“Aida” al Teatro Verdi di Pisa

Pisa, Teatro Verdi, Stagione lirica 2011-2012
“AIDA”
Opera in quattro atti su libretto di Antonio Ghislanzoni.
Musica di Giuseppe Verdi
Il re EMANUELE CORDARO
Amneris LAURA BRIOLI
Aida CHIARA ANGELLA
Radamès STEFANO LA COLLA
Ramfis ABRAMO ROSALEN
Amonasro SERGIO BOLOGNA
Un messaggero SILVANO PAOLILLO
Una sacerdotessa
EMMANUELLE ZOLDAN
Coro e Orchestra Sinfonica di Pazardjik (Bulgaria)
Strumentisti di Aida Studio di Firenze.
Danzatori Street’m Dance
Direttore d’orchestra Tulio Gagliardo
Maestro del Coro Slavil Dimitrov
Regia, scenografia, disegno luci, immagini: Antoine Selva
Coreografie: Maan Chadouli
Allestimento di Ramfis International Management/Production. Produzione del Teatro di Pisa
Pisa 30 novembre 2011
Terzo titolo della stagione lirica pisana in corso è l’Aida di Giuseppe Verdi. L’allestimento della Ramfis International Management/Production messo su dal Teatro di Pisa porta in scena uno spettacolo curato nella regia, scene, luci e immagini proiettate dal francese Tulio Gagliardo. Nel netto segno della tradizione, l’ambientazione è ubicata in una Luxor dalle luci calde che trasmettono quel gusto cromatico retrò tipico del cinema dell’origine del colore. Un paravento segna la separazione degli interni dagli esterni, l’avello dell’indignato Nume da un’ideale schiudersi del cielo. È comunque una regia infagottata di luoghi comuni visti e rivisti, di Amneris disperate che si buttano su mura possenti, di scene trionfali al secondo atto con trofei e gonfaloni in gran lustro, nonché possenti staticità solenni e monumentali; l’unico tocco di novità è segnato dai ballabili: non parate, ma un misto di danze propiziatorie tribali e break dance con i danzatori dello Street’m Dance:Maan Chadouli (coreografo), Jeremy Pavia, Said Kassim e Jeremy Rakotomanana. Eccessi di regia, a volte anche fastidiosi, nel creare una Amneris che definirei isterica, a fianco di una fantesca noiosamente fetish.
Autentica sorpresa della serata è Stefano La Colla nel ruolo di Radames. Già dal recitativo e “Celeste Aida” lascia sbigottito il pubblico con la sua voce di inaudita potenza, dal bellissimo colore squillante, buon fraseggio e presenza scenica. Tutte le altre voci paiono schiacciate in confronto alla sua, tanto da distinguersi nettamente anche nel generale tripudio sonoro del finale del II atto. Amneris è Laura Brioli: nel primo atto decisamente incerta, in netta ripresa nel secondo, riuscendo così a dare vita  a un personaggio coinvolgente  e credibile, grazie a un timbro vocale interessante e a un  buon fraseggio. Alterna la prestazione di  Chiara Angella che, seppur molto partecipe nel delineare un’Aida scenicamente partecipe, sul piano vocale difetta in una evidente povertà di colori e una linea di canto non sempre pienamente controllata, in particolare nell’uso del legato. Ottimo Abramo Rosalen (Ramfis) dallo strumento possente e omogeneo nell’emissione. Il previsto Silvio Zanon è stato sostituito da Sergio Bologna nel ruolo di Amonasro ha dato una buona prova di se. La voce è bene gestita e la presenza scenica adeguata. Negli altri ruoli si è messo in luce il Re di  Emanuele Cardaro (Il re). Più sottotono Emmanuelle Zoldan (Una sacerdotessa) e Silvano Paolillo (Un messaggero).
L’orchestra e il coro di Pazardjik hanno garantito un’esecuzione assolutamente magistrale,ben coaudiuvati dagli  strumentisti di Aida Studio di Firenze impegnati nelle prime parti.
La direzione di Tulio Gagliardo contrassegnata da un carattere impetuoso, teso di bell’impatto teatrale. Pubblico caloroso con molti applausi a scena aperta Convinti consensi per tutti alla fine dello spettacolo, con qualche isolata e poco corretta contestazione per  Chiara Angella.
Foto Luca Orsini – Teatro Verdi di Pisa

 

One Comment

  1. Bruno de Angelis

    Egr. Sig. Festa,
    mi chiedo davvero che Aida ha visto dato che ha salvato voci che hanno urlato per tutta la recita e di cui non si capiva una parola e ha definito il soprano Angella povera di colori e priva di legato, ma via, capisco che ormai i critici sono gli ultimi a capire e a credere a quello che scrivono, ma un minimo di decenza se lo dovrebbe imporre per Dio!!!
    Bruno

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