre 2011
La storia che nel corso del tempo ha accompagnato la vicenda narrata da Shakespeare, è stata adattata al teatro d’opera con grande maestria da Jules Barbier e Michel Carré: senza dubbio, però, un ruolo fondamentale lo svolge la musica di Charles Gounod, cui deve essere concesso il giusto merito. L’opera ha raggiunto i nostri giorni esprimendo il proprio contenuto come poche, con una bellezza e un lirismo che sorpassano i limiti del dramma che raccontano: certo, sono presenti anacronismi, come l’utilizzo del valzer, se compariamo l’epoca in cui è stata composta la musica e quello in cui è ambientanta la vicenda. Fortunatamente negli ultimi anni del secolo 19° si è recuperata quest’opera sulle scene, una volta abbandonato lo scomodo balletto che accompagna il quarto atto. Per quanto riguarda la parte visiva, l’allestimento di Arnaud Bernard non ha apportato alcun elemento di riflessione o approfondimento, limitandosi a  mettere in scena ciò che la musica  e il testo offrono.
La direzione di Josep Caballé-Domenech all’inizio è stata non perfettamente in sincronia con l’orchestra: nonostante questo, i momenti di nervosismo e di passione sono stati bene espressi, soprattutto al secondo e quarto atto. All’inizio del secondo atto, i violini e il canto dell’arpa ci preparano a vivere uno dei momenti più emozionanti dell’intera opera: l’esecuzione dell’aria “Ah! Lève-toi soleil”. Le richieste tecniche ed espressive sono state ben superate da un sorprendente José Bros, che ha cantato con lirismo e professionalità, nonostante alcuni suoni non a fuoco in zona acuta. Il secondo momento magico della serata è stato senz’altro l’esecuzione del duetto “Va, je t´ai pardonne… Nuit d´Hyménée”. Patrizia Ciofi ha tratteggiato una Juliette raffinata, cercando di sfruttare al meglio le proprie risorse tecniche ed espressive. Gli interventi del primo atto, però, sono stati inficiati da problemi nella tenuta del fiato e nella coloratura; molto meglio il secondo e terzo atto dove ha esibito una linea di canto elegante accompagnata da un bel timbro. Più difficoltoso il quarto, per l’espressività tipicamente drammatica richiesta dal ruolo. Senza particolari pregi lo Stéphano di Mary Ann Stewart, mentre Itxaro Mentxaka nei panni di Gertrude ha incarnato perfettamente i panni della fedele nutrice. Frère Laurence, figura chiave nel dramma, è stata incarnato dal basso Roberto Tagliavini: la voce ben emessa e rotonda hanno ben contributo alla creazione di un bel personaggio. Il giovane baritono statunitense Daniel Belcher è stato un Mercutio valido e gioviale, benché non si sia espresso al meglio nella ballata della regina Mab. Molto deludente il Tybalt di Jon Plazaola, fattosi  annunciare indisposto all’inizio della rappresentazione. Tra i personaggi variamente secondari, si è distinto il Duc di Fernando Latorre, che ha cantato con autorevolezza e potenza. L’ Orquesta Sinfónica de Navarra e il Coro de Ópera de Bilbao hanno ben contribuito a rafforzare il clima della storia degli amanti più celebre nella storia.
Foto Moreno Esquibel

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